La metterei così: ammessa l’esistenza di un Principio che originò il suo principio (la vita) ne consegue che, a nostra somiglianza, lo si può pensare anche come Padre. Poiché tutti siamo generati dai principi di quel Principio ne consegue che tutti siamo figli di quel Padre. In quanto origine della Materia ( corpo comunque effigiato) lo siamo secondo Natura. Ciò che è della Natura della vita (il bene dato il Bene) non può non essere anche della Cultura della vita: il vero dato il Vero. Per quella verità, quindi, possiamo dirci figli anche della Cultura del Padre in ipotesi. Possiamo dirci Figli de Padre anche come forza e potenza che dico Spirito. Esattamente tanto quanto il Cristo evangelico, quindi, siamo tutti figli dello stesso Padre: la vita. Ora, ammesso che il Cristo la pensasse come la penso ha avuto ben tre motivi per dirsi Figlio del Padre che pensiamo per molti nomi. Guaio è che il Padre è un principio assoluto e che i principi assoluti possono generare solamente degli altri assoluti e che noi non lo siamo. Di quale Padre allora possiamo dirci figli? Direi del Padre (la vita) a Somiglianza del padre: la vita. Si, nel Tutto, nessuna parte è scissa dal tutto ma nessuna parte può diventare un tutto. Per sua Natura, per sua Cultura, e per il suo Spirito solo il Padre lo può. La vita figliata dal Padre, invece, può dirsi prossima all’Immagine in ragione dello stato di conoscenza del Padre. A questo massimo limite della conoscenza nessuno sfugge perché al principio ci può essere un solo Principio. Le teologie del Libro se ne facciano una ragione!