Categoria: Uncategorized

  • Tredicesimo percorso

    Ogni vita (indipendentemente dal suo stato e dalla sua Forma) non può non avere

    Corpo

    MENTE  FORZA

    Dall’affermazione ne consegue che non vi é vita che possa dire Aliena un’altra vita. Al più, si possono dire alieni altri vissuti. Ciò vale per la vita nota come anche per quella ignota.

    u

  • Al principio della storia

    ERO MESSO COSI’.

    Gli amici avevano preso l’abidudine di chiamarmi Vita. I rimasti non più: la vita fa iniziare. La vita fa finire. Non ne ho mai fatto un problema.

    PUR SENZA VOLONTA’ O IDEA

    ho iniziato questo viaggio la notte di Capodanno del 1985. Ero in stazione con un libro e un freddo cane anche nel furgone. Ad un amico del tempo andato sembrai Silvio Pellico e le sue prigioni quando mi vide la prima volta. L’intuizione della Gaby fu più che vera! all’epoca ero un imprigionato che non sapeva di essere la sua prigione e neanche il suo secondino.

    NON PER ULTIMO:

    ho lasciato la Religione dello Stato alle convinzioni altrui. Il mio crocefisso é la logica! Nell’Alto o nel Basso (tanto o poco) ci sono appeso da più di trent’anni: 34 per la precisione.

    SONO STATO INIZIATO A QUESTO PERCORSO

      … DALLA MEDIANITA’ …

    HO COMINCIATO LE MIE “SACRE SCRITTURE …

    QUANDO HO SENTITO LA PAROLA

    CHE MI HA RESTITUITO L’AMARE

     SECONDO NATURA,CULTURA, E SPIRITO

    HO POTUTO RICONOSCERE…

    PIU’ DI QUALCOSA SUL PARACLETO

    QUANDO SCRIVO

    CADUTA MASSI

    NON E’ DA ME: SONO UN ARIETE!

    CHI GIUDICA UNA FORZA …

    ANCORA SUL GIUDIZIO

    Sia detto fra di noi: per me i congiuntivi sono come gli U.F.O. Non li ho mai visti.

  • Cosa é la Verità?

    L’assoluta risposta è già stata data: é nel silenzio. Il silenzio é il luogo della verità perché dove c’é il silenzio tace il dissidio. Dove tace il dissidio tace l’errore che può portare al dolore che può portare al male nella Natura, al Male nella Cultura. Tanto quanto é perseguito e tanto quanto può portare (l’Errore) al Male nello Spirito.

    La Verità é un Assoluto, quindi, é dove l’Assoluto é: alla vita del Principio.

    Capita ad un mal indirizzato bisogno di Verità di generare della volontà di Giudizio. La volontà di giudizio nasce anche da un mal intenzionato bisogno di potere: un intento non esclude l’altro.

     Sento che è necessario precisare che per silenzio che permette la verità non intendo la cessazione della parola. Intendo, invece, la zona della rinuncia del titolo di verità che sta fra opinioni a confronto. La nostra verità non è, o meglio, è il massimo accordo fra opinioni in continua verifica. Volutamente o no e per infiniti stati di conoscenza, le ferme convinzioni stanno alla base dei poteri e/o delle vanità: un’ipotesi non esclude le altre.

    POICHE’ NESSUNO CONOSCE LA VERITA’

    se ne può dedurre che tutti i giudizi sono intrinsecamente erronei! Tanto più, quando giudichiamo dei percorsi di vita che non corrispondono ai prevalenti. Il vero bisogno di verità, invece, porta a considerare che

    SIAMO DIVERSI PERCHE’ NOI STESSI O PERCHE’ NO

  • Vita e principi

    I PRINCIPI UNIVERSALI DELLA VITA SONO

    il Bene per la Natura

    il Vero per la Cultura il Giusto per lo Spirito

    che si origina dallo stato della corrispondenza

    fra il Bene ed il Vero.

  • Quinto percorso

    FEDE E’ RAGIONE DELLA SPERANZA. RAGIONE E’ FEDE NELLA  CONOSCENZA.

    Circa l’Assoluto é meglio tacere su quanto siamo in grado di dire solo per fede. Per Fede abbiamo fatto e stiamo facendo macelli! Lo dimostra la Storia: nondimeno la mia.

  • Quarto percorso

    Voluta o non voluta che sia ogni scelta da erroneo stato diventa la forma che forme altre forme. Ovviamente succede anche per le forme non erronee. Misericordiosa la Vita (nel caso delle erronee) che essendo stato di infiniti stati rende tali anche il Dolore, l’Errore, la Colpa ed il Male. Secondo ragione questo non ci prova oltre quanto possiamo provare. Può succedere, però, che menti travolte da aggiuntive immaginazioni possano confondere un meno con un più ma dobbiamo l’errore ad uno stato della nostra vita, non, allo stato della Vita (principio e principi) a cui dovremmo riferirci sempre; almeno secondo ideale. Altresì é vero che per capire in pieno questa faccenda ho dovuto ritrovarmi come si trovò l’Aretino Pietro (con una mano davanti ed una dietro) ma raggiunte “le placide acque” (non sempre ma va bè) capisco anche che tutto é stato necessario e che (lo si sappia o meno) la Vita macina la farina che trova: quasi mai per modo di dire.

  • Terzo percorso

    Secondo l’immagine in uso giusto per semplificare la relazione 

    fra errore

    dolore e male

    si attua come si attua la vita: stato trinitario _ unitario dove al vertice del casuale discorso pongo

    l”errore  culturale

    che da infinita forma  che da infinita forma

    al dolore naturale e spirituale e/o  al male di vivere se culturale e/o esistenziale e/o al vivere male se naturale e/o spirituale. 

  • Dal Principio

    IN OGNI STILLA DI UNIVERSO E’ CAPOVERSO