A mio capire l’Inferno non è il luogo di un altro stato della vita. E’ lo stato, invece, della vita nel massimo errore che perdura (se perdura) sia in questo stato che in quella che diciamo soprannaturale. Nessuna vita è uguale ad un’altra, pertanto, non eguali gli errori e non eguali gli stati di spirituale sofferenza. Come afferma Dante e prova la vita naturale neanche può essere il luogo delle fiamme eterne. Non risulta a nessuno, infatti, che nelle fiamme eterne si digrignino i denti. I denti, invece, si digrignano al freddo. Per quale causa? In quella spirituale, direi per la mancanza della vitalità che patiscono i lontani dalle verità che scaldano ma non ardono: quelle della vita. Come sapeva Dante che negli stati infernali si digrignano i denti? Secondo me (ma non so quanto totalmente) perché ha conosciuto e vissuto delle esperienze spiritiche.
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Il Tutto é Uno
E’ vero che al principio tutto è UNO. Lo è perché il Principio della vita (la Vita al principio) é assoluta congiunzione di stati fra tutti ed in tutti i suoi trinitario_unitari stati. E’ anche vero, però, che non può esserlo nel nostro principio. O meglio, lo è perché il Principio della vita (la vita al principio) è lo stesso in ogni piano della vita e non lo è perché il nostro principio segue quello al principio. Per quanto somigliante un principio che segue non può essere eguale al principio che precede. Vero per la ragione che per una religione non può non essere così anche perché dove il Principio è uno stato Assoluto non può esserci un altro stato Assoluto.
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Giunto per ragionamento
Alle stesse conclusioni di Spinoza sono giunto per ragionamento. Non l’ho potuto per matematica perché anche per fare 3×2 devo ricorrere alla calcolatrice. Deficienza a parte: se ammettiamo che Dio sia l’Assoluto principio della vita e che vita è perché ha posto il suo principio (la vita) in quanto ha vivificato, non può non conseguirne che non può emettere il suo assoluto principio (la vita) in quanto ha già posto in vita: Nome che precede ogni nome. Non per ultimo, se (come credo) il Principio della vita è l’Uno a motivo della suprema congiunzione fra i suoi stati ne consegue che non può dare più di quello che dal principio è: l’Uno. Se lo potesse, allora avremmo due Principi: per altro dire due Dio oppure un’inverosimile immagine del Primo. L’ipotesi non è ammessa dalla fede e neanche dalla ragione. Morale della favola: chi si lamenta delle sue condizioni veda meglio cosa fa o a cosa gli fa fare la vita in Basso che l’Alto al principio non centra proprio niente.
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Resurrezione
Condivido le ragioni di Spinoza sulla Resurrezione ma penso che le avrebbe dette diversamente (almeno in ipotesi) se solo la Natura non gli fosse stata il prevalente centro dei suoi pensieri. Per me, invece, è stato e continua ad essere lo Spirito: Forza della vita sino dal principio (e dello stesso Principio) che diviene Potenza culturale della vita che pone in vita. Ora se è chiaro (almeno per me) che lo Spirito al principio e dello stesso Principio non può finire proprio perché essendo principio è un assoluto, altrettanto è chiaro che non può rinascere perché lo stato di uno spirito assoluto non può essere soggetto a mutazioni. Sia pure nel diverso stato della Forza, così non può non essere anche per lo stato dello spirito della vita che origina. Nello stato della nostra vita, termina invece la Natura. Terminando la Natura (di certo le prove non mancano) necessariamente termina anche la corrispondente Cultura. Non risorge ma continua, invece, il nostro spirito in quanto è della stessa sostanza del Principio al principio. Se con la Natura necessariamente termina anche la sua Cultura per terminazione del supporto (il cervello) ne consegue che la continuità del nostro spirito non possiede più la potenza culturale che è stato in vita pur mantenendo (al caso aumentando o diminuendo) la potenza spirituale. In conseguenza della culturale tabula rasa che è diventato il nostro spirito ne consegue che torna ad essere una Natura nuova tanto quanto la sua sostanza (lo spirito) è simile alla Sostanza: lo Spirito. Se nuova Natura, nulla potrà ricordare e quindi sapere ed essere di quello che è stato. Chi dice di sapere e di essere quello che è stato, o mente, oppure è spiriticamente influito da uno spirito dello stato basso della vita, oppure, da bassi stati della sua: un’ipotesi non necessariamente esclude l’altra. Una vita nello stato basso, non necessariamente vive della diabolicità. Certamente vive, però, delle verità in carente stato. Ad esempio per poca conoscenza e per la conseguente incoscienza.
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La sostanza del Bicchiere
Da quanto fate sapere ( o da quanto mi è lecito capire) direi che Spinoza denuncia il bicchiere mezzo vuoto mentre io lo vedo mezzo pieno. Dove sta Zazà? Nel bicchiere. Per altro dire nella Sostanza intesa da Spinoza o nel Principio come intendo io. In questa convinzione (presunzione permettendo e sia pure a nostro modo) direi che lì ci siamo tutti e due.
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Adamo ed Eva?
Adamo ed Eva? Furono lo stato della vivenza, al principio originata in un unico stato dalla Sostanza pensata da Spinoza. E’ vero che penso a quella Sostanza con alterno attributo ma è anche vero che altro non cambia. In quanto vita simile ma non eguale all’assoluto principio (la vita del Principio) la sostanza originata dal Principio non poté non avere ed essere che infiniti stati della prima. I principi dell’umanità fondati dalla Sostanza prima sono due: il Determinante che i contastorie hanno nominato Adamo e l’Accogliente che hanno nominato Eva. Non per colpa ma per limiti (penso) i contastorie all’inizio non avevano capito che dato lo stato di infiniti stati della vita, il Determinante non può non essere anche Accogliente e l’Accogliente non può non essere anche Determinante. Altro Adamo (maschio secondo infiniti stati di Forza naturale e uomo secondo infiniti stati di Potenza culturale) ed altra Eva (Femmina secondo infiniti stati di Forza naturale e Donna secondo infiniti stati di Potenza culturale) ne sarebbero conseguiti per cosciente comunione, non, come di prevalenza succede, fra poteri in dissidio! E’ vero che secondo il detto non si può avere tutto ma è anche vero che Spinoza sta continuando a togliere la nostra mente dalle antiche peste!
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Patologia e Filosofia
Mentre ascoltavo il vostro discorso un’emozione altra mi girava per la mente. Ho potuto raggiungerla forse perché si è fermata dopo aver detto una sua che non ho capito, o forse perché un’altra emozione ha detto quanto ho capito, e cioè, che tutto si principia come vita ma che se non è cresciuta con lo spirito degli originali pensieri diventa la mummia per tutti gli altari. Al principio della storia che ha reso da patologia oltre che da filosofia l’opera di Spinoza, vedo, invece, della vita che bramava del bene per tutti, non, del potere su tutti. Vedo anche (ed è da secoli che l’abbiamo sotto gli occhi) che la brama di quell’iniziale bene è diventata fame di potere tanto quanto al Potere si è unita per lo scopo di tramandare quanto stava scemando (e si sta scemando) per consunzione dell’uso quando è errato. Si, ora vedo quel bene come vedo la medicina: può non poco per le carenti vitalità ma non più di tanto quando è carente la vita.