Ancora sul Giudizio

Nessun stato della vita può dirsi concluso al dato stato perché, vita, é corrispondenza di stati fra tutti ed in tutti i suoi stati. Necessariamente ne consegue che ogni giudizio é intrinsecamente erroneo, appunto perché sottopone la Forza della vita al dato espresso per ultimo. In questo e per questo è condizionante. In quanto condizionante é deviante. Indipendentemente dallo stato giudicante, quindi, si può dire che ogni giudizio e/o vincolante opinione devia lo Spirito individuale (che non può non essere proprio) verso altri stati e/o condizioni. La deviazione dello Spirito individuale procurata dal giudizio altera il vissuto dei principi. Altera, quindi, anche lo stato dello Spirito che dal vissuto condizionato dal giudizio, a sua volta é condizionato! Già si disse che condizionare lo Spirito è un “peccato” che non sarà perdonato. Si omise di dire (o lo si disse dopo) che lo sarà in ragione della misura coscientemente attuata contro la Forza della vita come contro la propria. Dove un giudizio non può esser detto perché deviante come proteggerci senza giudicare la persona e/o lo stato errante? Direi separando dal nostro Bene chi attua il Dolore: male naturale e spirituale da errore culturale. Ad ogni Società il suo modo ma Il modo sia mosso da difesa non da condanna. Se da condanna non è una giustizia: é una vendetta.

IL MALE E’ LA VOCE DEL DOLORE

IN TUTTI I GENERI DI ERRORE