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  • Lo Spirito é Calibro

    Arbitro e Giudice

    In ragione dello stato della corrispondenza fra gli stati della vita (al principio e dello stesso Principio) 

    NATURA

    CULTURA SPIRITO

    lo Spirito è Calibro perché misura di Forza

    nella vitalità

    Arbitro Giudice
    perché decide la forza >< perché valuta gli atti

    della sua Forza in ragione dello stato emozionale della sua Potenza

  • “IL CUORE HA DELLE RAGIONI”

    “Il cuore ha delle ragioni che la ragione non conosce“ quando la ragione ha dei silenzi che il cuore non conosce.

    Fra cuore e ragione pone voce il Magistero praticato dalla Vita: renderla brillante in ragione dello stato della luce emersa

    secondo il discernimento

    dato dalle conoscenze >< che formano la potenza 

    della verità

    della vita nella via

    tanto quanto corrisponde alla

    VIA

    alla VERITA’ alla VITA

    dei principi del Principio

  • LA “TERAPIA” CAPIRE

    Capire la nostra vita e la Vita è il viaggio di riconoscimento

    naturale

    culturale  spirituale

    di quello che la persona è per quello che nella persona c’è.

    Riconoscimento è verifica. La verifica implica l’uso del discernimento. Il discernimento cura chi lo cura. Il discernimento è il giudice che sentenzia su la parte agita secondo o non secondo quanto è

    Bene per la Natura

    Vero per la Cultura >>><<< Giusto per lo Spirito.

    Il peccato è concepito da quelli che studiano in Canonica. Lo concepiscono come errore, invece, quelli che studiano a Scuola: ad ognuno la sua strada.

  • VITA: FORZA E POTENZA.

    In ragione dello stato della corrispondenza fra gli stati della vita (al principio e dello stesso Principio) 

    NATURA

    CULTURA SPIRITO

    lo Spirito è Calibro perché misura di forza

    Arbitro Giudice
    perché decide l’uso della forza >< perché valuta gli atti della forza

    in ragione dello stato emozionale della sua Potenza.

  • “PER DAMASCO”

    “per Damasco” é strada che porta ai trinitario _ unitari principi della vita

    NATURA

    CULTURA SPIRITO

    Per chi ha perso i suoi principi. Per chi non condivide gli ereditati.

    Per chi non li ha trovati in altra

    VITA

    VERBO PAROLA

  • Vita é la Maestra

    CHE PONE IL SEGUENTE PROBLEMA.

    Tenendo presente che siamo la Natura che siamo nella Cultura che sappiamo per la forza e la potenza dello Spirito che sentiamo;

    NATURA

    CULTURA SPIRITO

    sapendo che la pace nello Spirito è luogo di giustizia perché pace è cessazione del dissidio e dunque segno di verità

    ognuno trovi sé stesso

    Trova sé stesso chi intende capire cosa corrisponde al suo stato. Per lo scopo, chi sente il proprio Spirito (Forza naturale nella consapevole Potenza culturale) ascolta il proprio Maestro. Di nessun altro Maestro si può dire che è universale perché tutti sono la “voce” di qualcun altro. Lo Spirito proprio, invece, è parola propria.

  • Maschile e Femminile: sintetizzando.

    La Forza dello Spirito é maschile quando il suo stato é Determinante e Femminile quando il suo stato é Accogliente ma, vita, é stato di infiniti stati in tutti e fra tutti i suoi stati, così, ciò che é Determinante non può non essere anche Accogliete e ciò che é Accogliente non può non essere anche Determinante. Ne consegue che ciò che è maschile non può non avere di che essere anche femminile e ciò che è feminile non può non avere di che essere anche maschile. Ulteriormente ne consegue che fra i due stati di prevalente genere non possono non esserci infiniti stati emozionalmente intermedi. Gli stati della vita così pensati sono normali? Dove una vita reca vita, si! Dove in molti modi la toglie, no! Come capire ciò che è vero? Si può capire quello che è vero dove il Dolore rivela ciò che l’Errore non dice.

  • Sono giunto al punto

    Sono giunto al punto da domandarmi cosa può dire un Dio collocato al principio di ogni principio. Mi sono risposto così: sentendosi vivo e quindi esistente che altro può dire se non che IO SONO? E fu il VERBO. Nel sentirsi quello che era che altro può dire se non VITA? E fu la PAROLA. Così il VERBO fu presso la PAROLA (dove vi è vita non può essere diversamente) e il VERBO e la PAROLA sono VITA; e la vita è il cielo (lo stato elevato) dove, al principio di ogni principio, Dio è sostanza secondo Spinoza o, secondo me, Forza naturale che diventa Potenza culturale nella vita materiale posta in vita dal suo Fiato (flatus o respiro) o per altro dire dal suo Spirito.

  • Parlando di Dio

    Parlando di Dio si dovrebbe pensare secondo il principio assoluto che è sia per i credenti che per i ragionanti. La Natura non lo è mentre lo è la Vita, principio assoluto di quanto ha posto in vita come suo corpo: la Natura. La Natura, quindi, è ciò che è divenuto dopo il Principio, non, il principio che ha originato il Principio. Come? Non ne ho la più pallida idea. Esco, tuttavia, dalla risposta che non conosco pensando che il Principio che diciamo Dio è da quando vita é, e che la vita è da quando il Principio é. Al principio e nello stesso Principio non esiste inscindibilità.

  • Alle stesse conclusioni di Spinoza

    Alle stesse conclusioni di Spinoza sono giunto per ragionamento. Non l’ho potuto per matematica perché anche per fare 3×2 devo ricorrere alla calcolatrice. Deficienza a parte: se ammettiamo che Dio sia l’Assoluto principio della vita e che vita è perché ha posto il suo principio (la vita) in quanto ha vivificato, non può non conseguirne che non può emettere il suo assoluto principio (la vita) in quanto ha già posto in vita: Nome che precede ogni nome. Non per ultimo, se (come credo) il Principio della vita è l’Uno a motivo della suprema congiunzione fra i suoi stati ne consegue che non può dare più di quello che dal principio è: l’Uno. Se lo potesse, allora avremmo due Principi: per altro dire due Dio oppure un’inverosimile immagine del Primo. L’ipotesi non è ammessa dalla fede e neanche dalla ragione. Morale della favola: chi si lamenta delle sue condizioni veda meglio cosa fa o a cosa gli fa fare la vita in Basso che l’Alto al principio non centra proprio niente.