Se questo é lo stato della vita particolare, questo non può non essere lo stato della vita al principio e dello stesso Principio. Ovviamente, ben diversi i vissuti. Per dire il più logico: ciò che somiglia ad un principio non ha lo stato di Principio pur avendo gli stessi principi.
Spirito é ciò che animma. Anima è ciò che si anima. Ciò che si anima è vita. Lo Spirito è l’anima della vita. Nella Natura, la Cultura anima la vita animata dalla forza dello Spirito. >>>
della vita che ha animato con la sua Forza lo Spirito é acefalo. Dove ha il Corpo che ha animato ha il corrispondente cefalo. Dove non secondo Cultura lo ha secondo Natura: ad ogni Natura il suo cefalo.
Nella vita animale e umana é di forma riconoscibile. Nella forma vegetale non è riconoscibile, tuttavia, se nel dato vegetale la vita c’é (come nel dato animale e nella data umanità) ne consegue che ogni vita ha il suo Spirito e che ogni Spirito ha il cervello che si forma in ragione dello stato emozionale attuato dall’uso della sua Forza.
Non avendo cefalo lo Spirito é una Forza che solo il Discernimento può contenere.
Il contenimento dello Spirito attuato dal Discernimento
é nel vero
nel Bene e nel Giusto
tanto quanto non origina il Dolore che origina ed é originato dall’Errore.
ERRORE
DOLORE MALE
Il male é la voce dell’Errore in tutti gli stati del Dolore.
Sempre secondo infiniti stati di vita
l’Errore coscientemente perseguito può giungere al Male
morale
spirituale esistenziale
LO SPIRITO
alimenta la sua Forza in virtà dello stato della corrispondenza di vita fra tutti ed in tutti i suoi stati.
Per questo ed in questo lo Spirito, oltre che Forza é lo stato del carattere della vitalità naturale e della vita culturale e spirituale.
La Forza della Potenza dello Spirito della Somiglianza corrisponde allo stato della sua vita e lo stato di quella vita corrisponde allo stato della corrispondenza fra stati
I PRINCIPI DELLA VITA E DELLO STESSO PRINCIPIO
trovano riconoscibile principio nel Bene ma nonostante l’Errore ed il Dolore i principi del Principio
dil Bene per la Natura
il Vero per la Cultura >< il giusto per lo Spirito
non hanno riconoscibile fine in altri stati.
Lo Spirito diventa culturale e spirituale Potenza
Lo Spirito diventa culturale e spirituale Potenza dove la Natura della vita (il Corpo) forma la sua Cultura secondo la vitalità e la vita che saranno formate dallo stato della Forza delle sue emozioni.
L’apprendimento della Potenza della Forza del nostro Spirito deve corrispondere allo stato dell’Alleanza fra tutti ed in tutti gli stati della vita che anima.
Dove la corrispondenza fra stati è mancante per eccesso o per difetto si principiano gli stati dell’Esaltazione e/o della Depressione: trascurate “voci” dello Spirito.
Lo Spirito tace quando nella sua Forza naturale e nella sua Poteza culturale e spirituale é assente il Dissidio. Dove e tanto quanto é assente il Dissidio subentra lo stato della Pace
naturale
culturale >>>>>>> e >>>>>>> spirituale
che è possibile raggiungere tanto quanto cassiamo il conflitto
QUANDO IL FUTURO E’ OSCURO RICOMINCIARE E’ FUTURO.
Il Futuro sta dove tutti abbiamo cominciato: al principio.
IN OGNI STILLA DI UNIVERSO E’ CAPOVERSO
Per chi ha perso i suoi principi. Per chi non condivide gli ereditati. Per chi non li ha trovati in altra
VITA
VERBO PAROLA
VITA E’ LA MAESTRA
che pone il seguente problema: tenendo presente che siamo la Natura che siamo nella Cultura che sappiamo per la forza e la potenza dello Spirito che sentiamo;
per NATURA
CULTURA SPIRITO
sapendo che la pace nello Spirito è luogo di giustizia perché pace è cessazione del dissidio e dunque segno di verità
ognuno trovi sé stesso
Trova sé stesso chi intende capire cosa corrisponde al suo stato. Per lo scopo, chi sente il proprio Spirito (Forza naturale nella consapevole Potenza culturale) ascolta il proprio Maestro. Di nessun altro Maestro si può dire che è universale perché tutti sono la “voce” di qualcun altro. Lo Spirito proprio, invece, è parola propria. Per questo, ad ognuno la sua strada perché ognuno é la sua
VIA
la sua Verità >>> <<< la sua Vita
quindi nel
PENSARE
CONOSCERE >>>>><<<<< VIVERE
il dovere del passo lieve che si deve quando si cammina su la neve.
COSCIENZA
La Coscienza si origina dallo stato della trinitario _ unitaria
Comunione
del sapere nel sentire.
IN RAGIONE DELLO STATO
della corrispondente Coscienza
i principi del Principio sono
VITA DEL CORPO
VITA DELLA VERITA’ VITA DELLO SPIRITO
L’Immagine è composta da tre simboli: un cerchio, tre orbite, una croce. Il cerchio è formato da infiniti punti. Poiché si principia da ogni suo punto è simbolo di principio infinito. >>>
Capire la nostra vita e la Vita è il viaggio di riconoscimento
NATURALE
CULTURALE SPIRITUALE
di quello che la persona è per quello che nella persona c’è.
Riconoscimento è verifica. La verifica implica l’uso del discernimento. Il discernimento cura chi lo cura. Il discernimento è il giudice che sentenzia su la parte agita secondo o non secondo quanto è
Bene per la Natura
Vero per la Cultura >>><<< Giusto per lo Spirito.
I principi non agiscono gli stati
non collegano gli stati >< non formano gli stati
tanto quanto non sono vissuti e tanto quanto lo stato di Somiglianza con l’Immagine assume stato culturale e spirituale altro .
Tanto più è unitaria e tanto più é sé stessa. >< Tanto più é sé stessa e tanto più é sovrana.
AL PRINCIPIO, IL PRINCIPIO DELLA VITA ( LA VITA)
animò la Natura
che tramite il suo Spirito >< originò la sua CULTURA
Da allora vi fu Creato e Creatura a Somiglianza della Vita creante
NATURA
CULTURA SPIRITO
LA VITA INIZIANTE E’ DIO?
Lo pensarono i Mistici che si posero la domanda. Poiché (sia per provarlo che per smentirlo) non sono in grado di verificare quello che credo sostengo ogni idea come ipotesi: la verità, come l’amore: può attendere.
VITA E’ STATO DI INFINITI STATI
Si origina dallo stato della corrispondenza fra tutti ed in tutti gli stati. Al principio e dello stesso Principio
NATURA
CULTURA SPIRITO
Per Natura intendo il Corpo della vita comunque effigiata; per Cultura il Corpo del Pensiero comunque concepito; per Spirito la Forza della vita cominque agita.
Se questo é lo stato della vita particolare, questo non può non essere lo stato della vita al principio e dello stesso Principio. Ovviamente, ben diversi i vissuti. Per dire il più logico: ciò che somiglia ad un principio non ha lo stato di Principio pur avendo gli stessi principi.
DELLA VITA PRINCIPIATA
La Natura é il luogo del Bene
la Cultura é il Luogo del Vero >< lo Spirito é il luogo del Giusto
che si origina dall’unitaria corrispondenza
fra gli stati del Bene e del Vero.
Il Bene é detto dallo stato del Piacere
il Vero è detto dallo stato del Sapere >< Il Giusto é detto dall’assenza del Dissidio fra Piacere e Sapere: nel Tutto secondo stati di infiniti stati
VITA: TRINITA’ NELL’UNITA’.
La Trinità della vita raggiunge la sua Unità tanto quanto non è scissa e/o non viene scissa e/o non si scinde dai suoi principi. Al principio e dello stesso Principio:
NATURA
CULTURA SPIRITO
Stato
Corrispondenza fra stati
Unità dello stato.
LA VITA E’ SOMMA MA NON E’ UNA SOMMA
Vi è vita tanto quanto il TRE si congiunge nel UNO
1
1 1
Lo stato trinitario della vita raggiunge la sua Unità tanto quanto (per causa propria o conseguente) non è scissa e/o non viene scissa e/o non si scinde dai principi della vita:
il Bene per la Natura
Il Vero per la Cultura >< Il Giusto per lo Spirito
IL VISSUTO DEI NOSTRI PRINCIPI
si scinde dai principi del Principio per cause
naturali
culturali spirituali
Se naturali portano al Dolore.
Se Culturali portano all’Errore. >< Se spirituali portano alla
Depressione e/o all’Esaltazione.
LA CAUSA NATURALE
che corrispondente ai principi culturali e spirituali del Principio, invece, reca il Bene tanto quanto é corrispondente al Vero per quanto è Giusto alla Forza dello Spirito perché ha respinto il Dissidio .
Il Dissidio nella Forza della Vita (nello Spirito) si origina dallo stato della divisione fra
ciò che sappiamo
crediamo viviamo
anche senza sapere
credere vivere
Il male é la voce del Dolore in tutti i generi di Errore. Può portare al Male tanto quanto l’Errore é in grado di spingere il nostro Spirito verso pensieri ed azioni avverse ai principi della vita.
Contrariamente a quanto affermato il Male non è banale. O meglio, sono banali i fini ed i mezzi ma non per questo i percorsi culturali ed esistenziali. C’è chi pensa non banali anche questo percorsi. Vorrei poter dire i perché ma non a tutte le domande mi vengono le risposte. Capita quanto non siamo noi che le dobbiamo dare o, se deve capitare, lo possiamo solo quando il Tutto ha completato il momento.
DELLA VITA PRINCIPIATA
La Natura é il luogo del Bene
la Cultura é il Luogo del Vero >< lo Spirito é il luogo del Giusto
che si origina dall’unitaria corrispondenza fra gli stati del Bene e del Vero.
Il Bene é detto dallo stato del
Piacere
il Vero è detto dallo stato del Sapere >< Il Giusto é detto dall’assenza del Dissidio fra Piacere e Sapere.
Ogni vita
(indipendentemente dal suo stato e dalla sua Forma)
non può non avere
CORPO
MENTE FORZA
Dall’affermazione ne consegue che non vi é vita che possa dire Aliena un’altra vita. Al più, si possono dire alieni altri vissuti. Ciò vale per la vita nota come anche per quella ignota.
PAROLA
Parola é l’emozione della vita che dice sé stessa.
ALLEANZA: COMUNIONE E AMORE.
La corrispondenza fra stati é via della Comunione fra stati. La Comunione fra stati é via dell’Amore tanto quanto p confermata dal Bene. L’Amore é via della Comunione tanto quanto é confermata dal Vero. Nell’interdipendenza fra stati, così,
IL PRINCIPIO DELL’AMORE E’ LA VERITA’
Chi ama ciò che sente prima di ciò che sa é principiato dalla passione.
La passione ascolta sé stessa. L’amore ascolta la vita.
Si specchiò la vanità nello stagno Chesisa! Come sono, si diceva! Sembro proprio una malìa. Passò la verità. Seccata dai bla – bla, la spogliò di proprietà, e la rivestì, via – via, a righe di psicologia.
Gayenna è isola e isolamento, fortino e carcere dei confinati da giudizio. In Gayenna vengono reclusi o si recludono. Da Gayenna evadono o si rifiutano. Qualche volta si raccontano: siamo diversi perché noi stessi o perché no.
(Sono due stesure. Devo farne una e sarà un lavoro dell’accidenti!)
Gavìo problemi co’ la tosa o col toso? Col marìo o co’ la mojer o coi fiori? Co’ la suocera o col suocero? Col vecio o cola vecia? Col can o col paron? Par farvela corta e par dirvela tuta, l’è qua
Gli amici avevano preso l’abidudine di chiamarmi Vita. I rimasti non più: la vita fa iniziare. La vita fa finire. Non ne ho mai fatto un problema. All’Ospedale di Legnago si mise a gridarlo un intero reparto di sciagurati. Successe nell’estate del 90 mi pare. A parte uno non conoscevo nessuno ma uno iniziò e gli altri seguirono. E’ un ricordo che ancora mi commuove anche se all’epoca mi era parsa una benevola presa in giro: dove pendevo lo sapevano tutti! Vedo ancora la faccia del Primario che era venuto a vedere cosa stava succedendo. Con tutto quello che faceva per sé e per il reparto di Malattie Infettive non gli era mai successo una bolgia del genere! All’epoca gli mandai buca una gastroscopia per l’Amato! Tentò di convincermi di quella necessità ma capì che non gli portavo trippa per gatti! Non la prese bene. Gli feci il favore di non farci caso! Ero in quell’Ospedale perché seguivo l’ultimo percorso dell’Amato; e mentre lui finiva il suo giro io cominciavo il mio.
PUR SENZA VOLONTA’ O IDEA
ho iniziato questo viaggio la notte di Capodanno del 1985. Ero in stazione con un libro e un freddo cane anche nel furgone. Ad un amico del tempo andato sembrai Silvio Pellico e le sue prigioni quando mi vide la prima volta. L’intuizione della Gaby fu più che vera! all’epoca ero un imprigionato che non sapeva di essere la sua prigione e neanche il suo secondino.
NON PER ULTIMO:
ho lasciato la Religione dello Stato alle convinzioni altrui. Il mio crocefisso é la logica! Nell’Alto o nel Basso (tanto o poco) ci sono appeso da più di trent’anni: 34 per la precisione.
Gli amici avevano preso l’abidudine di chiamarmi Vita. All’Ospedale di Legnago si mise a gridalo un intero reparto di sciagurati. A parte uno non conoscevo nessuno ma uno iniziò e gli altri seguirono. E’ un ricordo che ancora mi commuove. Vedo ancora la faccia del Primario che era venuto a vedere cosa stava succedendo. Con tutto quello che faceva non gli era mai successo. :) :) :)
Sono spiritualmente avversi alla Forza della vita tanto quanto deformano l’Umanità pur di averla sotto il calcagno. Ciò permette loro di godere dei frutti di poteri non propri ma lo stesso vissuti come lo fossero.
Una data azione viene definita peccato da chi l’ha studiata in Canonica. Chi l’ha studiata nella vita, invece, la dice errore. Il peccato é segnato dal senso della Colpa. Chi ha studiato la Colpa andando a scuola dalla vita sa bene che la Colpa é provocata da una Depressione della vitalità che si avverte come peso. Quanto si avverte come peso non è provocato dal solito diavolo con forza. E’ provocato, invece, dalla recessione della vitalità. Succede quando fra un piacere ed il corrispondente sapere le cose del bene non tornano con quelle del vero: lo conferma lo Spirito. Prima o poi ci decideremo ben ad ascoltarlo. Non parla molto: solo quanto basta. Ai “peccatori” di una volta come a quelli di adesso non viene detta questa basica versione. Non viene detta, forse perché i delegati al magistero non la sanno, o forse perché fa comodo non saperla. Fa comodo perché l’ignoranza circa noi stessi é utile al loro Potere non meno della fede. Fortuna vuole (o sfortuna dal punto di vista dei Potentati) che i sottomessi per ignoranza e per fede stanno cominciando a non dipendere più dalle favole. Non per questo si possono considerare liberi. Per questo, però, sono sulla buona strada.
Secondo lo stato di infiniti stati la Forza del nostro Spirito è Maschile e Femminile; é maschile tanto quanto é Determinante. E’ femminile tanto quanto é Accogliente. Come la vita é l’interdipendente stato di infiniti stati così lo è il Determinante e così lo è l’Accogliente. Ne consegue che il carattere della forza maschile ha di che essere anche femminile nel senso detto e il carattere della forza femminile ha di che essere anche maschile nel senso detto. Dall’infinita commistione dei due caratteri si originano infinite forma maschili e femminili. Con le forme la corrispondente sessualità. Dove prevalente forma l’identità sessuale. Dove non prevalente i gusti sessuali. Dove dominati e gestiti i gusti sessuali portano linfa al tronco. Dove non dominati o non gestiti ogni caso porta il suo caso sulle sue spalle: lo Spirito é mediatore ma non è cireneo.
Il TRE si congiunge in UNO perché vita é corrispondenza di stati, non, somma di stati. Fuor di matematica ma non di calcolo la somma (come la moltiplicazione) é verifica del Potere. La divisione, invece, operazione che accerta dove e come il Potere è stato diviso (o da perdita o da scopo programmato) o dove e come l’abbiamo diviso: o per perdita o per scopo programmato.