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  • C’è ancora il Mercante di Venezia?

    Alla Cortese attenzione della Senatrice Segre e dei Citati

    presidenza.figlidellashoah@gmail.com

    Mi viene da raccontare che per ore e ore sto al Pc rubando tempo al sonno e pure in colpa se ne uso per mangiare o per altre indelegabili o irrimandabili necessità. Penso capiti a quelli che temono di non avere tempo che basta per mandare oltre l’opera che giustifica la loro intera esistenza. La tua storia, Israele, dice che di questi spaventati dall’imprevedibile destino della loro carne ne hai avuti non pochi. Si, ma che c’entro io, mi dirai! C’entro, c’entro! Non tanto perché mi penso veramente come i tuoi e con la stessa opinione su di sé e sulla propria opera ma perché, non sapendo cosa mi é possibile credere tutto mi è possibile pensare, e quindi, temere! Si, lo so: mica posso provare quanto penso! Questo, però, tutto può fuorché alleggerire il delirio che potenzialmente grava sui lucidi in eccesso. Ho un bel dirmi: Vitaliano, stai tranquillo accidenti! Tanto, ti sarà lecito fare esattamente quello che riuscirai a fare: nulla di più e nulla di meno! Ha un bel dire la ragione che più che certa della sua potenza può far fare 4 anche su l’orlo dell’ultimo respiro! Ciò che di per sé può dirsi certa la Potenza, non altrettanto certo può dirsi di sé il potente, che di potenze ne ha viste affossate a josa! Come ti vedo nella tua storia, allora, così mi vedo nella mia mentre (come è stato per i tuoi) vado temendo di non poter dire la Parola raggiunta perché terminati dall’inevitabile. Penso a quante ne hai scartate tu e penso a quante ne ho scartate io prima di trovarla dove é sempre stata: al principio. No, Israele. Non può essere quella che pensi di aver trovato al principio perché prima di ogni nome che dice l’assoluta Cultura dell’essere che lo porta vi è l’assoluta Natura dell’essere che lo porta: e la Natura è Hayim! E se la Natura è Vita già dal suo principio, chi, oggi, stiamo inchiodando al suo principio: hayim che nel tuo pensiero è principio di Jawé o Jawé che è principio hayim? Si, Israele: stiamo potendo sulla carne hayim quello che non ci è lecito potere sul sangue hayim! Sto pensando al Mercante di Venezia: c’é ancora?!

    Vi allego quest’ultimo pensiero. Guaio è che a me vengono a rate! :)

    Se la Natura della Vita è haym e se quello che è della Natura non può non essere della sua corrispondente Cultura direi impossibile scindere la totalità dell’Essere haym dal suo primo Nome: haym. Con altro dire, è impossibile scindere la Vita (il Tutto dal principio) dalla sua vita: dal suo principio, la vivenza! La Natura haym è carne e sangue! E se dove si inchioda la carne possiamo dire che non si sta inchiodando anche il sangue? E dove si pensa che carne e sangue haym hanno in Haym un unico principio, a quale stato della vita stiamo negando la vita? Al sangue e la carne dell’haym umano, o quello haym che al suo principio diciamo Dio? Mi stai dicendo, Israele, che nessuna vita può essere accusata di deicidio perché nessuno ha mai visto la carne ed il sangue di un Dio? E se nessuno l’avesse mai vista perché non badiamo mai a quello che la Vita ci mette sotto il naso nella forma della carne e del sangue che prima di ogni nome sta, divina ed umana, inscindibilmente haym. Mah!

    Nella lettera precedente ho mancato i saluti. Non l’ho fatto per maleducazione: non sono così semplice! Diciamo che sono l’ansioso che per più di un tanto non si sopporta vicino a nessuno e che meno temo di disturbare meglio mi sento.

    Con i miei più distinti saluti

    Vitaliano

  • Giunto alla fine

    sui principi della vita (fu indotta da un Lutto) ho visto l’Origine che crediamo di sapere per fede quando non per ragione. L’ho rivista in questa trinitario_unitaria forma:

    NATURA

    CULTURA SPIRITO

    LA NATURA E’  

    La Natura E’ perché la Vita (il Tutto dal principio e dello stesso Principio) non può originare Contenuti dove prima non origina i corrispondenti Contenitori.

    LA CULTURA E’

    perché senza i suoi corrispondenti Contenuti è Contenitore non intelligente di per sé pur avendo l’intelligenza della Potenza originante. 

    LO SPIRITO E’

    perché senza la sua Forza e la sua Potenza nessun Contenuto come nessun Contenitore avrebbe vita. Ciò significa che nel Tutto dato dal Bene per la Natura

    nel Vero della Cultura<> per quanto <> è Giusto allo Spirito

    sono portatori di vita sia i servi felici che gli infelici.

    ALLA VISTA CHE PASSO DOPO PASSO

    Alla vista che passo dopo passo ho pienamente inteso solo da vicino,

    la Natura mi è “apparsa” come Corpo della vita comunque effigiata;

    la Cultura come pensiero della vita comunque concepita; 

    lo Spirito come Forza della vita comunque agita dalla sua Potenza.

  • Vita cercando

    Alla ricerca della mia vita (quella della Vita si è collegata man mano) ho sentito anche questi di_segni:

  • Particolare e Universale

    Ammesso che la vita è sia stato di infiniti stati

    Naturali

    CulturaliSpirituali

    ne deriva che l’Universo (anche a vista è talmente pieno di esistenza da essere non misurabile e non quantificabile) non può non essere necessariamente pieno anche di quanto la Forza della Potenza dello Spirito pone in vita.

    In ragione dello stato di coscienza di quanto nella conoscenza, allora, la nostra particolarità non può considerarsi esclusa dall’universalità. 

  • Immagine e Somiglianza

    Secondo una ragione che può stare anche presso la fede non esiste Immagine che possa esser detta eguale all’Immagine. Ognuna può essere solo lo stato che è. Ciò significa che la nostra immagine è un soggetto che l’immagine ha tratto da sé? Come principi si. Come vissuto dei principi no.

    La corrispondenza di vita fra gli individuali stati non esclude la Somiglianza fra stati. E’ assolutamente escludibile, però, che vi possa essere uguale vissuto fra la vita del Principio e la vita del nostro.

    Lo Spirito

    é Forza <> e <> Potenza

    tanto quanto la Conoscenza è a Coscienza.

    Della vita come stato assoluto (quello dell’iniziale Immagine) non si può dire che prima c’è stata la Natura e poi la Cultura e poi lo Spirito. Sarebbe come ammettere che un assoluto è composto da sistemabili parti.

  • Errore, Dolore, Male.

    A causa dell’Errore e/o del Dolore la Vita scinde i suoi principi dai nostri

    o nella nostra Natura

    e/o nella nostra Cultura <> e/o nel nostro Spirito.

    La scissione non giunge alla divisione fra Particolare ed Universale. Non lo può, perché la corrispondenza fra vitalità e vita che avviene in tutti e fra tutti gli stati dell’esistenza non può ammettere il vuoto fra stato e stato. Giunge, però, (fra stato e stato) a collocare scostamento nella vicinanza fra stati. Non per questo fra Scostante e Scostato vi è il Vuoto e/o il Nulla perché fra Scostante e Scostato vi è lo Spirito della vita: Forza e Potenza data dal Principio dei rispettivi principi.

    Lo scostamento può avvenire nel Luogo superiore dei principi (nel cosiddetto Piano Alto) come nel cosiddetto Piano Basso. Lo scostamento fra principi nello stato Alto della vita come nello stato Basso può originare delle somatizzazioni nella Natura della vita

    il Corpo

    o nella Mente (luogo della Conoscenza) <> o nella Forza della Potenza dello Spirito: luogo della vitalità e della vita. 

  • Le ragioni della Verità

    Non vi é Verità dove

    alberga il Dolore che porta al Male

    Il Male è dolore naturale e spirituale da errore culturale

    Per chi studia a Scuola il Male è l’Errore. Per chi studia in Canonica, il Male è il Peccato. 

  • La vita é somma ma non é una somma

    La vita si attua per la somma corrispondenza fra i suoi principi,

    1 per la Natura

    1 per la Cultura <> 1 per lo Spirito

    Dico 1 perché essendo uno stato assoluto può di_segnare solamente la sua massima unità.

    Essendo stato di infiniti stati, la vita del nostro stato non può non riprodurre infiniti di_segni dello stato dei suoi infiniti stati. Tuttavia, mentre vedo che il nostro principio lo può perché non essendo assoluto è comunque di_segnabile, escludo quella possibilità al Principio perché, essendo un assoluto non può modificarsi né essere modificato. 

    Ne consegue che nell’Uno

    sta la massima emanazione della Potenza della sua Forza. Come non può di maggiore, quindi, così non può di minore.

    Per la somma corrispondenza di vita i Tre stati che la principiano non possono non convergere nell’Unità tanto quanto non scissi dall’Errore e/o dal Dolore o dal Dissidio da mancata corrispondenza

    per quanto è Bene per la Natura

    Vero per la Cultura <> Giusto per lo Spirito

    Indipendentemente dallo stato, del genere, e della misura della tentazione, l’addizione di principi con altri principi è originata da insoddisfatta fame di potere.

    Ogni umano potere è di vana durata perché viene vissuto sino a che vive il bisogno di Potenza dell’affamato di potere. Vero si pensa che con il fine vita cessa ogni genere di bisogno e ogni genere di fame. Non è necessariamente detto! Lo stato Alto della vita, infatti, non esclude i desideri che appartennero allo stato Basso: solo, ne muta lo stato. Nel mutarne lo stato può mutare il genere.

  • Vita é stato di infiniti stati

    Vita é stato di infiniti stati. In tutti e fra tutti gli stati si origina in ragione dallo stato della Forza e della Potenza. Al principio e dello stesso Principio.

    NATURA

    CULTURA                          SPIRITO

    Spirito è ciò che anima. Anima é ciò che si anima. Ciò che si anima é vita. Lo spirito é l’anima della vita.

    La vita dello Spirito è la Forza della Cultura. Lo Spirito è la forza della vitalità della Natura che corrisponde con la vita della sua Cultura.

    La Forza é il dato dello Spirito.

    La Potenza é il dato del Pensiero >< La Vita é il dato della comunione

    tra Forza e Pensiero

    In ragione dello stato della corrispondenza ad ogni vita è data la sua forza (il suo spirito) e ad ogni forza é data la sua vita: Potenza della corrispondente Forza della

    NATURA

    della CULTURA dello SPIRITO

    La Natura é il luogo del bene dato il Bene.

    la Cultura lo Spirito

    è il luogo del Vero <<<<>>>>quello del Giusto

    che si origina dal rapporto di corrispondenza fra il Bene della Natura e il Vero della Cultura.

    Per Natura intendo il corpo della vita comunque figurata;

    per Cultura il pensiero sulla vita comunque raggiunto; per Spirito la forza della vita comunque agita.

    Se non incarnato lo Spirito é acefalo. Per questo Forza che si espande ma che non può discernere su quanto (su chi, su come e su cosa e perché) attua la sua espansione.

    Il Principio é l’assoluta immagine della vita data dall’assoluta corrispondenza fra i suoi stati:

    NATURA

    CULTURA SPIRITO

    Dove c’é un assoluto non può esserci un altro assoluto. Per questo non ci può essere nessun altro

    PRINCIPIO

    VITA DIO

    Dove si può affermare solo secondo Fede, o non credere secondo la ragione della logica, si può dir di conoscere conoscendo i suoi principi

    il Bene della Natura  che porta

    al Vero  nella Cultura  >< che porta >< al Giusto nello Spirito;

    principi che sono dove abbiamo raggiunto lo stesso intendimento per aver raggiunto la massima comunione di stati e di pensieri.

    Dove parziali o settari gli intendimenti, parziali o settarie le verità, e quindi, parziale e/o settaria la conoscenza del Principio.

  • Messaggero é il Messaggio

    Certamente devo ringraziare WordPress perché mi permette di servirmi della base gratuita che mette a disposizione con il sotteso vincolo: o mangi questa minestra o salti dalla finestra, così, accettar di mangiare o accettar di saltare è stata la questione. Vero è che il Mercato che pur canta libertà, libertà, sta rendendo i Social tutti eguali. Cambiar o non cambiar minestra, quindi, porta solo alla domanda! E’ vero che il prezzo che ho affrontato non è stato in soldi. Vero è che é stato in fatica. Quella affrontata per ore, giorni, mesi ed anni ogni qual volta ho dovuto superare le difficoltà che mi impedivano di rendere il Sito più aderente alla forma che intendevo dargli: facilmente fruibile perché senza inutili fronzoli. E’ certamente vero che una maggior pratica avrebbe reso più affrontabile il compito ma, direi evidentemente, la mia strada non é da più pratico compito! E’ anche vero che WordPress, tutto è stato fuorché un compassionevole cireneo. Così, sotto i pesi che non alleggerisce quanto basta per cavarcela, anch’io non ho potuto non pensare a quanto sa di sale lo pane altrui.

    Non ho mai datato gli scritti. Forse perché si perdono i perimetri dello stato quando si perdono quelli della vita.

    Lungo il mio percorso sono andato anche oltre la mia realtà. Sono tornato nella mia man mano l’ho conosciuta.