Secoli che furono un blogger professore di scuola superiore mi fece notare che argomentando su Determinazione ed Accoglienza citavo Aristotile. Da me, nome a parte, totalmente sconosciuto. Diversamente, stavo citando la vita: Determinante umanità maschile tanto quanto penetrante e umanità femminile tanto quanto Accogliente. Ciò che è della Natura non può diventare anche della sua Cultura, così, ciò che è Determinante a livello naturale lo diventa anche a livello culturale. Lo stesso per l’Accoglienza, ciò che è naturale diventa anche culturale. Naturalmente non per questo il maschio muta il suo principio ma per questo muta il carattere della forza (dello Spirito) del suo principio: la determinazione che dice lo stato della sua virilità. La mutazione del carattere della sua forza che avviene tanto quanto di fa accogliente (culturalmente femminilizzato ma non di certo femmina) forma innumerevoli stati di mascolinità. Nella femminilità, invece, la determinazione culturale nell’accoglienza naturale forma innumerevoli stati di mascolinizzazione. Morale della favola: Maddalena è stata eliminata non perché altro volto magistrale di un’altra vita ma perché altro volto magistrale della stessa: ipotesi, al potere maschile separato dal femminile, tutt’ora ostica da accettare. Rileggendomi, con non poca sorpresa mi sono reso conto (dopo più di ottant’anni) di non essere un Omosessuale, bensì, un Intermedio o se proprio proprio un InterHomo nel senso di in medio, appunto perché nello Spirito simile a chi Determina (maschio o femmina che sia) come simile a chi Accoglie: femmina o maschio che sia. Vista la faccenda ancor più da vicino, ogni vita sessuale è un intermedio fra i due massimi caratteri dello Spirito della vita: la Determinazione e l’Accoglienza: a parte il sabato ebraico poso ogni altra etichetta nella millenaria differenziata. Lo salvo perché anche il Dio ebraico si fermò in quel giorno giusto per vedere se era cosa buona e giusta quanto aveva determinato. Poteva vederlo senza accoglierlo? Chiaro che no, quindi, anche Jaweh non può non essere (oltre che spiritualmente maschile) anche spiritualmente femminile; ammalato Sé la vita che non lo è. Quello che vale per ogni nome di Dio vale anche per ogni nome dei deificati principi della vita. Ammesso l’insieme delle ipotesi ciò nega percentuale verità ad ogni fondamentalismo dal carattere spirituale esclusivamente maschile.