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  • Predeterminati, determinati o non determinati?

    Dipende sempre da come si guarda la vita. Nel Tutto che siamo e in ragione di quanto è a coscienza la nostra conoscenza, noi siamo stati di infiniti stati di vivenza: vuoi di quella passata, vuoi di quella corrente. Ne consegue che è pressoché impossibile ammettere che non siamo determinati. Sarebbe come dire che si considera asciutto chi nuota nell’acqua: noto simbolo della vita. Al più, può sostenere momentaneamente asciutta una parte tolta. Ciò è possibile, però, in ragione dello stato del nuoto: la conoscenza. Si può dire, pertanto, che può considerarsi asciutto (non determinato) solo chi non é cosciente di esserlo per l’impossibilità di non esserlo totalmente. Vero è perché determinati, é anche vero dove siamo di predeterminata vivenza. Lo siamo nel principio dell’Essere: la vita. Il che vuol dire che siamo predeterminati dalla Sostanza o Forza che ha posto in vita la Natura? Nell’essere parte della vita della principiante Sostanza certamente sì. Il principio assoluto della Natura non può non essere il Bene. Non riesco, infatti, a pensare un Principio assoluto (un’assoluta Sostanza) che emani una Forza andicappata per mancanza e/o errato Bene. Nel caso avrebbe andicappato anche il suo stato di Assoluto. Ciò è inammissibile sia per fede che per ragione. Ammesso il Bene come assoluto principio della vita e quindi, necessariamente Determinante, nella nostra siamo determinati anche secondo Cultura e secondo Spirito? Direi nella misura in cui seguiamo il Bene che é Vero per quanto è Giusto. Siccome noi non possiamo vivere secondo principi assoluti (viviamo le parole, non, la Parola) ne consegue non assoluta la pur presente Determinazione. La misura dello stato dell’inevitabile determinazione ci é possibile sentirla tanto quanto si impone. Possiamo affermare di non sentirla, invece, dove i vincoli della determinazione ci sfuggono perché leggeri.