In queste memorie di viaggio ho messo la parte ideale ma nondimeno quella reale. Il che vuol dire, che nel mio netto, è presente sia il lordo che la tara. Si consideri, tuttavia, che senza il mio viaggio reale, non avrei potuto percorrere neanche quello ideale. Ne è valsa la pena? Conoscerlo ne vale la pena? Ad ognuno la sua risposta.
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In questa occasione
In due parole: sono Vitaliano secondo il mio reale e sono “per Damasco” secondo il mio ideale.

In quest’occasione mi firmo Vitaliano_perdamasco_Vitaliano, giusto per dire che sono Vitaliano quando percorro il mio reale e, perdamasco quando percorro il mio ideale. Dal mio ideale torno ad essere Vitaliano quando “rincaso” nella mia realtà. La volontà di ritorno alla soggettiva realtà impedisce la sclerosi della vita mentale e spirituale che si manifesta come fanatismo.
Con questo lavoro mi è successo quello che capita quando si scava un pozzo: prima esce acqua mescolata a fango. Diventa chiara, quell’acqua man mano la si filtra: mai abbastanza, temo.
Ho iniziato a scrivere la mia storia e le mie storie nella Primavera del 1991. Fatti ed emozioni particolari a parte in tutte sostengo la vita culturale (scoperta del di dopo la spirituale) che stavo ritrovando man mano (scrivendo) mi allontanavo dall’esistenza minata dal Dolore e dall’Errore.
Il Dolore è il male naturale e spirituale da errore culturale.
Male

Dolore
ErroreVero è che senza rendermene conto caddi dalla padella alle braci, e cioè, dalla conoscenza del Qui alla conoscenza dell’Oltre. L’ulteriore conoscenza iniziò quando cercai nell’Oltre quanto avevo perso in questo: me lo permise lo spiritismo che all’inizio di quel pezzo della mia strada non conoscevo.
Nelle braci in cui ero caduti mi scottai? Direi tanto quanto vi posi fede e tanto quanto mi riservai il giudizio. Comunque sia, lo spirito dell’Amato che ritrovai in più casi mi lascio perplesso quando non diffidente. Due le opzioni: o chiudevo tutto (ma non solo non ero ancora pronto e ancora non sapevo che lo spiritismo è una via che non si sbarra più perché in coscienza resta! ) o (dal continuar ad essere a servizio delle esigenze di vita che quello spirito ancora mi manifestava) passar ad amare un altro spirito (ora incarnato, ovviamente) esattamente come da un amante che si lascia o si viene lasciati si passa ad un altro amante.
Così, sempre senza rendermene conto (non solo emozionalmente parlando) passai dal ritrovamento di uno spirito non più affine alla ricerca di un altro spirito. Per altro dire dalla vita di una forza e di una Potenza dello stato della vita in Basso alla Forza e alla Potenza dello Spirito dell’Alto: il tutto, come un sughero nel canale!
Nonostante questo o forse per questo alla emozionale decisione mi si apersero le cataratte della Confusione e non di meno quelle della Rivelazione. Adesso, che sia pure dopo più di un trentennio di sballottamenti mi sento prevalentemente giunto a placide acque, penso di non aver altro da dire: solo (potendolo e sapendolo) da raccontare e precisare cominciando sempre dal principio.
Spiritismo e medianità si possono pensare sia come cose dell’altro Mondo come anche appartenenti ad una parte sconosciuta della mente di questo. Certo è che queste potenziali facoltà si presentano negli spiriti (incarnati o no che siano) identitariamente lacerati e quindi scissi nel loro bene, nel loro vero, e nel loro giusto dal Dolore e dall’Errore. Non si presentano in quelli che vivono il loro bene, il loro vero, e il loro giusto senza le lacerazioni e le scissioni provocate dal Dissidio fra stati.
Darò l’idea di parlare dell’alto (il Principio) come se ci andassi a pranzo molto spesso. L’ho potuto perché ho basato la mia ricerca dei principi della vita sulle corrispondenze fra Immagine e Somiglianza. Secondo le corrispondenze, quello che è di una Somiglianza non può non essere anche dell’Immagine. Constatando lo stato della Somiglianza, quindi, si constata (elevando i concetti) anche lo stato dell’Immagine. Chi ha detto “Così in Alto, così in Basso” non può non aver fatto che un ragionamento simile.
In ultimo ma non per ultimo: per dire la mia conoscenza ho dovuto preservare la mia ignoranza, tuttavia, escludo l’errore verso la Vita. Non lo escludo verso altre storie. Ovviamente, in queste pagine sostengo quello che almeno in Basso da l’Idea di essere vero. Che lo sia anche in Alto prima o poi andrò a verificare se, quanto, e come.
I miei studi sono titolati solamente dall’opinione altrui. Un paio indecise fra genio e follia: molto variamente le altre.

Non ho mai datato le lettere. Sarà anche perché i perimetri del tempo spariscono quando spariscono quelli dello stato.
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Dopo aver letto
Dopo aver letto il vostro commento al mio non sono più riuscito a passare per le porte di casa da quanto mi avete esteso. Per il dovere della giusta dimensione, però, devo confessarvi che scrivo sotto dettatura delle emozione che sento mentre nella mente ho solo silenzio. Cessato lo scritto perché cessata l’emozione non saprei esprimere a voce quello che pure ho scritto neanche cinque minuti dopo, neanche dopo abbondante rilettura. Questo perché, dopo aver salito l’Ideale sono tornato al mio reale di studioso per scuole sindacali (le medie prima e ad abbondante età) e per un biennio di scuola privata dopo: sempre ad abbondante età. Vi lascio immaginare la cotanta sapienza che avevo raggiunto. Per via dei letteroni che vi mando, quindi, mi sento un po’ in colpa anche se, proprio proprio è l’emozione che me lo fa fare che dovrebbe sentirsi in colpa. :) A proposito di emozioni é forse per causa loro che questa notte mi sono svegliato più volte sino a che non sono più riuscito a riprendere sonno. Visto il primo pensiero (Predeterminazione e determinazione) quella deve essere stata la causa dell’insonnia. :) Ve lo posto sempre con il vincolo di toglierlo se eccessivo o comunque non variamente corrispondente ai vostri propositi. Vi saluto molto caldamente, Vitaliano.
