Lettera a G.

Non credo sia una questione di nazionalismo in senso politico sociale quanto piuttosto di un regale senso storico_religioso che ha reso eletta l’anima di Israele: nome, persona. popolo; e l’anima non si tocca e nessuno e niente tocca perché immediatamente protetta dall’accusa di antisemitismo! Mi passi la presunzione ma non credo che neanche Israele si renda conto che non di antisemitismo si tratta. Si tratta invece di inconsapevole avversione verso ua Forza e una Potenza (verso uno spirito) che viene rifiutato da altre Forze e da altre potenze (da altri spiriti) perché sentito soverchiante sino all’estremo come mostra la violenza che sta praticando. Non di meno esludente perché esclusivo: della serie ma chi pensa di essere questo qua! E’ uno Spirito di potere quello che sta animando Israele, e per ogni genere di potere o sei con me o sei contro di me! L’accusa di antisemitismo è solo il paletto che segna il limite: limite che secondo bisogni di potere Israele sposta. Per certi versi e fede Israele è ancora sul Sinai! E sul Sinai lo Spirito che diventerà suo non mostrò la faccia ad Israele e neanche disse il nome ma la nube si sta sfilacciando e stiamo cominciando a vederlo noi perché non acceccati dalla fede quando non vede la ragione o quando vede il Divino dove invece c’è lo spiritismo. Mi auguro che cominci a vederlo anche Israele e che ulteriormente possa prendere atto della più elementare fra le cartine di tornasole: dove il Dissidio lacera la vita (primo ed unico Figlio per come la penso) non può esserci Dio! Se togliamo questo dalla fede chi resta al suo posto? Ci resta l’IO e il suo Vitello! (Non sono niente e nessuno, signor Giannuli ma quando l’emozione mi prende la mente non so dove vado e neanche dove arrivo. Quello che solamente so è che devo scrivere. Se le è di disturbo lo tolga. Dimenticavo: i congiuntivi per me sono come gli UFO: non li ho mai visti. Con i miei saluti.