Cos’é la Verità?

In quanto massimo principio di ciò che é assolutamente vero non lo può sapere nessuno. Tuttavia, dove non sappiamo dirla possiamo però pensarla. Per questo, affermare che il luogo della Verità è dove tace il Diossido. Dove tace il Dissidio subentra il Silenzio. Nel silenzio, la vita perpetua i suoi principi senza errore culturale e senza il dolore naturale e il male spirituale che se perseguito con piena coscienza può portare al Male.

Il male é il dolore naturale e spirituale da errore culturale. Si può aggiungere, allora, che dove c’é Dolore non può esserci Verità.

Il Dolore e l’Errore sono causati da errata corrispondenza dello stato della conoscenza degli stati

naturali

culturali >>> e <<<spirituali

e dei principi

il Bene che fa stare bene

il Vero che fa stare nel Vero >< il Giusto che fa stare

nella  giusta forza naturale e giusta potenza culturale.

Per questo pensiero ogni Spirito (Forza naturale e Potenza culturale) é

VIA

delle sue VERITA’ e della sua VITA

La sovrapposizione di Forza su Forza e di Potenza su Potenza devia il percorso della soggettiva Forza e della soggettiva Potenza. In ciò, alterando le

VIE

delle Verità della soggettiva Vita.

Non mi ricordo da chi o dove ma é già stato detto: non sarà perdonato ogni errore contro lo Spirito. L’errore é tipico di chi cerca di raggiungere il

Potere

della Forza >>>><<< sulla Vita

altra quando non sulla Vita.

Evita l’errore lo Spirito compagno. Non lo evita lo Spirito sovrano. Intenda il Principato, la Religione, la Persona.

Poiché lo Spirito é propria identità, propria, di sé la valutazione dello stato della propria Forza e della propria  Potenza.

Escluso il giudizio altrui non per questo la Persona non può essere giudicata? Vero per quanto riguarda l’Essere. Non vero per quando il suo Essere (quello personale) agisce l’Errore che porta al Dolore che dal male può giungere al Male.

Per capire la vita e la Vita può rivelarsi necessario “bere il calice sino alla faccia” come anche agirsi (coscientemente o incoscientemente) come calici di feccia. Non per questo é lecita la condanna. Lecita invece, la separazione dallo stato che non reca errore e dolore dello stato che reca uno, o l’altro, o ambedue gli stati.