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  • Lo Spirito guida

    LO SPIRITO RICORDA  CHE I PRINCIPI DEL PRINCIPIO NON SONO QUELLI  DELL’IO CHE LA PERCORRE: SONO QUELLI DELLA VITA CHE PERCORRE.

    Nan – In riceve  la visita di un professore universitario che vuole interrogarlo sullo Zen.  Per prima cosa serve il te. Colma la tazza del suo ospite e poi continua a versare fino a che il professore vedendo traboccare il te non riesce più a trattenersi ed esclama: basta! Non c’entra più! Nan – In, risponde. Come questa tazza sei ricolmo delle tue opinioni e congetture. Come posso spiegarti lo Zen se prima non vuoti la tua tazza?

    A  distanza di anni dalla scelta di questa storiella (letta in una pagina da sussidiario per bambini che avevo trovato lungo l’Adige) mi sono reso conto che la sua morale può risultare eccessiva, sia per chi apprende che per chi insegna. Sottintende, infatti, che il pedaggio che permette di giungere ad un rinnovamento sia la rinuncia di conoscenze, acquisite con fatica, quando non, con dolore. Succede quando non ragioniamo secondo vita. La vita, invece, essendo corrispondenza di stati, implica che non vi sia chi si sente riempito oltre orlo, e neanche vi sia chi riempie oltre orlo. Il Lettore, pertanto, consideri indirizzati a sé, solo gli scritti che non gli sono di peso.