Tag: spirito

  • Sulla Soglia: il Paraclito.

    Lo Spirito che è Calibro della Natura, arbitro della Cultura e giudice della vita

    Calibro perché misura il Bene

    Arbitro perché decide il Vero <> Giudice perché sentenzia il Giusto

    è la forza che non può non mediare la vita che calibra, arbitra e giudica. Non può non mediarla perché, la sua forza è vita tanto quanto i suoi stati corrispondono fra di loro ed è dolore (non vita della forza tanto quanto è dolore) tanto quanto non corrispondono. Nel trapasso fra uno stato e l’altro, mediando la vitalità della vita, in ambo gli stati ed in tutti i suoi stati, non può non mediare anche il dolore motivato dal male che indebolisce la forza naturale che informa quella culturale. Mi dirai: se lo Spirito è già misericordioso perché l’ausilio dato dalla sua forza media il dolore entro una data soglia, perché, già che c’è, non si fa più misericordioso togliendolo anche prima?

    E’ dolore fisico, il giudizio di male che una Natura da alla sua Cultura.

    E’ dolore culturale il giudizio di male che una Cultura da alla sua Natura.

    E’ dolore spirituale il giudizio di male che una data vita da a se stessa.

    Il bene (che è gioia naturale e culturale tanto quanto corrisponde a quella spirituale) ed il male (che è dolore naturale e culturale tanto quanto corrisponde a quello spirituale) sono i massimi termini di riferimento (naturale, culturale e spirituale) con i quali, in ragione degli stati della sua forza, la vita discerne su se stessa secondo la ragione (la forza) del suo spirito. Se la vitalità che lo Spirito soprannaturale da alla vita che passa fra uno stato e l’altro non alimenta il bene naturale per non condizionare il giudizio con una forza che non è della Persona, per lo stesso motivo non ne alimenta il male. Non lo può fare, appunto, se non interloquendo (con la Sua forza) sulla data vita che dovrà discernere su se stessa solamente in ragione di quanto ha personalmente capito perché personalmente sentito. Se la vita dello Spirito soprannaturale intervenisse anche minimamente sulla vita naturale che sta discernendo su se stessa, certamente interferirebbe sul giudizio che essa darà di sé. Ciò che dunque pare indifferenza è solamente giustizia. Che la Sua misericordia non possa passare la soglia della Sua giustizia non ci farà molto comodo, ma, lo sento così giusto, questo principio, che non può non essere che divino.

  • Essendo assoluto

    Essendo un principio assoluto perché primo e sovrano lo Spirito può dare solo il suo assoluto alla vita che vivifica, quindi, non maggior Forza ad una vita e meno ad un altra. Ciò è possibile solo al nostro Spirito quando (addizionando stato con stati) si fa sottomettere (secondo infiniti stati di attiva e/o remissiva volontà) dalle infinite misure del potere.

  • Secondo Roll

    lo Spirito è intelligente!

    L’affermazione mi trova assolutamente concorde! Non mi è mai capitato di leggere perché Roll sostenesse la sua convinzione. Sarà anche perché all’epoca avevo sempre la testa da qualche altra parte! Sia chiaro che nel dire la mia non perseguo alcun genere di competizione fra pensieri.

    Fra le tante, proverò l’intelligenza dello Spirito con due basilari convinzioni:

    a) Solo l’intelligenza può avergli impedito di far nascere i polmoni al posto del sedere! Certo! Ci sono casi di vita che farebbero dubitare dell’intelligenza dello Spirito ma sono originati dalla vita secondo la nostra forza e la nostra potenza quando è in molti modi carente (non necessariamente per opera propria)

    o secondo Natura

    e/o secondo Cultura <> e/o secondo Spirito

    b) Lo Spirito é intelligente perché mi ha fatto Omosessuale! Se mi avesse fatto Etero, infatti, quando mai (preso come sarei stato da moglie, figli e bollette) avrei trovato il tempo di raccontare la vita come la vedevo mentre ancora non riuscivo a seguirla; figuriamoci poi a prenderla?!

    Altri ci sono riusciti? Si, ma perché necessari alla vita per altre strade! Il che vuol dire che gli è necessaria la mia? Se sono un suo interesse sì. Se non sono un suo interesso no! Lascio ai posteri l’ardua sentenza anche perché non ho mica così tanta fretta di saperla!

  • La vita quando é paracleta

    Come mi sono detto e ho detto più volte sono una sorta di psicologico e culturale meticciato. Di fatto (almeno per quanto posso dire di conoscere) per la parte ideale corrispondo

    con il mio bene per quanto

    è giusto al mio vero

    mentre la reale la faccio sottostare alle sentenze del pio velo! Non per questo l’assolutorio sudario che mi sono messo sopra giunge a deprimere una vitalità solo parzialmente coperta dal misericordioso velo. Non lo può perché vengo tenuto in piedi da un ideale altrettanto misericordioso. Direi di potermi vedere, allora, come una bilancia se lo potesse, cioè con i piatti tendenzialmente alla pari. Dico tendenzialmente perché nessuna bilanciatura dell’umanità può dare delle misure alla pari. Non tanto o non sempre perché generalmente mancante

    secondo Natura

    e/o secondo Cultura <> e/o secondo Spirito

    ma perché la vita è mobile non di meno di quello che si dice della Donna ed anche di quello che si tace dell’Uomo. La vita, infatti, è stato di infiniti stati trinitario_unitari e si origina dalla corrispondenza di Forza (la dico Spirito) fra tutti ed in tutti i suoi stati. Diventa Potenza, quella Forza, tanto quanto vivifica la vita a cui ha dato il suo Spirito. Per quanto riguarda il Come non me ne curo: tanto, quando mai lo capirei! La vita che bilancia la corrispondenza fra tutti ed in tutti i suoi stati può ben dirsi sommamente paracleta. Io riesco ad essere paracleto molto meno di quello che vorrei tuttavia mi accontento anche di quello che posso. A nessuno è lecito chiedere di più: neanche a me! La vita bilanciata dai principi trinitario_unitari che decanto potrebbe non apparire così mediatrice come la mostro. La vita altra non manchi di chiedersi, allora, se il mio discorso non è convincente perché viaggia per l’ideale aeree a bordo di spirituali mongolfiere personali, oppure, se é la vita altra che viaggia con le sue mongolfiere (ideali o no che siano) per gli stati inconsci del personale aeree.

     

     

     

  • Se uno spirito é francese

    Non è detto ma potrebbe succedere che in un futuro più o meno prossimo qualche medium possa dirsi convinto di essere nella medianica comunione con il mio spirito. Vero o no che sia, che ci si creda o no, o malattia o no che sia, fatti del genere sono successi, succedono e succederanno. Ebbene come verificare se è effettivamente il mio spirito quello che comunica con il tramite? Con certezza non si potrà mai saperlo. Qualcosa di più si potrà tenendo presente che sarà il mio tanto quanto (poco o tanto che sia) non condizionerò la vita altrui e non sarà il mio tanto quanto (poco o tanto che sia) risulterò condizionante. Mi si potrebbe chiedere: nel mondo degli spiriti come è possibile l’appropriazione totale o parziale di un altra identità? Nella vita spiritica non vi è materia che separi forza da forza. Prossima o non prossima che sia, la vicinanza della reciproca forza è permessa dalla corrispondenza di similitudine fra forza e forza. Esemplificando si potrebbe dire che se Pinco è spiriticamente simile a Pallino, l’identità così con_fusa per vicinanza la forma spiritica di Pi_Pa. Non succede alla forza che per potenza non è soggetta a comunioni con spiriti di altra forza.

    Misericordia! Anche questa parte è un orrore simile alla precedente! L’ho completamente rifatta, ovviamente! Non ero decisamente pronto a scrivere di questi argomenti ma dovevo e quel che è peggio dovevo farli avere! Chi pensa di possedere delle rivelazioni (parlo anche per me) dovrebbe tener presente che è posseduto da quanto possiede. Guaio è che lo si sa dopo. Guaio è che tanto più sono potenti e tanto più travolgono. Guaio è che il posseduto potrebbe non sapere mai di essere un travolto. Solo a dissidi finiti potrà cominciar a pensare di aver raggiunto “le placide acque”.


    L’avevo mandata a Eco in risposta ad un suo articolo sulla medianità. In occasione del rinnovo del programma in Rete l’ho riletta. Ma cosa cavolo avevo scritto! Non ci  capivo più niente! L’ho rifatta! Digerire anche questa non sarà mica molto più semplice tuttavia più possibile: tanto più che la sto rifacendo anche adesso (anni dopo) perché la scopro ancora piena di confusi strafalcioni e di inutili ripetizioni. Misericordia! Gli avevo proprio mandato un orrore!

    Mettiamo il caso di uno spirito che fu un francese. Volendo comunicare con un medium italiano non potrà non esprimere la Cultura di origine. Il visionario italiano, quindi “vedrà quello che il francese sa”. Succede, però, che un visionario in medium non sappia quello che il francese sa, oppure, che sappia di saperlo solamente a posteriori. Se un visionario non sa quello che sa, o lo sa a posteriori, come ha fatto a vedere un’apparizione a priori? Sono convinto, infatti che un medium non possa vedere quello che non corrisponde al suo spirito? Si può anche pensare che possa vedere quello che non corrisponde al suo spirito e quindi alla sua conoscenza. Quelle visioni, però, non potranno non essergli che variamente complicate o variamente misteriose.

    O dice di essere me.

    Non è detto ma potrebbe succedere che in un futuro più o meno prossimo qualche medium possa dirsi convinto di essere nella medianica comunione con il mio spirito. Vero o no che sia, che ci si creda o no, o malattia o no che sia, fatti del genere sono successi, succedono e succederanno. Ebbene come verificare se è effettivamente il mio spirito quello che comunica con il tramite? Con certezza non si potrà mai saperlo. Qualcosa di più si potrà tenendo presente che sarà il mio tanto quanto (poco o tanto che sia) non condizionerò la vita altrui e non sarà il mio tanto quanto (poco o tanto che sia) risulterò condizionante. Mi si potrebbe chiedere: nel mondo degli spiriti come è possibile l’appropriazione totale o parziale di un altra identità? Nella vita spiritica non vi è materia che separi forza da forza. Prossima o non prossima che sia, la vicinanza della reciproca forza è permessa dalla corrispondenza di similitudine fra forza e forza. Esemplificando si potrebbe dire che se Pinco è spiriticamente simile a Pallino, l’identità così con_fusa per vicinanza la forma spiritica di Pi_Pa. Non succede alla forza che per potenza non è soggetta a comunioni con spiriti di altra forza.

    Misericordia! Anche questa parte è un orrore simile alla precedente! L’ho completamente rifatta, ovviamente! Non ero decisamente pronto a scrivere di questi argomenti ma dovevo e quel che è peggio dovevo farli avere! Chi pensa di possedere delle rivelazioni (parlo anche per me) dovrebbe tener presente che è posseduto da quanto possiede. Guaio è che lo si sa dopo. Guaio è che tanto più sono potenti e tanto più travolgono. Guaio è che il posseduto potrebbe non sapere mai di essere un travolto. Solo a dissidi finiti potrà cominciar a pensare di aver raggiunto “le placide acque”.


  • Non credo di essere pericoloso

    … tuttavia, sono pazzo perché credo di sapere chi è lo Spirito.

    Lo Spirito è la forza della vita che corrisponde dalla relazione fra una Natura e la sua Cultura. Mi dirà: vedo una Natura, conosco la sua Cultura, ma, non vedo proprio nessun Spirito! Mettiamola così! Nessuno ha mai visto l’aria dentro una camera di gomma, pure, per suo mezzo, essa acquista la vita che ha. Si può dire, pertanto, che l’identità dell’aria, è la forma che essa da alla camera di gomma. Se l’identità dello Spirito è data dalla forma che fa assumere al corpo, e se un corpo è pieno di violenza, va da sé che è violento anche lo spirito che da vita a quel corpo. Dal momento che lo Spirito divino è tutto fuorché violento, (se lo fosse, avrebbe principiato il dissidio, non, la vita), di quale altro spirito è la forza che agisce il prevalente animo di Israele? Da buon razionalista mi dirà: di spirito umano, ovviamente! Ben vero, ma, Israele sa bene che non è lo spirito umano il Principio che ha eletto la sua vita, quindi, Israele, di chi è lo spirito che anche odiernamente emoziona il tuo spirito?

  • Resurrezione

    Condivido le ragioni di Spinoza sulla Resurrezione ma penso che le avrebbe dette diversamente (almeno in ipotesi) se solo la Natura non gli fosse stata il prevalente centro dei suoi pensieri. Per me, invece, è stato e continua ad essere lo Spirito: Forza della vita sino dal principio (e dello stesso Principio) che diviene Potenza culturale della vita che pone in vita. Ora se è chiaro (almeno per me) che lo Spirito al principio e dello stesso Principio non può finire proprio perché essendo principio è un assoluto, altrettanto è chiaro che non può rinascere perché lo stato di uno spirito assoluto non può essere soggetto a mutazioni. Sia pure nel diverso stato della Forza, così non può non essere anche per lo stato dello spirito della vita che origina. Nello stato della nostra vita, termina invece la Natura. Terminando la Natura (di certo le prove non mancano) necessariamente termina anche la corrispondente Cultura. Non risorge ma continua, invece, il nostro spirito in quanto è della stessa sostanza del Principio al principio. Se con la Natura necessariamente termina anche la sua Cultura per terminazione del supporto (il cervello) ne consegue che la continuità del nostro spirito non possiede più la potenza culturale che è stato in vita pur mantenendo (al caso aumentando o diminuendo) la potenza spirituale. In conseguenza della culturale tabula rasa che è diventato il nostro spirito ne consegue che torna ad essere una Natura nuova tanto quanto la sua sostanza (lo spirito) è simile alla Sostanza: lo Spirito. Se nuova Natura, nulla potrà ricordare e quindi sapere ed essere di quello che è stato. Chi dice di sapere e di essere quello che è stato, o mente, oppure è spiriticamente influito da uno spirito dello stato basso della vita, oppure, da bassi stati della sua: un’ipotesi non necessariamente esclude l’altra. Una vita nello stato basso, non necessariamente vive della diabolicità. Certamente vive, però, delle verità in carente stato. Ad esempio per poca conoscenza e per la conseguente incoscienza.

  • Spirito è ciò che anima

    Spirito è ciò che anima.  Anima è ciò che si anima. Ciò che si anima è vita. Lo Spirito è l’anima della vita. Nella Natura, la Cultura anima la vita animata dalla forza dello Spirito.

    La forza dello Spirito è la vita della Natura. La vita dello Spirito è la Forza della Cultura. Lo Spirito è la forza della vitalità della Natura che corrisponde con la vita della sua Cultura.

    Lo Spirito essendo Forza è condizione di vita ma non pone condizioni alla sua forza per non condizionare la vita.

    Per Natura intendo il corpo della vita comunque figurata; per Cultura il pensiero della vita comunque raggiunto; per Spirito la Forza della vitalità naturale nella corrispondente Potenza culturale.

  • Vita è stato di innumerevoli stati

    Si origina dalla trinitario_unitaria corrispondenza di stati fra tutti ed in tutti i suoi stati: al principio e dello stesso Principio

    Natura

    Cultura Spirito

    Per Natura intendo il corpo della vita comunque effigiata. Per Cultura il pensiero della vita comunque concepito. Per Spirito la Forza della vita comunque agita.