Sono persino spaventato da quanto la mia conoscenza trovi chiarezza in quella di Spinoza ma nell’immediato mi disorienta forse perché mi ritrovo (nel disorientamento) ad essere come il bacile che travasa quando viene riempito oltre le sue possibilità, i suoi stati, i suoi tempi. Travaso, non tanto perché Spinoza si afferma portatore di Verità quanto perché mostra come essere quello che è stato: verosimile portatore di verosimile Verità. Naturalmente lo potrei affermare con assoluta certezza solo se conoscessi la Verità ma la Verità è la meta che sarà possibile raggiungere solo dopo aver superato le infinite stazioni in cui dobbiamo cambiare infiniti treni prima di giungere all’ultima che noi possiamo raggiungere: quella che può la vita è infinitamente più avanti. Nel frattempo si sta come quelli che, nella speranza di non far danni a sé stessi in primo, parlano anche senza sapere pur avendo letto “i giusti libri”. La vita di tutto nel Tutto è una visione fortemente luminosa. Se vista da troppo vicino, però, non può non far chiudere gli occhi perché può giungere ad abbagliare una conoscenza. Pare proprio che non abbia abbagliato gli occhi di Spinoza ma forse nolente sé quelli che hanno saputo le sue conoscenze senza sapere che non disorienta solo se la si vede ad occhi socchiusi. Per altro dire alla giusta distanza. Non per questo Spinoza non è stato un veritiero maestro ma per questo è stato (per averla vista da troppo vicino) come chi ha insegnato a vedere il sole senza aggiungere che per non essere abbagliati sino al disorientamento lo dobbiamo vedere indossando delle lenti scure; quali lenti scure? Sono lenti scure quelle che pur permettendo di vedere (e dire) le proprie certezze non impediscono di vedere (e dire) i dubbi sulle proprie certezze. Con l’accorgimento, certamente avrebbe reso più lungo il viaggio verso la Verità, ma potrebbe essere anche certamente vero che non avrebbe sconvolto il viaggio dei non preparati (sconvolto magari sino al deragliamento) e reso non traumatico quello dei culturalmente pronti come lui. Quali sono le fonti di questa conoscenza? Le ho trovate nelle tossicodipendenze. Nelle tossicodipendenze non vi è errore nella dose: l’errore sta nell’overdose. Già che ci sono: io non sono uno studioso di Spinoza. Le mie conclusioni quindi, le traggo da quanto leggo non solo qui.