Quale pane quotidiano?

“… dacci oggi il nostro pane quotidiano sì ma di quale farina quel pane? Penso a quella che dico Spirito. In Alto come in Basso lo Spirito é la Forza della vitalità naturale e della Potenza culturale e spirituale. Lo é dal principio dello stesso Principio ed è l’alimento primo di ogni stato della vita a cui ha dato vita. Poiché siamo i contenitori dei contenuti attuati dalla Potenza di quella Forza (la Forza diventa Potenza nella vita a qui ha dato vivenza) siamo anche indissolubile parte dell’Io di Dio. Essendo parte dell’IO di DIO (vita della Vita) ne consegue che possediamo anche dire che nel nostro IO alberga quello del DIO e che, almeno in potenza, nulla scinde l’unità. Per questo, anche il nostro IO può esser detto Padre di Vita tanto quanto eleviamo i nostri principi al Principio. Non sfugga che del Principio non possederemo mai lo stato di Primo o Uno che dir si voglia, perché nessun stato della vita sfugge allo stato di Somiglianza. ps. Quanto ha detto su l’Ibur può essere anche capito come una metamorfosi dell’identità umana causata da un influsso de l’Oltre su uno spirito di questo. Gli influssi dell’Oltre su questo stato della vita, però, sono possibili tanto quanto lo spirito che comunica l’influsso é affine quello che lo riceve. Dove non vi è affinità si instaura il dissidio tanto quanto l’affinità é mancante e/o manchevole. Giunto al punto una domanda: se Cristo é sembrato tale solo dopo il riconoscimento permesso da l’ibur, chi c’era in quella barca?