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  • La Carta di Gerusalemme

    Ascolta Israele! Siccome non manco di fantasia e siccome nessuno bada a quello che dico mi sento libero di proporti gli Articoli Primo e Secondo della Costituzione che dovrai darti quando dovrai decidere di rinascere come chi ha un solo Stato: sé stesso. Il primo articolo comincerà così: IO SONO VITA (è lo stato della Carta che parla e secondo la mia emozione lo sta facendo per biblico tono) PRIMA DEL VERBO E DEL NOME CHI ORIGINA OGNI VERBO E OGNI NOME. Il secondo lo completerà così: NON AVRAI ALTRA VITA AL DI FUORI DI ME. Il resto a seguire secondo conoscenza di quanto è a tua coscienza ma aspetta, aspetta! M’è venuto in mente il terzo articolo! MI CHIAMERAI LA CARTA DI GERUSALEMME. AMANDO MA NON ADORANDO LE PIETRE CHE FURONO STARO’ DOVE TU STARAI. Questa Carta ti sarà tanto più necessaria (penso) perché potresti ritrovarti nella situazione di dover abbattere i muri che non ti stanno recludendo (dici) perché durante l’ora d’aria puoi ancora respirare.

    Dimenticavo! Dalla rivista di geopolitica Limes apprendo quello che non sapevo: Israele è uno Stato dai molti stati. Va beh! Fermo restando i principi iniziali per tutte le Carte vorrà dire che ogni stato di Israele farà la sua Carta. Nello stipulare i particolari di ognuna non trascurare di allegarci i comuni. 

     

     

  • Circa la banalità del vero

    Da decenni sono preso dalle emozioni che scrivo. Tanto più perché le sento particolarmente innovative. E’ vero che mi capita di sentirle anche nuove ma a questo proposito avrei raggiunto qualche dubbio. Dei principi che tratto, infatti, se ne parla da quando l’umanità ha cominciato a porsi le prime domande e a darsi le prime risposte. Come non pensare, così, che anche nella forma trinitario_unitaria dei concetti non sto ripetendo il già detto?  A suo tempo e tramite il suo segretario, Don Baget Bozzo mi fece sapere che il pensiero trinitario che stavo scrivendo gli era noto ma per altre storie ed altre versioni. Fra le righe, mi parve anche di leggere un pensiero in stasi, forse per poca convinzione sullo stato trinitario della vita (e quindi sulla Trinità) o forse per non proseguire con discorsi fra conoscenze decisamente dispari. Sia come sia, fu da allora che cominciò a girarmi per la testa (sempre di più) un disturbante pensiero: sto dicendo delle verità veramente nuove, o sono nuove perché al principio non le conoscevo? Vero é che proseguendo il viaggio mi è capitato (in altre culture) di leggere concetti e significati simili. Naturalmente, questo m’ha fatto piacere ma non m’ha tolto dalla mia strada. E’ successo, invece, che quelle letture a mozziconi hanno contribuito a rendere ancora più grigia la persistente nuvoletta: conosco perché ho scoperto il nuovo o conosco perché ho scoperto il già detto che sentivo nuovo perché non conoscevo? Vorrei rispondermi ma non sono in grado di poterlo. Sono solo in grado di capire che la mia conoscenza sta fra i principi che elevano la vita a maggior principio: quello in cui tutto nasce dallo stesso principio: la Vita al principio.

     

     

     

     

     

  • Per spiriti intendo

    Per spiriti intendo le forze della vita che furono nella personale potenza ed ora sono in un ulteriore stato dell’esistenza oppure (come si può anche ipotizzare) in un ulteriore stato della mente. Nessuna ipotesi é da escludere e nessuna si può provare: solo vivere per capire o non vivere se fanno dipendere. In ragione di infiniti stati di vita questo vale anche per gli spiriti in corpo odiernamente incarnati.

  • Secondo Roll

    lo Spirito è intelligente!

    L’affermazione mi trova assolutamente concorde! Non mi è mai capitato di leggere perché Roll sostenesse la sua convinzione. Sarà anche perché all’epoca avevo sempre la testa da qualche altra parte! Sia chiaro che nel dire la mia non perseguo alcun genere di competizione fra pensieri.

    Fra le tante, proverò l’intelligenza dello Spirito con due basilari convinzioni:

    a) Solo l’intelligenza può avergli impedito di far nascere i polmoni al posto del sedere! Certo! Ci sono casi di vita che farebbero dubitare dell’intelligenza dello Spirito ma sono originati dalla vita secondo la nostra forza e la nostra potenza quando è in molti modi carente (non necessariamente per opera propria)

    o secondo Natura

    e/o secondo Cultura <> e/o secondo Spirito

    b) Lo Spirito é intelligente perché mi ha fatto Omosessuale! Se mi avesse fatto Etero, infatti, quando mai (preso come sarei stato da moglie, figli e bollette) avrei trovato il tempo di raccontare la vita come la vedevo mentre ancora non riuscivo a seguirla; figuriamoci poi a prenderla?!

    Altri ci sono riusciti? Si, ma perché necessari alla vita per altre strade! Il che vuol dire che gli è necessaria la mia? Se sono un suo interesse sì. Se non sono un suo interesso no! Lascio ai posteri l’ardua sentenza anche perché non ho mica così tanta fretta di saperla!

  • Non si sfugge

    Chi possiede delle persuasive rivelazioni é posseduto da quanto possiede. Guaio è che tanto più sono potenti e tanto più travolgono. Guaio è che il posseduto potrebbe non sapere mai di essere un travolto e che solo a dissidi finiti potrà cominciar a credere di aver raggiunto “le placide acque”.

     

  • Quando la vita é paracleta

    Come mi sono detto e ho detto più volte sono una sorta di psicologico e culturale meticciato. Di fatto (almeno per quanto posso dire di conoscere) per la parte ideale corrispondo

    con il mio bene per quanto

    è giusto >>> <<<al mio vero

    mentre la reale la faccio sottostare alle sentenze del pio velo! Non per questo l’assolutorio sudario che mi sono messo sopra giunge a deprimere una vitalità solo parzialmente coperta dal misericordioso velo. Non lo può perché vengo tenuto in piedi da un ideale altrettanto misericordioso. Direi di potermi vedere, allora, come una bilancia se lo potesse, cioè con i piatti tendenzialmente alla pari. Dico tendenzialmente perché nessuna bilanciatura dell’umanità può dare delle misure alla pari. Non tanto o non sempre perché generalmente mancante

    secondo Natura

    e/o secondo Cultura <> e/o secondo Spirito

    ma perché la vita è mobile non di meno di quello che si dice della Donna ed anche di quello che si tace dell’Uomo. La vita, infatti, è stato di infiniti stati trinitario_unitari e si origina dalla corrispondenza di Forza (la dico Spirito) fra tutti ed in tutti i suoi stati. Diventa Potenza, quella Forza, tanto quanto vivifica la vita a cui ha dato il suo Spirito. Per quanto riguarda il Come non me ne curo: tanto, quando mai lo capirei! La vita che bilancia la corrispondenza fra tutti ed in tutti i suoi stati può ben dirsi sommamente paracleta. Io riesco ad essere paracleto molto meno di quello che vorrei tuttavia mi accontento anche di quello che posso. A nessuno è lecito chiedere di più: neanche a me! La vita bilanciata dai principi trinitario_unitari che decanto potrebbe non apparire così mediatrice come la mostro. Al caso, la vita altra non manchi di chiedersi se il mio discorso non è convincente perché viaggia per l’ideale aeree a bordo di spirituali mongolfiere personali, oppure, se é la vita altra che viaggia con le sue mongolfiere (ideali o no che siano) per gli stati inconsci del personale aeree.

  • Non sono i soldi

    Vedo lo sterco del diavolo nel potere non sui soldi. Dove i soldi servono a costruirlo e a protrarlo, quindi, non c’è stato dello spirito umano che possa pensarsi esente dalla possibilità di sporcarsi come di essere sporcato da quel rifiuto quando è usato oltre un’esistenziale misura di bene. Secondo la misura di infiniti stati di potere é così in Basso come in Alto. Si potrebbe anche dire che non sporca dove serve la vita e sporca dove serve la propria: vero! Guaio è che se siamo portatori di verità arteriose, nel contempo siamo anche portatori di verità venose. Nell’impossibilità di impedire che la verità della mente arteriosa possa essere con_fusa con quella venosa ed esserne inquinata come venirne a capo? Direi, ascoltando la voce del dolore: dove la sentiamo non ci può essere verità perché il dolore è il male naturale e spirituale da errore culturale. Ai piedi di quel presunto papa, il dolore che la visione suggerisce non è stato impedito, appunto per ricerca di potere. Parlo del potere e non dei suoi portatori perché di nessuno si può dire che sa quello che fa. Tutti, infatti, facciamo quello che di prevalenza crediamo vero non non quello che sappiamo vero. Ne consegue che a chi non sa non si può addebitare colpa. Si può addebitare, invece, il peso del dolo arrecato. Solo le verità scientifiche non sottostanno alla colpa perché (almeno in quelle appurate) sono verificabili in tutte le parti. Dove è impossibile ogni verifica sottostanno all’errore. A proposito di errori mi è venuto in mente il ricordo dell’evangelica parabola che quasi mai volente per acquisita coscienza generalmente vivo nella parte del Buon seminatore e che per niente vivo in quella non scritta del Buon raccoglitore. E’ una parte, questa, che non ho mai sentito mia. Figuriamoci adesso a ottanta e passa anni! Che cavolo me ne farei dei frutti di quel genere di parte ora che mi manca il fiato anche dopo pochi scalini! Che cavolo me ne farei ora che per poter viaggiare leggero verso l’Oltre non posso non lasciare qui tutti gli inutili bagagli? Ciò vuol dire che sono un pentito? No, ciò vuol dire che ho agito quello che dovevo fare. Ne consegue che devo lasciare qui anche le aureole che per infantile vanità più che per adulta verità ho pensato di star portando? Si! Anche le spente che ho temuto di star indossando per gli errati giudizi che al caso mi sono dato? Sì! Sto parlando troppo di me? Lo penso anch’io ma non posso diversamente. Per averla conosciuta, infatti, sono fra le fonti che considero attendibili.

  • Delle cose di Fatima non credo

    In particolare dove si dice sulla figura di un bianco vestito (un papa?) che hai suoi piedi ha l’interessata versione di martiri della chiesa mentre implorano giustizia. Ovviamente, i vicari del potere religioso di bianco impersonato hanno escluso un’altra spiegazione: quella di anime che implorano giustizia al potere ecclesiastico che per quel bianco (simbolo di quanto è cadaverico oltre che della luce della verità) le ha martirizzate? Ammesso che questa visione culturale sia già stata pensata e detta prima di me mi scuso se non la cito: lo faccio perché non so, non perché non voglio. Mi si dirà: c’è pur sempre la possibilità di informarsi anche prima di parlare o in questo caso di scrivere! Me ne rendo ben conto ma non lo posso come anche non saprei da che parte cominciare. Per dire la mia emozionale conoscenza, infatti, devo tutelare la mia ignoranza. A proposito di anime martirizzate. Per un lungo periodo il “Santo subito” ha manifestato una maggiorata opposizione verso l’Omosessualità. L’ho trovata particolarmente strana anche perché mica é peggiorata nel peggiore che è sempre stata detta. A motivo di quella persistente stranezza ho cominciato a dirmi: vuoi vedere che gli istituiti dal potere ecclesiastico sanno bene che fra quelle anime prostrate c’è anche lo spirito dell’Omosessualità che hanno martirizzato? Certamente non lo posso affermare per reale conoscenza ma per quanto conosco della medianità, sì!

  • Alla cortese attenzione di Eva

    Alla cortese attenzione di Eva

    Non mi rompere le balle!

    Proprio non riesco a trovare ragioni in Eva quando sostiene questo diritto. Non troverei ragioni neanche in Adamo se lo sentissi dire:

    Non mi rompere l’utero!

    E’ come se avessimo dimenticato che ad ognuno va dato il suo principio e che ciò che è del taglio delle mutande non è quello della camicia per quanto ambedue siano state fatte con lo stesso cotone e dallo stesso sarto!

    Per quest’opinione trovo che la donna che urla spazientita: non mi rompere la valle! è coerente almeno a livello figura. Sulle restanti incoerenze della vita maschile nella femminile e femminile nella maschile non ho verità: solo opinioni. Sul fatto che possano trovare il tempo che trovano non ho alcun dubbio.

  • La vita quando é paracleta

    Come mi sono detto e ho detto più volte sono una sorta di psicologico e culturale meticciato. Di fatto (almeno per quanto posso dire di conoscere) per la parte ideale corrispondo

    con il mio bene per quanto

    è giusto al mio vero

    mentre la reale la faccio sottostare alle sentenze del pio velo! Non per questo l’assolutorio sudario che mi sono messo sopra giunge a deprimere una vitalità solo parzialmente coperta dal misericordioso velo. Non lo può perché vengo tenuto in piedi da un ideale altrettanto misericordioso. Direi di potermi vedere, allora, come una bilancia se lo potesse, cioè con i piatti tendenzialmente alla pari. Dico tendenzialmente perché nessuna bilanciatura dell’umanità può dare delle misure alla pari. Non tanto o non sempre perché generalmente mancante

    secondo Natura

    e/o secondo Cultura <> e/o secondo Spirito

    ma perché la vita è mobile non di meno di quello che si dice della Donna ed anche di quello che si tace dell’Uomo. La vita, infatti, è stato di infiniti stati trinitario_unitari e si origina dalla corrispondenza di Forza (la dico Spirito) fra tutti ed in tutti i suoi stati. Diventa Potenza, quella Forza, tanto quanto vivifica la vita a cui ha dato il suo Spirito. Per quanto riguarda il Come non me ne curo: tanto, quando mai lo capirei! La vita che bilancia la corrispondenza fra tutti ed in tutti i suoi stati può ben dirsi sommamente paracleta. Io riesco ad essere paracleto molto meno di quello che vorrei tuttavia mi accontento anche di quello che posso. A nessuno è lecito chiedere di più: neanche a me! La vita bilanciata dai principi trinitario_unitari che decanto potrebbe non apparire così mediatrice come la mostro. La vita altra non manchi di chiedersi, allora, se il mio discorso non è convincente perché viaggia per l’ideale aeree a bordo di spirituali mongolfiere personali, oppure, se é la vita altra che viaggia con le sue mongolfiere (ideali o no che siano) per gli stati inconsci del personale aeree.