
LA VITA CON ALTRI DI_SEGNI

DELLA PAROLA
DELL’AMORE
DELLA ROSA DI DAVIDE

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DELL’UNIVERSALITA’ DELLA VITA
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(DA SISTEMARE)
IL PRIMO ORDINE DELLA VITA E’ QUELLO DI ESSERE VITA.
Poiché non so da quale punto sia iniziata la vita considererò principio qualsiasi punto. Ciò mi libererà dal peso di dover sapere il Prima e il Dopo e da date e cronologie. Il sistema é da ignorante? Non vedo novità: é quello che so!
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IL PRINCIPIO DELLA VITA AL PRINCIPIO
è uno stato assoluto. Lo é per essere la suprema comunione fra i suoi stati:
NATURA

CULTURA
SPIRITO
Se così é per l’Immagine della nostra vita così non può non essere per l’Immagine della Vita. Ovviamente, gli stessi stati non possiedono lo stesso stato così come una copia (per quanto somigliante) non é l’originale.
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SIA IN QUESTO STATO DELLA VITA
CHE (per chi confida) in quello ulteriore lo Spirito agisce ed é agito da forze elevate e da forze non elevate. Le forze elevate stanno nello stato che hanno detto Alto. Le non elevate in quello Basso. Sia nello stato della Carne che in quello dello Spirito, vita, é stato di infiniti stati, così, di infiniti stati quello Alto come quello Basso. Ne consegue che ogni giudizio su un dato stato (Basso e/o elevato che sia) é impossibile a conoscersi e di conseguenza a dirsi!
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La vita nello stato Basso é trinitario_unitaria.
accettata l’esistenza, é così anche nello stato Alto.
E’ assolutamente unitario, invece,
lo stato dell’UNO al principio.
Al principio vi è un Principio assolutamente unitario per un semplice motivo: i Principi non sono scindibili.
Per infinite e multiformi causa, invece. sono scindibili i principi dell’immagine a Somiglianza dell’Immagine.
In ragione dello stato, dalla scissione si origina
l’Errore
che porta al dolore <> che porta al male.
Perseguire il male può portare al Male (culturale e spirituale) tanto quanto coscientemente perseguito.
vvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvv
La vita nello stato Basso é trinitario_unitaria.
accettata l’esistenza, é così anche nello stato Alto.
E’ assolutamente unitario, invece,
lo stato dell’UNO al principio.
Al principio vi è un Principio assolutamente unitario per un semplice motivo: i Principi non sono scindibili.
Per infinite e multiformi causa, invece. sono scindibili i principi dell’immagine a Somiglianza dell’Immagine.
In ragione dello stato, dalla scissione si origina
l’Errore
che porta al dolore <> che porta al male.
Perseguire il male può portare al Male (culturale e spirituale) tanto quanto coscientemente perseguito.
vvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvv

La Cultura dello Spirito é nello stato della Forza.
La vita dello Spirito é in quanto produce la sua Forza.
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Lo Spirito non conosce nulla circa la sua Forza perché é un’esistenza acefala. Con acefalo diventa nella vita a cui ha dato la sua Forza. Ne consegue che solo lo Spirito vivificato dalla Forza del Principio (il nostro) conosce la Potenza della sua Forza.

In quanto forza disincarnata (e quindi acefala) lo Spirito non può non espandersi ma non può discernere su quanto (su chi, su come e su cosa e perché) attua la sua espansione. Lo Spirito é una forza senza condizioni. Ne consegue che non può porre condizioni che non è in grado di conoscere. L’unica “promessa” che può dare lo Spirito é la vita. Non perché l’afferma ma perché lo è.
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La Forza é il dato dello Spirito del Principio.
La Potenza é il dato della Coscienza della forza del nostro pensiero
La Vita é il dato della Comunione fra Forza, Pensiero e Coscienza circa il Pensiero .

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In ragione dello stato della corrispondenza fra stati ad ogni vita è data la sua forza (il suo spirito) e ad ogni forza é data la sua vita:
Potenza della corrispondente Forza.

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La Natura é il luogo del bene dato il Bene.
la Cultura è il luogo del Vero secondo Verità
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Lo Spirito é il Luogo del Giusto che si origina dal rapporto di corrispondenza fra il Bene della Natura e il Vero della Cultura.
ZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ

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chi intende capire cosa corrisponde al suo stato. Per lo scopo, chi sente il proprio Spirito (Forza naturale nella consapevole Potenza culturale) ascolta il proprio Maestro. Di nessun altro Maestro si può dire che è universale perché tutti sono la “voce” di qualcun altro. Lo Spirito proprio, invece, è parola propria. Per questo, ad ognuno la sua strada perché ognuno é la sua



(in completamento. Lo sarà, completato, quando toglierò l’avviso.)

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La Cultura é Via del Vero e del Falso.
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Discernimento é verifica degli stati e dell’Alleanza fra ciò che li associa e/o li separa. L’incontrovertibile giudizio di verità viene dal bilanciamento fra i gravi e ciò che non li rendono tali.
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DOVE NECESSARIO LI SI PUO’ FERMARE TORNANDO DA CAPO:
AL PRINCIPIO.


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a) PER CAPIRE LA VITA TUTTO E’ VIA
b) IL BENE DICE QUELLA VERA
c) DOVE NON LO SA IL SAPERE, QUELLA ERRATA LA DICE IL DOLORE:

che deforma
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il mentale
e
lo spirituale

dallo stato della corrispondenza fra tutti ed in tutti i suoi stati.

Ciò che origina il suo principio (la vita) non può non essere originato dalla vita. Ne consegue che la vita é natività della sua natività.



Incontrovertibile certezza a parte del Principio sono stato educato a conoscere secondo fideistica funzione. Man mano lasciavo il Porto delle Favole andò funzionando sempre meno..


NATURA secondo il Corpo comunque raffigurato.
CULTURA secondo il Pensiero comunque concepito.
SPIRITO secondo la Forza comunque agita.![]()
LO STATO TRINITARIO RAGGIUNGE L’UNITARIO

IN RAGIONE DELLO STATO DELLA CORRISPONDENZA FRA STATI

é l’assoluta immagine della vita data dall’assoluta corrispondenza fra i suoi stati:

possediamo gli stessi stati del Principio. Ovviamente, gli stessi stati non possiedono lo stesso stato così come una copia (per quanto somigliante) non é l’originale.

PUR ESSENDO ASSOLUTO PERCHE’ PRIMO E A NESSUNO EGUALE
anche il Principio é trinitario

ma la sua Trinità ha raggiunto l’Unità perché un principio non può non essere la suprema comunione dei suoi stati. Nello stato della massima Comunione fra i suoi stati il Principio é

Poiché non vi é nulla senza un principio, necessariamente il Principio é. Poiché viene prima di ogni nome é il Nome che da origine ad ogni nome. Il Principio (c’é chi lo nomina invano) é conoscibile conoscendo il suo principio: la vita. In quanto Principio che ha generato ogni principio può essere inteso anche come Padre. Poiché il Padre é al principio di ogni principio ne consegue che ogni principio é immagine conforme a quella che sta al principio. Non può essere diversamente perché un Assoluto può generare solamente quello che il suo stato é, e se é un Assoluto assoluto emana. Poiché é la Forza della vita che intendiamo come Spirito il suo Spirito emana.

Dove c’é un assoluto non può esserci un altro assoluto. Per questo non ci può essere nessun altro
PRINCIPIO

DIO
IO

Dove si può affermare solo secondo Fede o non credere secondo ragione (la ragione del pensiero “per Damasco” non é la Conoscenza: é la Logica) si può dir di conoscere il Principio conoscendo il suoi principi.
il Bene per la Natura

il Vero per la Cultura >< il Giusto per lo Spirito

Nel nostro stato della vita e secondo quello stato raggiungiamo lo stesso intendimento sui principi tanto quanto abbiamo raggiunto la massima comunione fra stati e pensieri. Dove parziali o settari gli intendimenti, parziali o settarie le verità, e quindi, parziale e/o settaria la conoscenza del Principio.

uuuuuuuuuu

Come capita a tutto e a tutti prima o poi la sabbia della mia clessidra finirà dabbasso. Quando succederà, questo sito (ora ad abbonamento) finirà fra i gratuiti. gazzabibvitaliano.com allora diventerà questo:
gazzabinvitaliano.wordpress.com
Auguro tutta l’utilità possibile a chi legge questo pensiero. Oltre non saprei aggiungere e intervenire personalmente può risultare condizionante. Non ho aperto il sito hai commenti anche per questo timore. Lascio l’e_mail per altre ragioni. Quali non lo so ma nulla esclude le possibilità. Con i miei saluti Vitaliano
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Ero preso dalla Rosa anche prima di aver iniziato gli accaduti che mi hanno messo lungo la mia strada “per Damasco”. Da quando ho dato un più che possibile senso al di_segno sulla tua bandiera (rappresenta il Verso ed il Controverso dell’Identità spirituale ebraica) la sento ancora di più. Ora la trovo un’immagine talmente eletta che se non è divina poco ci manca! Alla mia sensibilità e per l’ignoranza che mi contraddistingue penso che Israele non l’abbia mai capita: detta sì ma non capita o se capita non sentita. Sempre secondo il mio limitato comprendonio (intendo quello di Vitaliano) per capirla in pieno, infatti, é necessario sentire che Israele deve accettare di poter essere ferito dalle sue spine: oneri che stanno prossimi agli onori dei petali. Ora, Davide, per quella possibilità ti domando: quante volte hai permesso al tuo Verso di sottostare alla volontà del tuo Controverso? Non ti dico le mie da pitocco in coscienza oltre che nell’esistenza. Tu però hai una magistrale bandiera da seguire; bandiera che è diventata il segno della tua magistrale elezione. Vi sono segni che elevano e segni che pesano su ciò che elevano. Ciò comporta che gli oneri gravano sugli onori e tanto maggiore il segno e tanto maggiore ciò che sull’onore grava l’onere. Stante questo calvario, il Controverso é certamente seguito più facilmente da chi afferma di star seguendo il Verso. Non ti dico gli abbagli che capitano a chi ci crede. Non sanno, questi, che tutti i Segni come tutti i Segnati (vuoi da Rose o da Croci o da altro Segno) prima o poi giungono hai confini della loro mente. Solo se li lasciano tornano a quella che c’era prima. Se avessero sentito meglio la Rosa non l’avrebbero mai lasciata.
