Da decenni sono preso dalle emozioni che scrivo. Tanto più perché le sento particolarmente innovative. E’ vero che mi capita di sentirle anche nuove ma a questo proposito avrei raggiunto qualche dubbio. Dei principi che tratto, infatti, se ne parla da quando l’umanità ha cominciato a porsi le prime domande e a darsi le prime risposte. Come non pensare, così, che anche nella forma trinitario_unitaria dei concetti non sto ripetendo il già detto? A suo tempo e tramite il suo segretario, Don Baget Bozzo mi fece sapere che il pensiero trinitario che stavo scrivendo gli era noto ma per altre storie ed altre versioni. Fra le righe, mi parve anche di leggere un pensiero in stasi, forse per poca convinzione sullo stato trinitario della vita (e quindi sulla Trinità) o forse per non proseguire con discorsi fra conoscenze decisamente dispari. Sia come sia, fu da allora che cominciò a girarmi per la testa (sempre di più) un disturbante pensiero: sto dicendo delle verità veramente nuove, o sono nuove perché al principio non le conoscevo? Vero é che proseguendo il viaggio mi è capitato (in altre culture) di leggere concetti e significati simili. Naturalmente, questo m’ha fatto piacere ma non m’ha tolto dalla mia strada. E’ successo, invece, che quelle letture a mozziconi hanno contribuito a rendere ancora più grigia la persistente nuvoletta: conosco perché ho scoperto il nuovo o conosco perché ho scoperto il già detto che sentivo nuovo perché non conoscevo? Vorrei rispondermi ma non sono in grado di poterlo. Sono solo in grado di capire che la mia conoscenza sta fra i principi che elevano la vita a maggior principio: quello in cui tutto nasce dallo stesso principio: la Vita al principio.


