All’Assistenza Anziani


ALLA CORTESE ATTENZIONE dell’Assistente Sociale dott.sa S. e dell’Assessorato deputato all’Assistenza Anziani.

In oggetto: Anziani, Servizi, Delegati… (Datata)

Dandomi del cibo non convenuto (non consegnato è successo anche il Giorno di Natale!) un Consegnatario m’ha detto che non mi devo permettere di dire che “i Consegnatari non capiscono”. Ciò che evidentemente non capiscono (o non possono capire perché impediti a farlo) è molto semplice, per niente impegnativo, e neanche oltre ruolo: si tratta di capire questo. Soffro dei problemi che procura il pancreas quando non fa più quello che deve fare. Badando all’alimentazione e agli conseguenti effetti sulla ghiandola (li patisco già mentre sto mangiando) man mano ho capito di cosa posso cibarmi. E’ stata una selezione che, purtroppo, può anche aver spazientito qualche consegnatario.

Quello che mi pareva bene oggi, infatti, magari non lo era più domani. Dagli e ridagli, però, ne sono venuto a capo. In primo, eliminando pressoché tutti i secondi per non dire della frutta e dei dolci da essere pagati ben poco da tanto erano di miserrimi qualità. In fondo in fondo poco male perché sono pure diabetico. In successione, ho eliminato tutti i contorni. Quasi sempre surgelati e pressochè crudi. Non digeribili quando non lo erano. Digeribili, invece, i fagiolini. Una volta alla settimana, un tempo, mentre adesso sto perdendo il ricordo dell’ultima volta che li ho visti. Ho dovuto eliminare la pasta al tonno, il tonno, e lo sgombro perché mi bloccavano la digestione per più giorni.

A quelli nella mia condizione consigliano il pesce: troppo caro. Non cari i bastoncini ma tremenda la panatura e sconsigliabile la friggitura. Stante la situazione avevo chiesto una pasta in più e me l’hanno portata. La pasta è al pomodoro. Salvo rare eccezioni è generalmente mediocre, e da qualche tempo, al dente in eccesso. Può essere perché l’Assessorato deve risparmiare sul gas e sul servizio pasti dove non può risparmiare per riduzione del personale? Esperienza di vita può farlo pensare, ma a caval donato non si dovrebbe guardare in bocca! Vero, ma se magari ha il fiato che sa di sterco non farlo diventa impossibile?

Le forme del risparmio che si possono attuare in una cucina non sono poche. Ciò comporta, però, quando quel genere di economia può reggersi se (volentemente o nolentemente) è viene retta da assistiti che non hanno voce in capitolo e che quando c’è l’hanno è grido nel deserto: l’ho constatato più volte. Ho dovuto rinunciare anche al baccala: industriale o no che sia stato era sempre buono. Mevavigliosa possibilità poterlo contatare perchè miserrima la quantità. Pesata una volta, risultò di 10 grammi più i cinque della vaschetta. Devo averlo detto a qualcuno perché le volte successive mi arrivò sopra la polente. Si poteva pesare lo stesso. Se non l’ho fatto è stato perché impedito da acida risata. Anche il risotto (ne ho la passione) è sempre stato degno di considerazione.

Non da qualche tempo: di grano ancora internamente crudo e da burro e/o margarina, assolutamente astinente. Anche le lasagne (industriali o no che sia) sono generalmente buone. Il ragù, invece, è scadente. Viene macinato con nervi e siccome si sentono come si sente l’odore e il gusto del grasso che lasciano, rinunciarvi non mi è costata alcuna fatica. Dopo sta fava e sta rava cosa mi è stato possibile chiedere? Mi è stato possibile chiedere tre paste in bianco. L’ho detto ad un consegnatario e il consegnatario l’ha detto al responsabile del servizio: ora ricordo, un certo Roberto.

M’ha detto che lo dovevo dire a lui, non al consegnatario. Vero ma l’ho fatto perché la responsabile precedente, da qualche tempo non rispondeva più al telefono, quindi, a chi lo dico: ai muri? I muri tutti non hanno sempre sentito le mie proteste perché qualche volta ebbe a rispondermi il personale di cucina: sempre cortese. Dopo quanto dissi a un Consegnatario (cortese, paziente, disponibile e non di oggi) mi chiamò il signor Roberto. Dopo la chiamata mi vennero portate la paste solamente in bianco? Il giorno seguente no. Il successivo neanche. Nel terzo una in bianco e due in rosso. Perso la pazienza avevo voluto restituire quanto portato all’operatore del 21 c.m!

Il Consegnatario non l’accetta e alterato ripete che io non mi devo permettere di dire quello che ho detto non mi ricordo a chi. Alterato scende dalle scale. A mia volta reso alterato lo rincorro con il sacchetto. Oltre che per le scale lo faccio anche per il cortile. L’operatore, infatti, (incurante delle mie chiamate) procede imperterrito verso la macchina. Ivi giunto l’apre, si siede, chiude la porta, non apre vetri per prendere il sacchetto che gli stavo porgendo, e l’avvia con la chiara intenzione di lasciarmi in strada con il sacchetto in mano! Prego?!!! Mi sono messo davanti la macchina e gli ho detto che avrei chiamato i carabinieri: sono più che capace di farlo come sono capace di esporre delle indubitabili ragioni!

M’ha detto di chiamarli pure però ha aperto la portiera ed io gliel’ho buttato fra le braccia! Da gravemente cardiopatico sono tornato a casa senza fiato, senza forze, ma almeno senza nulla che mi facesse ulteriormente male e senza nulla da buttare per forza di cose. Nel primo pomeriggio sono andato a prendermi dei riso, del pomodoro in scatola, due jogurt e due formaggi: è quella è stata la mia cena e quella sarà domani come anche i successivi giorni, quando non avrò più la necessità di agire secondo gli armati motivi del Cavaliere Nero: celebre la barzelletta ed è anche sul YouTube.

Giunti al punto, o l’Assistenza mi offre un’alterna mano, oppure, gli capiterà di dover restare, malgrado me, con le mani in mano. Se succedesse, nella raggiunta tranquillità me ne farò una miglior ragione: tanto più perché devo mangiare poco; per il niente mi sto preparando.