“per Damasco” chi?

All’inizio della mia storia ero messo come da ritratto. Gli amici avevano preso l’abitudine di chiamarmi Vita. I rimasti non più: la vita fa iniziare. La vita fa finire. Non ne ho mai fatto un problema. All’Ospedale di Legnago si mise a gridarlo un intero reparto di sciagurati alle Malattie infettive. Successe nell’estate del 90 mi pare. A parte uno non conoscevo nessuno ma uno iniziò e gli altri seguirono. E’ un ricordo che ancora mi commuove anche se all’epoca, più che altro mi era parsa leggermente derisoria. Tanto più perché lo sapevano tutti da che parte pendevo. Vedo ancora la faccia del Primario che era venuto a vedere cosa stava succedendo. Con tutto quello che faceva per sé e per il reparto non gli era mai successo una bolgia del genere! Si vede che non aveva abbastanza Vita. All’epoca gli mandai buca una gastroscopia per l’Amato! Tentò di convincermi di quella necessità ma capì che non gli portavo trippa per gatti! Non la prese bene. Gli feci il favore di non farci caso. Ero in quell’Ospedale perché seguivo l’ultimo percorso dell’Amato; e mentre lui finiva il suo giro io cominciavo il mio. Pur senza volontà o idea ho iniziato questo viaggio la notte di Capodanno del 1985. Ero in stazione con un libro e un freddo cane anche nel furgone. Ad un amico del tempo andato sembrai Silvio Pellico e le sue prigioni quando mi vide la prima volta. L’intuizione della Gaby fu più che vera! all’epoca ero un imprigionato che non sapeva di essere la sua prigione e neanche il suo secondino.

NON PER ULTIMO:

ho lasciato la Religione dello Stato alle convinzioni altrui. Il mio crocefisso é la logica! Nell’Alto o nel Basso (tanto o poco) ci sono appeso da più di trent’anni: 34 per la precisione.