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rischia (a causa del dolore e dell’errore che deriva dall’esclusione) di patire (tanto quanto i principi del Principio sono assenti e/o comunque lontani)
del male
da errore o dolore
che si origina quando la Forza di una Potenza (di uno spirito) entra in conflitto con la Forza e la Potenza della vita indicata dai principi del Principio. .
Forza
Potenza Vita
In ragione del fatto che la nostra umanità ci esclude dalla Verità ne deriva che (ragionando per assoluti, direi necessariamente) non sappiamo quello che facciamo. Grazie a questo la Vita ci libera da ogni giudizio. Chiaro che quello che può fare la Vita non può la Magistratura ma questo è un altro discorso. La Vita ci libera dal Giudizio ma non per questo da multiformi pagamenti per il dolo recato sia alla nostra vita, sia a quella altra, sia verso i principi: intoccabili di per ma non quando umanamente vissuti.
VISTO CHE NEL PIANO ALTO DELLA VITA
non gira dinero, come lo pagheremo o al caso lo guadagneremo? Per come la vedo lo guadagneremo tanto quanto la Forza del nostro spirito assomiglierà a quella dello Spirito e lo pagheremo tanto quanto lo stato della Somiglianza risulterà non prossimo. Come la vita é stato di infiniti stati, così anche lo spirito che gli è stato Forza e Potenza. Ne conseguono di infinite misure e stati sia i guadagni che avvicinano che le perdite. che allontanano.
>Durante il suo giro tra gli spiriti distanti, Dante disse che c’era freddo e stridor di denti da quelle parti. Oltre che sommo poeta mi sa che Dante aveva pure delle possibilità medianiche. Lo penso perché ai comuni non capitano viaggi che é meglio raccontare magari dicendo di aver fantasticato. Con i savorarola in giro, poi, non era proprio il caso di parlarne diversamente.
Dove non può, vuol dire che ha DEPRESSO la Forza della sua Natura, oppure DIFFICOLTATO la Potenza della sua Cultura, oppure ESALTATO il suo Spirito. Chi opera oltre la forza e la potenza del proprio spirito (come anche con minor forza e minor potenza) origina dissidi sia in sé che oltre sé.
Agisce nel Bene secondo Natura
nel Vero secondo Cultura <> nel Giusto secondo Spirito
chi, contenendo il dissidio, contiene l’errore che porta al dolore che porta al male naturale che se coscientemente perseguito porta al male nella forza della propria vita: lo spirito. Il male è dolore naturale e spirituale da errore culturale. L’Errore non è peccato per chi studia a Scuola. L’Errore é peccato per chi studia in Canonica: ad ognuno il suo spirito. L’annullamento del dissidio (come anche il rifiuto di perseguirlo) permette alla vita di procedere in pace. Oltre perché non ricchi di altra Forza e/o di altra Potenza i “poveri di spirito” sono beati proprio per questo. Ciò vale in Besso ma nondimeno in Alto.
Capire la nostra vita e la Vita è il viaggio di riconoscimento
naturale
culturalee spirituale
di quello che la persona è per quello che nella persona c’è.
Riconoscimento è verifica. La verifica implica l’uso del discernimento. Il discernimento cura chi lo cura. Il discernimento è il giudice che sentenzia su la parte agita secondo o non secondo quanto è
Bene per la Natura
Vero per la Cultura <> Giusto per lo Spirito
Dove non sentiamo la Natura della vita (il Bene) e non capiamo la corrispondente Cultura (il Vero) lo Spirito comunica la sua sentenza per mezzo di tre voci:
DEPRESSIONE
ESALTAZIONE PACE
In assenza di cause biologiche o psicologiche
LA DEPRESSIONE
è errore verso il piacere naturale, o culturale, o spirituale. Un errore non necessariamente esclude gli altri.
L’ESALTAZIONE
è errore verso il sapere culturale e spirituale. Può ripercuotersi come dolore sul bene naturale e sul vero culturale. Così succedendo altera la misura di verità dello Spirito.
LA PACE
stato di verità perché nella pace non alberga il dissidio che porta all’errore e al dolore. Nella pace la Vita persegue i suoi principi senza dolore naturale, senza lo spirituale e senza l’errore culturale.
La vita non concepisce il peccato. Lo concepiscono quelli che studiano in Canonica. La vita, invece, concepisce l’errore. Lo concepiscono così quelli che studiano a Scuola.
del vero dato il Vero >< del giusto dato il Giusto
che corrisponde con il Bene tanto quanto é Vero in ragione della Verità indicata dallo stato della Pace.
Vi è Pace tanto quanto il Dissidio cessa il suo male: dolore naturale e spirituale da errore culturale.
Dove non regna il Dissidio (come dove non ha mai regnato) regna il Verbo (IO SONO) e l’emozione della Forza dello Spirito che dice la sua Parola: VITA.
Il Principio della vita è indipendentemente dallo stato della Conoscenza di quanto è a Coscienza. Dove il Principio necessariamente è perché nulla è senza principio, necessariamente vi sono i principi del Principio:
Il Bene per la Natura
il Vero per la Cultura <> il Giusto per lo Spirito
Il Bene è il principio della vita della Natura che corrisponde con la sua Cultura.
Il Vero é il principio della vita della Cultura che corrisponde con la sua Natura.
Il Giusto é il principio che si origina dalla corrispondenza di Forza e di Potenza fra tutti ed in tutti gli stati trinitario_unitari della vita.
Dove l’amore per la vita e la Vita diventa principio pensiamo secondo il Padre. Dove diventa Maestro pensiamo secondo l’evangelico Cristo;dove diventa abbandono nel Padre pensiamo secondo il Profeta;dove diventa percorso pensiamo secondo Budda;dove diventa vita pensiamo secondo la nostra;dove diventa Vita (il Tutto dal principio) pensiamo oltre noi, ma, vita,(stato di infiniti stati) si origina dalla corrispondenza di Forza e di Potenza fra tutti ed in tutti i suoi stati, quindi, (direttamente e/o indirettamente, per scelta o per influsso, o per altre innumerevoli ragioni) non possiamo non essere anche stato degli stati di quanti ci hanno indicato le loro verità