Al principio della vita c’è sempre un padre

Ammesso che il Gesù raccontato sia giunto a pensare come penso la vita, chiamò Padre il principio attuatore della sua esistenza. Perché non disse che è un Principio universale? Perché, preso da quella rivelazione, si sentì unico! Fu per quel senso di elettiva esclusività che sulla croce disse che il Padre lo stava abbandonando. Di fatto lo stava abbandonando la vitalità della sua vita non il Padre che se abbandonasse la vita abbandonerebbe sé stesso. Fu fondamentalista anche quando fece pensare di sapersi Dio. Avendo la vita dal Padre, infatti, poteva non sentirsi come il Padre in quanto sia il Padre che il “Figlio” avevano la vita come stesso principio? Oltre per quanto ipotizzo lo penso mentalmente fondamentalista per quanto mostrano di essere fondamentalisti gli ebrei che tuttora escludono la ragione dalla fede. Per quanto riguarda i miracoli narrati sono stati come il pesce che aumenta di dimensioni (e con il pesce anche il pescatore) man mano il racconto del pescato passa da bocca a bocca e per interessi ad altri interessi. Si racconta che disse anche “vi farò pescatori di uomini”. Di uomini o della Vita che è in ogni vita? Direi di uomini se tendeva a maggiorare un suo potere, o di vita se intendeva maggiorare (in altre conoscenza) la sua conoscenza ma un’ipotesi non esclude l’altra. Nell’ ambaradan di ipotesi pensate e fondate come verità per secoli, quale il Cristo più verosimile? Universalizzando il suo pensiero (sempre ammesso che lo sia stato) direi chi ama il principio particolare (la vita) in nome del principio universale: la Vita che Cristo disse Padre. Lo pensò per tutti? Direi di no: un fondamentalista non pensa per tutti. Non lo può tanto quanto la sua divinità è presa dalla sua umanità. Non lo può tanto quanto è egocentrica sia la sua divinità che la sua umanità.