Tornato mentalmente da capo (al principio) ho capito che il Principio è la vita che ha attuato il suo principio: la vita.


Tornato mentalmente da capo (al principio) ho capito che il Principio è la vita che ha attuato il suo principio: la vita.


Lucidissima Signora: Il terzo stato dell’esistenza di Israele (la Terra Promessa) è un falso se perseguito in malafede, o un delirio culturale (spiritico più che spirituale) se perseguito in buonafede. Concepiscono la terra (come materia) gli spiriti alti o bassi dello stato Basso dell’Oltre vita. Gli Spiriti Alti dello stato Alto concepiscono invece solo quello che sono: stati dello Forza prossima a quella dello Spirito in ragione dello stato di Somiglianza. Il concetto di promessa, quindi, e di materia (una terra) non può provenire da quello stato dell’Oltre vita. In ragione della mia esperienza nello spiritismo sento di poter affermare che sul Sinai si manifestò la Forza ex umana di uno spirito, non, la forza dello Spirito che diciamo divino. Sia per fede che per logica lo Spirito divino é un Assoluto. L’Assoluto può concedere solo quello che é; e se é vita in assoluto, vita in assoluto concedere. Dallo stato Alto della vita non può provenire nessuna elezione di una paticolare vita e/o popolo. Se ammettiamo che Dio sia un Assoluto e che “veda” solo il suo assoluto ne deriva che “vede” gli assoluti principi della vita che é, non, quelli che sono di una qualsiasi vita. Lo stato trinitario _ unitario di Israele è detto anche nella Stella di Davide. Nel triangolo verso l’Alto ci sono i tre assoluti principi della Vita: il Bene per la Natura, il Vero per la Cultura, il Giusto per lo Spirito. In quelli verso il Baaso, invece, i principi opposti: il male, il falso, l’ingiusto. La Rosa, quindi, dice che Israele è luogo del Bene e del Contrario. La lascio con i miei saluti e un’ultima domanda: il Messia non è ancora giunto o é giunto ma per non far la fine dell’altra volta ha preferito restare sotto traccia?

Il Padre (Assoluto principio della vita al principio e quindi anche di sé) non é morto come abbiamo anche pensato. Ci é parso così, invece, perché ltroppe voci l’hanno reso un qualunque. Per tanto, magistralmente messo fra tante. Penso sia il caso di rivedere le cose.
Di ogni principio possiamo dire che é Padre, quindi, anche lo Spirito é Padre. Secondo lo stato di sé possiamo dire che Padre é l’origine del Figlio (vita conseguente) che diventerà Padre di altra vita e/o altra opera che a loro volta

diventeranno padri di altra vita e/o altra opera che…

In un mondo pieno di forze (spiriti) che si dicono principi il vero principio Padre non può non essere che il primo stato della vita: lo Spirito. In altra Cultura lo si dice Terzo ma un principio che é l’assoluto stato dei suoi stati é solamente UNO.
Lo Spirito Padre é la Forza al principio di tutto: anche di sé. E della Madre? Che ne é della Madre? Il principio della vita (la Vita del Principio) è un Assoluto, quindi, é il principio che contiene ogni principio. Ne consegue che lo stato maschile della vita (forza Determinante) non può non avere anche della Forza Accogliente: quella dello stato femminile. Ora, se pensiamo che la vita al principio sia una Forza (uno Spirito) assoluta ne consegue che il suo essere maschile é anche femminile e che, quindi, il Principio Padre é anche principio Madre. Ecco perché dove il Principio Padre non é unitario, neanche lo é il principio Madre.

Alle sue mi permetto di accostare le mie ipotesi. Le vedo secondo esperienza perché al proposito non ho studi. Considero Albero della vita la sessualità maschile. Considero Vaso della vita quella femminile. L’Albero ha rami portanti (quelli che formano l’identità sessualmente prevalente sia per quanto riguarda lo stato femminile della vita che per il maschile) e rami dal maschile e dal femminile non prevalenti ma stanti: sono quelli che incanalano pulsioni sessuali fuor di Cultura per quanto non fuori di Natura: le dico ad personam. Oltre ai rami l’Albero della vita ha foglie: i gusti sessuali. Come la vita é stato di innumerevoli stati, così i gusti sessuali. Ve ne sono di effimeri e ve ne sono di influenti anche al punto da diventare determinanti (prevalentemente maschili) come prevalentemente accoglienti: i femminili. Se determinanti in ambo i casi possono far giungere alla formazione di identità secondo sé. I gusti sessuali che diventano prevalenti (gli Omosessuali e i Bisessuali fra i principali) possono sovrapporsi hai basilarmente dati dalla Natura che secondo Spirito forma la sua Cultura. Dove non recano Dolore ed Errore tutte le identità sono normali alla vita dell’Albero. Non normali, invece, quelle che, troncando rami e bruciando foglie, recano Dolore ed Errore.

… ci deve essere armonia tra esistere ed essere, che solo la durata della vita può permettere?…
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Dell’armonia si può dire che é un’omeostasi. In questo caso fra essere ed esistere. Si origina quando fra gli stati della vita non vi é dissidio e dura tanto quanto dura l’assenza del dissidio. in qualsiasi vita lo stato (dell’essere e dell’esistere) non dipende dal tempo. Dipende dalla qualità del pensiero. Il pensiero é puro tanto quanto senza scorie da marasmatiche conoscenze e/o emozioni. La si può raggiungere in un niente come anche mai. La durata della vita, invece, permette un maggior accumulo di conoscenze da porre in reciproca armonia. Ma siamo sempre lì! Quanta maggior armonia é permessa da maggior conoscenze se delle maggiori conoscenze possono portare anche a maggiori confusioni? Armonia é sapere che genere di contenitori siamo e se da liquidi sapere che se lo siamo di una certa misura dobbiamo opporci al più e favorire il meno. Si, dobbiamo giungere in mezzo non al mezzo.

“… quando Gesù dice al Padre perché lo ha abbandonato, lamenta che, finendo la sua esistenza, non poteva più aver coscienza di nulla?
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Questo lo possiamo pensare ma sapere non lo credo. Posso pensare e umanamente sapere, invece, perché Cristo si sentì abbandonato dal Padre. Non lo affermo per certezze di fede. Lo affermo per certezze da logica. Per quanto si dice di Cristo, Giuseppe fu padre adottivo non padre naturale. Si può anche dire, allora, che Cristo è stato un senza padre. Curò quell’orfanità cercando il Padre. Trovò quel Padre dove tutto ha cominciato: al principio della vita che ha generato il suo principio: la vita. Ora, di chi si lamentò Cristo? Dell’abbandono del Padre o dell’abbandono della vita? Possiamo rispondere solo sapendo a a quale parte del tutto rivolse il suo ultimo pensiero, oppure, tacendo.

Non so di quale sede perché ho usato un nunero che fa da centralino per tutte le Organizzazioni.

Al Referente per il caso:
Il Dubbio é simbolizzato da un serpete. Nello stato dell’incertezza, invece, da un tarlo. Ebbene, io sono tarlato da un dubbio: presa da ben altre faccende affacendata la signora che ha accolto la mia telefonata si sarà poi ricordata di quanto gli ho comunicato? Al suo posto non so se avrei risposto: certamente! Non tanto (ed é ovvio) per mancanza di dovere quanto perché prima viene il noto (il lavoro) e molto poi l’ignoto. Nei casi in questione trovo pace solamente se ripeto i motivi dell’iniziale contatto. Sono l’ottantduenne autore di questo sito
gazzabinvitaliano.com
Il sito é pubblico e non vi é alcun genere di richiesta. Nella prima parte della pagina c’é un punto esclamativo rosso. All’escamativo ho collegato la lettere in cui spiego come sono messo e di cosa avrei bisogno. La Signora del contatto m’ha chiesto se conoscevo Emmaus. Gli ho risposto che si occupa di Ultimi e che lo sono anch’io. Confidando su questo rimango in attesa di un suo riscontro. ps. Faccio fatica a sentire campanelli e suonerie. Le chiedo, pertanto, di rispondermi in Contatti. La Ringrazio con i miei più chiari pensieri. Mi auguro anche nuovi e utili non per ultimo.

Giunto più o meno alla fine del mio viaggio mi rendo conto di esser stato la pallina che in caduta ha sbattuto da tutte le parti e che ciò facendo ha acceso luci e fatto suoni! Non esiste emozionale pallina che possa dirsi ordinante mentre cadeva. Ovviamente neanch’io! Ne consegue che non so dove ho battuto di pià e/o più volte e non sempre allo stesso modo o nello stesso stato: raramente in quello razionale. Data la situazione mi sarebbe più semplice dover assorbire un onda con una spugnetta da piatti che porre ordine in questo sterminio di scritti! Non per volontà e/o incuranza, quindi, dovrò lasciar molto come sta.
