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  • LA VITA NEI PRINCIPI E FUORI

    A P. ho detto che la vita è solo Bene. Mi dirai, allora, perché ne troviamo gran poco o quanto meno da non bastarci mai?

    Per vita, intendo il Bene della Natura,

    il Vero della Cultura <> il Giusto dello Spirito.

    Questi, i principi del Principio. Da questi principi del Principio si è originato il suo principio: la vita. Come dire che la Potenza del Principio (la Vita) ha originato l’atto che è la nostra. Vivere è stato di infiniti stati della corrispondenza fra i nostri stati: gli stessi del Principio. Ciò che differenzia gli stati del Principio dai nostri non è una diversa quantità di stati bensì la diversità dello stato: supremo nel Principio; quello che è, nel nostro principio.

    Il Principio della vita (la vita che in molti modi chiamiamo Dio) non può contenere che sé stesso. Se contenesse altro da sé (un altro assoluto) non sarebbe Assoluto perché conterrebbe due principi: ’IO e l’Altro. Quindi se il principio di Dio è il Bene ne consegue che non può contenere l’Opposto. Può, un principio assoluto, contenere uno stato di vita a sé opposto? No, solo un non assoluto può contenere più principi. Allora, P. quando parliamo di dolore nella vita facciamo pure a meno di alzare gli occhi al cielo.

    A me non risulta “che la vita ci chiede di soffrire”. A me risulta che ci chieda di vivere! E se il nostro vivere ha della sofferenza che centra la Vita che di per sé è solo Bene! Se è solo Bene e se come Assoluto non può contenere altri assoluti posso non pensare che l’implichiamo nella nostra sofferenza perché la posizione di vittima che adottiamo è più “comoda” di quella di imputato?

  • A massima pena

    “… ma per me eutanasia e suicidio sono sinonimi di non coraggio a vivere la vita. Attenzione! Non ho usato volutamente la parola vigliaccheria perché avrei giudicato qualcuno che non la pensa come me, e giudicare è l’ultima cosa che voglio fare.”

    Potresti dirmi, Giancarlo, dove trovi diverso il senso di non coraggio e quello di vigliaccheria? A mio avviso, il problema non è eutanasia si, o eutanasia no. Il problema è che ognuno dovrebbe avere il diritto di gestire in proprio il grado di dolore che può sopportare. E se per qualcuno la vita gli diventa un massimo dolore, gli si dovrebbe dare massima scelta. E’ giusto? E’ sbagliato? Prima o poi lo saprò. In attesa di questo, “ognuno da quello che può”. La considerazione contiene due impliciti: se ognuno non può dare nulla perché può dare quello che può, neanche a nessuno si può chiedere di dare più di quello che può!

  • Con il “corpo” dei principi vissuti

    Con il “corpo” dato dai principi vissuti

    secondo Natura

    secondo Cultura    e    secondo Spirito

    la vita torna al principio

    come disincarnata presenza della raggiunta Forza naturale che è stata. Come disincarnata presenza della raggiunta Potenza culturale che è stata. Come disincarnata presenza del raggiunto stato dello Spirito che è stato ma la vita è un principio che indipendentemente dallo stato della vivenza non cessa il suo principio (la vita) così, l’identità che in vita è stata Bassa potrebbe essere meno bassa come anche più bassa. Alla stregua, l’identità che in vita è stata Alta potrebbe essere meno alta come più alta. Della Metempsicosi, allora, si può credere sulla possibilità (infinite le vie della vita) ma non sui vissuti delle presenze che al vero caso si rivelano, o alle persone che si dicono portatori di date presenze.

    Di fatto, nessun vissuto è un Assoluto (solo il Principio della vita lo è) e per questo nessun precedente vissuto può reincarnarsi in toto: solo la vita in quanto tale lo può. La vita che proviene dal Principio certamente non può avere nessun errore originale. Ne consegue che non si può reincarnare un peccato che non esiste.

    Il peccato é errore per chi studia a Scuola. L’errore é peccato per chi studia in Canonica.

  • 2) Ciao, Vita! La sai l’ultima?

    Il mio uomo ha fatto le valige! Ha lasciato la casa, mi dice l’amica. Mi ha detto che la famiglia è un impegno troppo pesante, che è depresso, che non c’è la fa. Se ne è andato da quasi due mesi. Qualche giorno fa mi ha richiamato dicendomi disposto a ritornare. Gli ho detto di no!

    Cos’altro posso fare, Vitaliano?

    Mia cara: la vita fa pere e banane. Legittimo amare le une come amare le altre ma se pensiamo di poter trasformare una pera in una banana (per quanto lo si faccia per virtù d’amore) vuol dire che siamo destinati a restare senza pera o senza banana. Certamente possiamo amare frutti da innesto. Ma, allora, siamo pronti ad amare un frutto che non è una pera e neanche una banana come può essere l’insieme delle due?

  • Processo alla vita: é nostra?

    Ancora nell’ottobre del 2006, scrivevo quello che, senza ricordarlo, ho scritto in una lettera recentemente spedita al giornale di Verona: è nostro il quadro che pure comperiamo? Come prodotto direi di si ma come arte no. Così per la vita. Non è nostra come arte: è nostra come acquisito prodotto. Per tale forma di proprietà, possiamo decidere di rinunciarvi? A mio avviso, si, perché, non è l’arte della vita data dal Principio che neghiamo (non lo potremmo neanche volendolo) ma solo la vita come prodotto della nostra arte di vivere.

    La persona, dice la società, è il prodotto di una eredità culturale ed economica basata (vuoi per tutela dei soci aderenti, vuoi per le molte forme di sviluppo, vuoi per quelle della difesa) su una millenaria opera di mutuo soccorso, quindi tu non sei tuo, sei di tutti e quindi nostro.

    Di tuo c’è soltanto il tuo essere seme di persona, seme di cittadino, seme di religione, seme di te, ma dal momento che il tuo essere pianta di quei semi è stata opera di una cura prevalentemente nostra (dice sempre la società) ne consegue che la decisione della società non può che prevalere sulla tua.

    Ogni altra forma di decisione ti renderebbe anormale con ciò intendendo, diversamente aderente al contratto che ha permesse sia la tua nascita che la tua crescita. In quanto normale cittadino, tu sei mantenitore_produttore_mantenitore di società anche quando non vuoi più esserlo, e anche quando non puoi più esserlo. Lo sei anche quando vuoi morire. Lo sei quando non ti permettiamo di morire. Lo sei anche da morto.

    Poiché ti reclami l’unico prodotto della tua arte, allora, della vita nostra non puoi che esserci di danno perché palese esempio di dis_ordine di quanto abbiamo costituito.

    La persona, annuisce la Religione, non è proprietaria della vita. La vita è del Creatore che l’ha data, e che in quanto Padre la mantiene in vita perché tutto è una sua creatura. La mantiene in tutto anche se il tutto non sa che c’è e che lo fa. Come vita è certamente vero (dicono i credenti) ma come vivenza certamente no dico io: credente tanto quanto la ragione non viene offuscata dalla fede.

    La Società tace. La vita anche. Chi tace acconsente? Non è detto.

  • Vivere presumo!

    … la vita tua l’hai fatta: piano!

    Indipendentemente dalla parte sessuale a noi corrispondente ci siamo ancora tutti e due in questa paccia. Che fare? Non lo so. Vivere, presumo! Per quanto riguarda l’ano_terapia (una vecchia battutaccia) la caldeggio sia per la Sinistra che per la Destra. Non vorrai mica far godere solamente una parte del tuo popolo, vero? Saresti antidemocratico! Non vorrei sembrarti cicì e cicià ma quanto mi esponi è vita arteriosa e venosa. Concordo sul fatto che il giovane dovrebbe essere più interessato alla vita che lo circonda oltre che alla propria. Ripensando a me, giovane, però, mi par di aver finito di essere stupido solo da ieri: forse. Non in grado, quindi, di far lezioni e per via di consigli solo con estrema cautela. Si, per quanto so e posso sto facendo un qualcosina per i Crescenti. Come avrai constatato sul Blog lo faccio “con un po’ più di distacco” ma non c’è distacco che ripari dagli schizzi del dolore! In questa incapacità di proteggermi dal dolore, sono, forse, ancora giovane, e quindi, in grado di sentirti. Dico sentirti e non capirti perché se fossimo frutti lo saremmo di piante di diversi climi, e quindi, di maturazione non contemporanea. Indipendentemente da questo, però, nulla ci vieta di porre clemenza nel giudizio che diamo su atti non sempre all’altezza che vorremmo. Fanno parte del sistema venoso di capire la vita. Per differenza, anche di quello arterioso.

  • LE VIE DELLA VERITA’

    Via della verità è la forza del corpo

    Via della verità è la forza della mente

    Via della verità è la forza della vita: lo Spirito.

    In tutti e fra tutti gli stati e secondo stati di infiniti stati il processo della verità si completa nella trinitario – unitaria corrispondenza fra ciò

    che siamo come Natura

    sappiamo come Cultura  <>  viviamo secondo Spirito

    Nel nostro principio e nel nostro luogo, la verità è nel prevalente raggiungimento della corrispondenza di vita fra gli stati della relazione con noi e con altro da noi. Della verità, quindi, si può solamente dire che è la costante ricerca di una condivisa conoscenza in maggior divenire. Essendo conoscenza mai finita, non è mai finito il nostro viaggio verso la verità.

    Secondo le infinite emozioni della vita che dice sé stessa, la Natura e lo Spirito, sentono sempre, anche quando la Cultura non sa. Si può affermare, allora, che il corpo della vita (la sua Natura) e il suo Spirito (vitalità nella Natura, e vita nella Cultura) sono sedi di verità anche quando la Cultura non sa. I principi della vita sono attendibili sedi di verità anche nella vita animale e vegetale.

    Nessuno può dirsi detentore della Verità, se non riducendo la vita del Principio a delle umane idee sul Principio. Se è vero che nessuno può dire circa la verità, è anche vero che nell’indicarci il luogo della Verità, lo può il nostro spirito (la forza della vita) quando è in pace. Pace é assenza del dissidio fra vita e vita come fra vita e Vita. Nello stato della pace indicato dall’assenza del dissidio nello Spirito vi è verità (e Verità) perché nello stato di pace la vita perpetua sé stessa senza errore culturale e senza dolore naturale e spirituale.

    Le vie della verità religiosa sono iniziate sulla via della verità naturale.

    il Bene per la Natura

    il Vero per la Cultura  <> il Giusto per lo Spirito

    Nei suoi principi anche la vita a somiglianza dell’Immagine è bene per quello

    che la sua Natura è

    vera per quello che la sua Cultura sa <>giusta per quello che il suo Spirito sente

    Non vi sarebbero principi di Somiglianza se così non fosse, tuttavia, stessi principi non attuano stesso stato.

    Come nell’Immagine, vita è corrispondenza di stati fra tutti ed in tutti i suoi stati così nella Somiglianza, ma non potendo raggiungere l’assoluto (vi è un solo Assoluto) la Somiglianza rimane trinitario_ unitaria. La corrispondenza fra i suoi stati di Somiglianza è unitaria tanto quanto la condizione del suo stato è proporzionale allo stato di coscienza (luogo di ogni conoscenza) circa i principi della sua vita.

  • Per spiriti intendo

    Per spiriti intendo le forze della vita che furono nella personale potenza ed ora sono in un ulteriore stato dell’esistenza oppure (come si può anche ipotizzare) in un ulteriore stato della mente. Nessuna ipotesi é da escludere e nessuna si può provare: solo vivere per capire o non vivere se fanno dipendere. In ragione di infiniti stati di vita questo vale anche per gli spiriti in corpo odiernamente incarnati.

  • Il Terso Occhio – Aforismi

    Il pensiero non intelligente è come un motore in folle: non va da nessuna parte anche se gira.

    Un ideale è lume e paralume

    Nessun dolore è maggiore della causa

    Chi ama è un po’ perso perché sente l’universo

    La speranza è come la gomma americana: più la tieni in bocca e più diventa amara.

    Ogni giudizio sulla vivenza altrui rivela tracce di sterco nell’animo che sentenzia.

    L’errore viene detto peccato da chi si informa in canonica Il peccato viene detto errore da chi si informa a scuola

    Un desiderio che non passa si trasforma in ciò che passa

    I Teologi conoscono Dio per quanto si raccontano quando non c’è.

    Con il tempo ci accorgiamo che la vita non è sempre bella per poter essere vera, e non è sempre vera per poter essere bella.

    Ognuno uccide quello che ama: la ragione per poter avere, o l’amante per potersi avere.

    La coscienza non è a posto quando un eco risponde al suo posto

    La passione è una verità naturale. L’amore è una verità culturale. A ragion veduta, l’amare.

    In Amore, l’affine Cultura scosta la diversità posta dalla Natura.

    I grandi vanti diventano grandi rimpianti

    Vi è intossicata dipendenza quando siamo incapaci di volere quello che pure sappiamo.

    Quando ragioniamo sulla prostituzione dovremmo farlo come sanno gli agricoltori: ai campi, è necessario anche il liquame.

    La repressione della sessualità è come una valigia. Più negazioni contiene e più è faticoso chiuderla.

    La verità è come la matematica. La rifiuta chi non l’impara a sua misura.

    Diventa saggio chi vive la sua conoscenza. Diventa colto chi la marmorizza.

    Chi si aspetta reverenza dalla riconoscenza falsifica la gratitudine.

    Chi vive delegando vive compiacendo.

    La vita è come la pioggia. Non chiede al campo se necessita d’acqua.

    L’illusione è prodotta dalla mente che vede falò anche nelle braci.

    La bellezza è l’arte dell’amore della giustizia per la verità.

    Coscienza è il sacrario delle parole che attendono la mente

    L’amore è l’estratto conto dell’amare

    Il dubbio in amore, invalida l’orgasmo del corpo, della mente, del cuore.

    Intelligenza: guardiano senza manette della follia.

    Si inizia a morire quando si cessa di aspirare perché si inizia a sospirare.

    I leader sono specchi per ombre in cerca di sostanza

    La parola si consuma. Il silenzio mai.

    Nessuna definizione contiene ciò che definisce.

    La vita è come una macedonia. Inevitabile per la mela, sapere anche di banana.

    La passione bolle l’acqua. L’amore la tiene calda.

    Il sesso è come il morbillo: immunizza chi lo vive.

    Il sorriso è il palco dove le labbra recitano la parte dell’anima.

    Filosofia è quello che resta dell’eviscerata ragione

    Mio, in amore, è il virus di un prossimo dolore.

    La passione ascolta sé stessa. L’amore ascolta la vita.

    Non c’è amante che diventi talmente arte da rendere infedele un artista.

    Quando in amore vi è espressa sofferenza, amputare è meglio che mendicare.

    In amore non ci sono vincitori. Ci sono av_vinti.

    Solo gli spiacevoli rivendicano il diritto di non essere ipocriti. Gli altri sanno tacere o sanno parlare.

    Si comincia a morire quando si cessa di aspirare perché si inizia a sospirare.

    la speranza è l’ultima a morire quando la ragione è l’ultima a capire

    La ragione del silenzio: nessun potere dopo di me.

    La Ragione è carsica.

    Non è vero che non esiste l’amicizia. E’ vero che bisogna cambiare l’acqua ai fiori.

    Il sorriso è by pass per la vita ferma al cuore.

    E’ meglio vivere con paura che non vivere per paura.

    Il dolore è tesi della violenza e antitesi della giustizia.

    Non è difficile essere felici. Basta che ci sia chi vuole la tua felicità.

    Diventiamo possessivi quando siamo insicuri del bene dell’altro, o non sicuri di essere il bene dell’altro. Diventiamo gelosi, quando non siamo sicuri della verità dell’altro, o non sicuri di essere il vero dell’altro.

    l monaco mi ricorda il guerriero che lascia il campo di battaglia per fare l’attendente del capitano.

    Quando il futuro è scuro rinascere è futuro.

    Aspira a te stesso o aspira del fumo.

    Il silenzio è l’officina dove la mente lavora, è la stanza dove riposa, è il luogo dove risiede.

    La paranoia è malattia della mente derubata dalla fiducia.

    Il silenzio è il porto delle parole in burrasca.

    Le storie sono il cibo che l’anima giovane digerisce quando non lo è più.

    Chi ama ciò che sa più di ciò che è scende dove sono scesi quelli che amano ciò che sono più di ciò che sanno.

    Un ideale è lume e paralume.

    Il sesso è una foglia che cela una voglia di soglia.

    La mente che precede i passi vede il futuro ma non i sassi.

    Il piacere in amare sta al piacere in amore come una corrente prima dell’interruttore.

    La notte è coperta che copre dei forse.

    Siamo diversi perché noi stessi o perché no.

    L’identità del represso sessuale è come una valigia. Più negazioni ci mette e più fatica a chiuderla.

    Giorno dopo giorno aspettando un giorno.

    Non è difficile perdere l’amante. Basta volerlo rendere a nostra immagine.

    Quando la ragione è orba alla vita, il sesso è cataratta che orba la ragione.

    La parola è l’emozione della vita che dice sé stessa.

    Coscienza è il sacrario delle parole che attendono la mente.

    L’amore è l’amante che insegna. L’amante è l’amore che impara.

    La passione ascolta sé stessa. L’amore ascolta la vita.

    Diventa saggio chi vive la sua conoscenza. Diventa colto chi la memorizza.

    Vi è corrispondente incontro fra bellezza e verità tanto quanto si congiungono nello stupore che non sa darsi.

    Nella gelosia non si sa quale amante temere. Nel possesso non si sa quale furto temere.

    La saggezza cessa quando la mente va in pensione.

    Religione è ciò che resta della vita dopo averla schedata.

    Mio, in amore, è il virus di un prossimo dolore.

    La passione ascolta sé stessa. L’amore ascolta la vita.

    Si chiama Arte, l’opera dell’ostrica che produce la perla per difendersi dal dolore procurato dalla scoria.

    Si comincia a morire quando si cessa di aspirare perché si inizia a sospirare.

    Vita si nasce. Nel tutto si diventa.

    Il dolore è maestro di vita dove non diventa il suo boia.

    La Ragione è carsica.

    Non è difficile essere felici. Basta che qualcuno voglia la tua felicità.

    Quando il futuro è scuro, rinascere è futuro.

    Aspira a te stesso o aspira del fumo.

    Chi ama ciò che sa più di ciò che è, scende alla penultima stazione.

    La violenza scalda i muscoli quando fonde la ragione.

    Quando il sesso è insufficiente la ragione è deficiente.

    La notte è coperta che copre dei forse

    Quando la ragione è orba alla vita, il sesso è cataratta che orba la ragione.

    La parola è l’emozione della vita che dice sé stessa.

    I Teologi conoscono Dio per quanto si raccontano quando non c’è.

    Egocentrico è chi impone la sua passione dove non può la sua ragione

    In nessuna parte del capitale è scritto che lo Spirito è centrale.

    ps.

    Non mi é possibile togliere gli eventuali doppi perché la memoria non mi aiuta. Non so come altro fare.