Fra cieli e terre

in un travolgente momento della mia vita ho avuto bisogno di acqua. Certamente non mi mancava quella dell’usuale rubinetto ma non mi dissetava più! Più per caso che per cosciente e volente ricerca mi sono ritrovato a bere da una fonte che (a conoscenza ridotta) tutto non era o non mi appariva come quella di prima: piatta, doverosa, scipita quando non insulsa: non è il caso della Medianita’. Sono giunto a diffidare della Medianità perché ho capito che è un rubinetto composto da inverificabili leghe e che fa passare acque di inverificabili stati. Alle domande che mi ero posto su quella rivelazione (la medianica) mi davo risposte che tanto parevano vere quanto verosimili.

Giusto per non farmi mancare luce, con il tempo sono giunto a capire che la fonte Bassa aveva di che somigliare all’Alta e sia la Bassa che l’Alta potevano avere infiniti stati di Basso e/o di Alto. E’ certamente vero: quelle verità potevo solo immaginarle! Giorno dopo giorno, però, sempre più mentalmente conoscerle e scriverle anche se in alcun modo provarle. Solo sentivo (e sento) che non poteva (e non può) non essere che così! Fatto sta che l’iniziale sentire andò via via aumentando. Un po’ perché lo desideravo, un po’ perché non avevo altro, e un po’ perché dissetava: lo volessi o no (quando era invasiva) o mi andasse o no quando era amara! Bevo, adesso, solo quella che corrisponde al mio stato di sete. Rifiuto il di più o altro di quell’acqua perché mica ci devo nuotare. Tanto meno affogare come ho mentalmente rischiato quando accoglievo la Bassa senza alcuna difesa ma l’iniziale ingenuità è finita da mo’! La si può finire tanto quanto si torna ad essere dei “poveri di spirito”. Con ciò intendendo (almeno secondo me) della vita a misura di una Forza e di una Potenza (di uno spirito) non ricche perché capitalizzata nel Basso come nell’Alto o come raggiunto parassitismo dello stato Basso come dell’Alto. Solo una scarnificante chiarezza permette di capire se fra cieli e terre vi è Verità o Vanità.