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  • Determinazione ed Accoglienza: a padre A.B.

    I PRINCIPI CULTURALI E SPIRITUALI DEL CARATTERE MASCHILE E FEMMINILE DELLO SPIRITO DELLA VITA

    Come la vita e stato di infiniti stato così è stato di infiniti stati anche il carattere dello spirito maschile e femminile. Ciò forma e conferma infinite individualità.

    A padre ALDO BERGAMASCHI ex Ordinario di Scienza dell’Educazione dell’Università di Verona.

    Avevo comunicato questo lavoro a Bergamaschi perché all’apertura dell’Accademico (non mi ricordo di quale anno) si dimostrò (parlando di Principato e di Religione) senza peli sulla lingua! Questo me lo fece parecchio vicino. Il Principato e la Religione lo fecero tornare in Convento. Da nessuna parte resero noto di chi fu quella quella decisione.

    Lettera vecchissima. L’ho scritta quando ero ancora emozionalmente travolto quando non stravolto da confusioni e rivelazioni. Dovrei rivederla ma non ho più il fiato di allora. Lascio tutto come sta.

    Liberata la ragione dalla millenaria Cultura che in diverso modo dice la Genesi della vita, comunque, posso chiamare Adamo (“nato dalla terra” dall’ebraico Adamah) anche il solo primo stato maschile della vita originata e chiamare Eva (“la Madre dei viventi”) anche il solo primo stato femminile. Non solo: riferendomi ad uno stato di vita e non ad una data Persona (e, dunque, razza) comunque posso accettare qualsiasi nome maschile e femminile con i quali qualsiasi Cultura di qualsiasi popolo nomina i precursori della sua specie. Se non altro perché non vi possono essere contenuti culturali e spirituali se prima non vi è il corpo contenitore (la Natura) ammettiamo che, sia della vita maschile che della femminile, il loro primo stato sia il naturale.

    Dal momento che un contenuto culturale individuale non può sorgere da un contenitore estraneo al suo stato, ne consegue che la Natura del dato stato è via della sua Cultura. Dal principio naturale della vita, dunque, si originò il corrispondente principio culturale. Il principio del bene nella Natura è il sentire. Il principio del bene nella Cultura è il sapere. Lo Spirito è il principio della forza della vita del bene naturale e culturale che si origina dal sentire nel sapere se il prevalente principio di vita è diretto dalla forza della vita della Natura, o dal sapere nel sentire se il prevalente principio di vita è diretto dalla forza della vita della Cultura. Il principio della vita è corrispondenza di stati fra Natura, Cultura e Spirito non solo nello stato maschile e femminile della vita maschile e femminile. ma, necessariamente, anche fra di loro.

    Infatti, se non vi fosse integrazione fra i due stati, la vita avrebbe avuto un solo stato e, dunque, o eterno (ma di eterno vi è solo il Principio) o, per quanto lungo, necessariamente a termine. Non necessariamente in ordine di tempo ma, necessariamente, secondo l’ordine dato dal convivere fra i suoi stati, la vita si evolse (come si evolve) secondo tre fasi: siccome in principio vi fu la Natura, in principio, l’unione fra gli stati della vita avvenne secondo le corrispondenze date dalla vita naturale: stato o persona che sia. Mano a mano avvenne la coscienza (luogo di ogni conoscenza) della vita naturale propria quanto altra, alla Cultura della Natura della vita (quella indicata dalla vita del corpo dello stato e/o persona che sia) seguì la Natura della sua Cultura, cioè, quella indicata dal corpo culturale (la mente) dei perseguenti la vita loro all’inizio e nell’evolversi della situazione personale e storica, della vita sociale.

    In ragione delle finalità di vita, al perseguimento naturale e culturale seguì quello spirituale; quello, cioè, della ricerca dei principi di vita e del Principio della stessa. Mi dirà: come fa uno stato della vita ad avere il senso della vita della propria Natura se, essendo stato e, dunque, non ancora vita (secondo forza, Natura che corrisponde con la sua Cultura) non può avere quello della propria Cultura e, dunque, neanche quello del proprio Spirito? Lapalissiano, Padre! Perché qualsiasi stato naturale vi sia stato in origine, avendo lo Spirito che gli è forza ha la vita data dal Principio. Avendo la vita data dal Principio (il cui principio è vita) in ragione dello stato dello stato originato, necessariamente, ne ha Cultura. Quale? Ovviamente, quella della vita: corrispondenza di stati con quelli del Principio la dove i nostri, pur principiati, non si siano ancora formati al punto da essere coscienti di se.

    Quando si è coscienti di se? Questa è una domanda da infiniti miliardi tanto la risposta implicherebbe anche la conoscenza dell’infinitesimale. Limitandoci alle nostre dimensioni, direi che ogni stato di vita, avendo vita, necessariamente, ha la coscienza del suo stato. Dati gli stati della vita, la coscienza, ha tre stati di conoscenza. Nello stato naturale quella data dal sentire. Nello stato culturale quella data dal sapere. Nello stato della vita, quella data dalla forza dello Spirito della vita che si origina dalla relazione fra il sentire ed il sapere. Se non si può operare in modo di interrompere una vita (errore contro lo Spirito) si può opere in modo di interromperne uno stato? Anche questa è una domanda da infiniti miliardi.

    Dal momento che uno stato della vita ha vita tramite quella del Principio, direi che non si può interrompere nessun stato di vita se non interrompendo il suo rapporto sia con il suo principio che con il Principio. Al proposito, è legittimo sostenere le proprie opinioni sulla vita altra al punto da sottometterla a ciò che si pensa? Fermo restando il fatto che ognuno può sostenere ciò che crede, si da il caso di ricordare che lo Spirito, essendo la forza della vita sia dell’Universale che del Particolare, in tutti gli stati della vita non può non essere il sovrano di quegli stati. Da ciò ne consegue che ogni giudizio non può non essere che secondo sé. Secondo stati di infiniti stati di vita e secondo lo stato di quella vita, il giudizio del personale Spirito si manifesta per mezzo delle emozioni che comunica alla vita a cui da forza.

    Se una vita sente la sua Natura emozionalmente depressa o eccitata, allora, vi è errore (proprio o derivato da altra vita) contro quello stato; se una vita sente la sua Cultura emozionalmente depressa o eccitata, allora, vi è errore (proprio o derivato da altra vita) contro quello stato; se una vita sente la pace, stato che subentra alla cessazione dei dissidi naturali, culturali e spirituali, allora, in ragione dello stato di pace, vi è misura di verità e, dunque, giustizia nel giudizio. Per ciò che si sente nella forza dello Spirito, allora, ognuno è in grado rispondere in proprio. Non potendo sapere per altri perché non si può sentire Spirito diverso dal proprio, da ciò ne consegue che nessuno è in grado di rispondere per altri.

    Ciò significa che non si possono fissare dei comuni principi? No. Ciò significa che i comuni principi che si fissano non possono impedire al personale spirito di esprimersi anche secondo la sua voce. L’atto dell’unione fra il maschile ed il femminile può anche avere molti stati e/o infinite manifestazioni, però, non può non avere che due tempi di azione. Nella prima, si determina con cosa, con chi e perché unirsi e nel secondo si accoglie cosa, chi ed i perché. Dal momento che il primo stato creato fu il naturale, va da se che, l’iniziale principio della determinazione della vita che è da protrarre (o da accogliere) è quello genitale. Lo è stato, il genitale, sia nel caso che il Principio abbia originato la prima figura maschile e femminile sia che abbia originato il primo stato maschile e femminile della vita.

    Non invalida ciò che credo, il fatto che non si sappia immaginare e/o non si sappia o possa conoscere la genialità naturale di origine; al punto, può esserlo anche un legame chimico che, comunque, nulla si toglie allo stato Originante. Secondo il principio naturale – genitale, la vita di Adamo (stato o persona che sia) determina la sua volontà penetrando la Natura della vita di Eva: stato o persona che sia. Adamo, può penetrare la Natura della vita di Eva se questa l’accoglie, ed Eva l’accoglie, ogni qualvolta vi è corrispondenza di motivazioni. In assenza della corrispondenza delle motivazioni fra la determinazione di Adamo e l’accoglienza di Eva, è ovvio che vi è violenza tanto quanto i fattori non si corrispondono.

    Se la penetrazione naturale fa di Adamo il maschio e la determinazione culturale ne fa l’Uomo, così l’accoglienza naturale fa femmina Eva e la determinazione data dalla volontà su ciò che è da accogliere dell’Uomo la fa Donna. L’Uomo (persona e/o stato della vita) penetra naturalmente e determina culturalmente e spiritualmente la vita che intende perseguire. La Donna (persona e/o stato della vita) accoglie naturalmente e, culturalmente e spiritualmente conserva ciò che ha determinato di perpetuare della vita di Adamo sia come stato, uomo o società. Secondo il suo principio (il naturale) se è vero che la Donna accoglie la vita che ha determinato di perpetuare, non di meno è vero che anche l’Uomo accoglie ciò che ha determinato di perpetuare.

    Infatti, se l’Uomo non accogliesse nella sua mente (utero delle informazioni culturali che penetrano il suo pensiero) ciò che ha deciso di perpetuare, da parte sua non vi sarebbe evoluzione culturale ma solo una continua proiezione della volontà della vita naturale: al punto, l’animale. Il principio di vita (maschile o femminile, stato o persona che sia) che emana la sua vita ma non accoglie ciò che ha emanato è come quello che pur avendo capacità di parola non ha quella dell’udito. Con altre parole, è come se pur avendo capacità di sapere (il bene della Cultura) non avesse quella del sentire: il bene della Natura. Se il principio che determina la vita non può non accogliere ciò che ha determinato, allora, nell’emanare la sua volontà la Natura della Cultura della sua vita non può essere che maschile, mentre, nell’accogliere ciò che ha determinato non può essere che femminile, ma, il Principio è vita: di per sé, né maschile e né femminile.

    Se data la forza dello Spirito, la vita è il principio che ne consegue e se la vita è corrispondenza degli stati della Determinazione e dell’Accoglienza in tutti gli stati della vita, allora ciò significa che al principio, come presso il Principio, lo Spirito è forza determinante quanto accogliente. Se lo Spirito è forza determinante quanto accogliente, allora cessa il primato maschile sulla vita femminile. Non per questo, però, cessa a favore del femminile ma ambedue cessano a favore del loro Spirito: nella reciproca corrispondenza di vita, forza data dalla vita della loro Cultura e della vitalità data dalla vita della loro Natura. Se è vero che vi è una netta divisione dei principi fra l’identità maschile (quella che determina di proiettare la vita) e la femminile (quella che determina di accoglierla) è altresì vero che vita è corrispondenza di stati.

    Allo scopo della vita, dunque, necessariamente, anche i principi dei rispettivi stati non possono non unirsi in uno stato nel quale ciò che è maschile (la determinazione) non può non avere anche del femminile (l’accoglienza) e ciò che è femminile (l’accoglienza) non può non avere anche del maschile: la determinazione. Dove si uniscono gli stati maschili e femminili della vita? Direi che i due stati si possono unire (nel senso di con – fondere la loro identità per acquisire quella della vita) nella reciproca forza che l’attua: lo Spirito. Data la forza dello Spirito, se il principio iniziatore della corrispondenza, fra il maschile con del femminile che è dell’Uomo ed il femminile con del maschile che è della Donna è la vita, ecco che, con – fusi nella e dalla reciproca forza, la comunione degli stati li fa diventare un unico principio, cioè, il corpo di un unico stato, con altre parole, di “un’unica carne”.

    In quello stato di unione, necessariamente, la rispettiva sessualità è in subordine (non certo per negazione e/o esclusione ma per elevazione degli scopi di vita) a quella data dalla corrispondenza fra il reciproco Spirito. Tanto quanto la naturale e culturale sessualità viene posta in subordine alla comune forza dello Spirito e tanto quanto la comune forza dello Spirito diventa la spirituale sessualità di chi è giunto a questo stato di elevata ed elevante comunione di intenti con il Principio della vita. Siccome la vita naturale si origina attraverso l’unione sessuale fra gli stati maschili e femminili della vita e siccome lo Spirito è il principio della forza che lo permette, allora, lo Spirito della vita è principio della vita anche dell’unione sessuale che si origina dalla corrispondenza fra i due caratteri della sessualità.

    Può una forza comunicare ciò che di sé stessa non è? Se non lo può (e non lo può) ciò significa che anche la vita dello Spirito ha carattere determinante e carattere accogliente; ed è questa forza “binario_unitaria” la sua “sessualità”. Quando la sessualità dello Spirito è forza determinante e forza accogliente, o con altro dire, maschile o femminile? Direi che è determinante quando origina una creazione, ed è accogliente, quando permette l’evoluzione di quanto ha determinato la sua forza.

    Apro una parentesi. Se la sessualità dello Spirito è data dai due caratteri della sua forza, così non può non essere per la sessualità degli spiriti, perché, pur nel rispettivo stato di vita (suprema forza nello Spirito, e a somiglianza negli spiriti) sono lo stesso stato di vita.

  • Del Basso e dell’Alto

    Per il principio dell’Uguaglianza che non ci può non essere fra un’Immagine e quanto a sua Somiglianza, la vita dello stato Basso non può non essere la vita dello stato Alto.

    Sempre ammessa l’esistenza dell’Alto (ad ognuno il suo Credo) è diverso lo stato Alto da quello Basso (sia in Alto che no) perché l’Alto é stato al principio (l0 originante) mentre il Basso e stato originato: Per quanto sia la similitudine, nessuna copia può essere come l’Immagine. Non tanto perché non siamo in grado di capire quanto sia o non sia la somiglianza fra vita Originante e vita originata ma perché dove c’è un Essere (un’esistenza prima) non ci può essere un altro Essere: vale anche per la Verità. Dove c’è la globalmente riconosciuta, le altre sono a somiglianza. In questo, portatrici anche dell’errore. 

    ps. Per vita intendo lo stato dell’Essere non lo stato della vivenza del dato Essere

    PER ALTO E PER BASSO INTENDO

  • Non poche volte ho detto di me

    in un travolgente momento della mia vita ho avuto bisogno di acqua. Certamente non mi mancava quella dell’usuale rubinetto ma non mi dissetava più! Più per caso che per cosciente e volente ricerca mi sono ritrovato a bere da una fonte che (a conoscenza ridotta) tutto non era o non mi appariva come quella di prima: piatta, doverosa, scipita quando non insulsa! Sono giunto a diffidare della Medianità perché ho capito che è un rubinetto composto da inverificabili leghe e che fa passare acqua di inverificabili stati. Alle domande che mi ero posto su quella rivelazione mi davo risposte che tanto parevano vere quanto verosimili. Solo una, era indiscutibilmente vera, cioè, se c’era l’acqua dello stato Basso non poteva non esserci l’acqua dello stato Alto: non nuova la scoperta perché nulla di nuovo sotto il sole! Giusto per non farmi mancare luce, con il tempo sono giunto a capire che la fonte Bassa aveva di che somigliare all’Alta, sia che la Bassa che l’Alta potevano avere infiniti stati di Basso e/o di Alto. E’ certamente vero: quelle verità potevo solo immaginarle! Giorno dopo giorno, però, sempre più mentalmente conoscerle e scriverle anche se in alcun modo provarle. Solo sentivo (e sento) che non poteva (e non può) non essere che così! Fatto sta che l’iniziale sentire andò via via aumentando. Un po’ perché lo desideravo, un po’ perché non avevo altro, e un po’ perché dissetava: lo volessi o no (quando era invasiva) o mi andasse o no quando era amara! Bevo, adesso, solo quella che corrisponde al mio stato di sete. Rifiuto il di più o altro di quell’acqua perché mica ci devo nuotare. Tanto meno affogare come ho mentalmente rischiato quando accoglievo la Bassa senza alcuna difesa. L’iniziale ingenuità è finita da mo’! La si può finire tanto quanto si torna ad essere dei “poveri di spirito”. Con ciò intendendo (almeno secondo me) della vita a misura di una Forza e di una Potenza (di uno spirito) non ricche perché capitalizzata sia nel Basso come nell’Alto sia come raggiunto parassitismo dello stato Basso come dell’Alto. Dallo stato Basso si rischia di ricavare Potere. Dallo stato Alto si rischia di ricavare Vanità. Solo una scarnificante chiarezza esclude la con_fusione fra ipotesi.

  • Le stazioni

    PAROLA E’ L’EMOZIONE DELLA VITA CHE DICE SE’ STESSA

    I principi possono parola solo nella

    MATERIA

    a cui danno

    CORPO                            VITA

    I principi agiscono lo stato

    collegano gli stati >< formano lo stato

    Tanto quanto non sono vissuti e tanto quanto lo stato di Somiglianza con l’Immagine assume altro stato e quindi forma diversamente sé stessa.

    I principi sono assoluti. Non per questo permettono a chi li segue di giungere all’Assoluto. Non lo possono per un arci noto motivo: dove c’é un Assoluto non ci può essere un altro Assoluto.

    Solo concettualmente parlando possiamo definire

    la Natura del Principio

    la sua CULTURA >< ed il suo SPIRITO

    Se nulla definisce nulla finisce. Pertanto, nulla separa il Principio da quanto ha principiato.

     

    Al principio, della vita di certo c’é solo il momento nel quale tutto é iniziato. Ammessa la vita di un Principio iniziatore, é lo stato che avendo iniziato tutti gli stati é Primo e quindi Sovrano. Poiché nulla esisteva prima del principio, il Principio non può non essere che l’Assoluto Contenitore di ogni Contenuto a seguire. Il che é come dire che é l’Acqua di ogni acqua.

    Ammettendo l’esistenza del Principio, in quanto Assoluto può essere conosciuto solo per l’Assoluto raggiunto dai suoi suoi trinitario_unitari assoluti, quindi,

    Secondo Natura il Principio e’

    Secondo Cultura >>><<< Secondo Spirito

    il Principio sa >>>>><<<il Principio sente.

    come la Natura originata é.

    Come la Cultura originata sa. >< Come la Forza originata sente.

    I principi assoluti possono sentire solo il proprio assoluto. Ne consegue che il Principio sa e sente solo quello che é.

    Ammettendo che la vita sia stata originata da una Vita ne consegue che dai principi del particolare si possono riconoscere i principi dell’Universale detto: non può essere diversamente.

    COME I GIRASOLI LA VITA SI NUTRE DOVE SI VOLGE

    Vita é stato di infiniti stati. Si origina dallo stato della corrispondenza fra tutti ed in tutti i suoi stati. Al principio e dello stesso Principio:

    Al principio della vita la conoscenza avviene per mezzo del

    SENTIRE

    DEL SAPERE >>>>> <<<<< DEL VIVERE

    quello che ognuno é

    per quello che ognuno sa >< per quello che ognuno sente

    IL PRINCIPIO DELL’AMORE E’ LA VERITA’

    DOVE L’AMORE PER LA VITA

    Lo stato della vita dell’Identità é dato dallo stato dell’unità della sua Trinità. Lo stato della vita dal principio é stato di infiniti stati. Lo stato della vita al principio (e ammessa l’ipotesi del Principio) é Assoluto.

    In ragione di quanto conosco pongo confronti fra i principi particolari e gli universali. Variegata vivenza l’ha fatto prima di me. Pressoché tutta si è detta portatrice di Verità: io porto lettere.

    LA NATURA

    é il luogo del Bene

    LA CULTURA E’ >>>><<<< LO SPIRITO E’

    é il Luogo del Vero >>><<< lo Spirito è il luogo

    del Giusto che corrisponde dalla relazione fra il Bene della Natura ed il Vero della Cultura.

    Per Natura intendo il Corpo della Vita comunque effigiata. Per Cultura intendo il pensiero della Vita comunque concepito. Per Spirito intendo la Forza della Vita comunque agita.

    .Lo Spirito della vita é una Forza acefala. Con cefalo diventa dove la Vita può la sua Potenza tanto quanto può la sua Conoscenza.

    NATURA

    CULTURA >>>><<<<SPIRITO

    SIAMO IN GRADO DI CONOSCERE LA VERITA’?

    In quanto massimo principio di ciò che é assolutamente

    Vero

    perché

    ciò che è Bene ><corrisponde >< a ciò che è Giusto

    non lo può sapere nessuno. Tuttavia…

    |prosegue|

    Capire la nostra vita e la Vita è il viaggio di riconoscimento

    naturale

    culturale >>>>> <<<<< spirituale

    di quello che la persona é per quello che nella persona c’é.

    LA QUALITA’ DEL RICONOSCIMENTO

    Potrebbe volerci una spada

    Come sempre scrivo ascoltando le mie emozioni. Guaio è che le emozioni tendono ad affollarsi davanti alla mia mente e che non sempre riesco a farle entrare come sono arrivate: tanto meno capire da dove. Succede così che faccio passare prima quelle che magari sono venute dopo, oppure, di rac_contarle due volte, oppure, di mettere in un discorso quello che magari doveva stare in un altro. Non per ultimo girando in tondo come chi non trova uscita o come chi non è sempre in grado di capire alla fine come e/o dove fermarsi. Adesso un po’ di più ma quando ho cominciato (una trentina di anni fa) c’era di che tagliarsi le vene! Certamente ho superato quei momenti ma tutt’ora resto preso da sospetti da insufficienza. Così, non sempre finisco il lavoro completamente soddisfatto. tant’è!

    VITA E’ LA MAESTRA CHE PONE IL SEGUENTE PROBLEMA

    Tenendo presente che siamo la Natura che siamo nella Cultura che sappiamo per la forza e la potenza dello Spirito che sentiamo. Sapendo che la pace nello Spirito è luogo di giustizia perché pace è cessazione del dissidio e dunque segno di verità:

    OGNUNO TROVI SE’ STESSO

    IL DI_SEGNO DELLA VITA

    L’Immagine è composta da tre simboli: un cerchio, tre orbite, una croce. Il cerchio è formato da infiniti punti. Poiché si principia da ogni suo punto è simbolo di principio infinito….

    Non vi è vita tanto quanto é mancante

    LA COMUNIONE

    FRA ESSERE >> ED <<ESISTERE

    Non tutte le corrispondenze portano allo stesso stato di Comunione ma tutte sono atti della Comunione.

    In ragione di quanto viene sentita, la Comunione porta alla più totalizzante unione che diciamo Amore.

    IL PRINCIPIO DELL’AMORE E’ LA VERITA’

    Chi ama ciò che sente prima di ciò che sa é principiato dalla passione. La passione ascolta sé stessa. L’amore ascolta la vita.

    OGNUNO E’ L’AMORE CHE PUO’

    LO SPIRITO E’ FORZA E’ POTENZA 

    DETERMINANTE > ED < ACCOGLIENTE

    Lo Spirito manifesta i caratteri della sua Forza ponendo il Determinante nella Natura della Cultura della vita maschile (la volontà penetrante che non per questo é sovrana) e l’Accogliente nella  Cultura della Natura della vita femminile: la volontà remissiva che non per questo é suddita.

    | Prosegue qui |

  • Premesse e Promesse

    Vista dai principi la vita si regge su degli ordinamenti così basici da far pensare che sono sufficienti tre parole per dire quanto contiene l’Universo! Chi parte dal principio se ne rende conto pressoché da subito! Ho persino temuto una forma di mentale scompiglio quando é capitato a me. Lo direi analogo (quello scompiglio) a quanto succede nella mente del carcerato che esce dalla cella dove é stato rinchiuso per anni. Succede lo stesso anche negli stati delle rivelazioni. Scompiglio necessario (ho dovuto ammetterlo) perché senza quel dis_ordine non avrei cercato l’Ordine. Avrei potuto farne a meno di quello scompiglio? Direi di no! A meno può farne chi non sa di stare in una prefabbricata identità (Principato e Religione artefici quando non carnefici) comunque accogliente per alcune anche se ergastolo comunque omicida per altre. Sto esagerando? Lo può pensare chi non ha mai portato la pelle degli altri.

       
  • Lo Spirito Paracleto

    Mi sono approssimato alla questione secondo discernimento. Dove é simile alla fede discerno secondo ipotesi. Secondo fede ci sarei riuscito accecando la ragione. Per decenni ho creduto necessario quel sacrificio: sbagliavo! Esperienza mi dice  che dovrò rivedere ancora questo testo. Potrà succedere anche dopo tempo.

    La vita in questo piano dell’esistenza è stato di infiniti stati. Si origina dalla corrispondenza di Forza e di Potenza in tutti e fra tutti i suoi stati: al principio

    la Natura come Corpo

    la Cultura come Mente > <lo Spirito come Forza

    naturale e Potenza culturale.

    Se ciò é dell’immagine generata dalla vita (del Basso) ciò non può non essere della Vita generante: l’Alto.

    Fra l’Immagine della vita e questo stato della vita non vi è differenza di principi. Vi è, invece, differenza di stato: principio uno e principiato l’altro.

    Di un principio si può dire che è l’inscindibile verbalizzazione di un concetto. Per questo lo è quello di “vita” e non lo è quello che dice come si vive.

    In ragione dello stato della Forza e della Potenza che attua la corrispondenza fra gli stati la vita trinitaria tende all’unitario.

    La convergenza fra gli stati diventa vita dello stato in ragione della sua Forza (vitalità) e della suo Potenza (pensiero in coscienza) del dato stato.

    La convergenza fra gli stati raggiunge nell’Uno (nel Principio) la sua massima unità.

    In quanto Vita al principio (e dello stesso Principio) la massima Unità che è dell’Alto emana la sua Forza e la sua Potenza (lo Spirito al Principio somigliante) che nel Basso si concretizza nella realtà che è in continua evoluzione perché in continua vita.

    La vita dal principio (e dello stesso Principio)  è il luogo del

    Bene per la Natura

    del Vero per la Cultura ><   del Giusto per lo Spirito

    Data l’assoluta corrispondenza di Forza e di Potenza fra i suoi stati, la vita al principio (e dello stesso Principio) è uno stato assoluto. Uno stato assoluto non può com_prendere stati di non assoluto: per questo il Principio é

    l’Uno

    Il nostro principio, invece, è tre in uno.

    La vita (come atto del principio della sua incarnazione) non potrebbe agire l’unitaria convergenza fra i suoi stati se gli stati avessero una diversa misura di Forza e di Potenza. Ad esempio:

    3 per la Natura

    2 per la Cultura                  4 per lo Spirito

    Ciò che non può il nostro principio, però, lo può il nostro vivere il principio. Lo può, secondo infiniti casi (personali e/o indotti) e secondo infiniti stati di coscienza: personale e/o indotta che sia.

    Il principio naturale della vita è il bene

    Il bene corrisponde allo spirito giusto per quanto alla cultura è vero. Dove non è così il bene è meno bene, il vero è meno vero, il giusto è meno giusto.

    Poiché la vita è stato di infiniti stati di bene, di vero, e di giusto, così il meno bene, il meno vero, il meno giusto.

    Ogni altro giudizio è dato per convenzione fra ragioni. Diciamo verità la massima conoscenza da convenire.

    Dove non è propria della soggettiva individualità l’unione fra stati di diversa misura comporta il dissidio fra le diverse misure di vita.

    Il Dissidio fra stati è la massima fonte dell’errore culturale che porta al male naturale e spirituale. La vita naturale subisce l’errore ma non il dolore.

    Può vivere nell’errore senza averne coscienza, infatti. Gli è impossibile, però, non avere coscienza naturale del dolore e con quello poter vivere bene. L’impossibilità di vivere il bene altera il senso del vero e quindi del giusto.

    Non é così dove la Forza e la Potenza della vita (il nostro spirito) pone equilibrata misura fra gli stati: come nell’Immagine

    1

    1                                                    1

    1 + 1 + 1 = 1

    Non é = 4 e superiori o inferiori perché vita è corrispondenza di stati, non, somma di stati.

    Lo Spirito pone equilibrata corrispondenza fra stati tanto quanto media la misura fra gli stati. Come è Paracleto in Basso, così é Paracleto in Alto.

    Nell’Alto la vita del Principio lo é in assoluto. Nel Basso dello Spirito in Alto come nel basso dello spirito in Basso la vita fa quello che può.

    Errore che porta al dolore quando agisce diversamente

       
  • Cos’é la Verità?

    In quanto massimo principio di ciò che é assolutamente vero non lo può sapere nessuno. Tuttavia, dove non sappiamo dirla possiamo però pensarla. Per questo, affermare che il luogo della Verità è dove tace il Diossido. Dove tace il Dissidio subentra il Silenzio. Nel silenzio, la vita perpetua i suoi principi senza errore culturale e senza il dolore naturale e il male spirituale che se perseguito con piena coscienza può portare al Male.

    Il male é il dolore naturale e spirituale da errore culturale. Si può aggiungere, allora, che dove c’é Dolore non può esserci Verità.

    Il Dolore e l’Errore sono causati da errata corrispondenza dello stato della conoscenza degli stati

    naturali

    culturali >>> e <<<spirituali

    e dei principi

    il Bene che fa stare bene

    il Vero che fa stare nel Vero >< il Giusto che fa stare

    nella  giusta forza naturale e giusta potenza culturale.

    Per questo pensiero ogni Spirito (Forza naturale e Potenza culturale) é

    VIA

    delle sue VERITA’ e della sua VITA

    La sovrapposizione di Forza su Forza e di Potenza su Potenza devia il percorso della soggettiva Forza e della soggettiva Potenza. In ciò, alterando le

    VIE

    delle Verità della soggettiva Vita.

    Non mi ricordo da chi o dove ma é già stato detto: non sarà perdonato ogni errore contro lo Spirito. L’errore é tipico di chi cerca di raggiungere il

    Potere

    della Forza >>>><<< sulla Vita

    altra quando non sulla Vita.

    Evita l’errore lo Spirito compagno. Non lo evita lo Spirito sovrano. Intenda il Principato, la Religione, la Persona.

    Poiché lo Spirito é propria identità, propria, di sé la valutazione dello stato della propria Forza e della propria  Potenza.

    Escluso il giudizio altrui non per questo la Persona non può essere giudicata? Vero per quanto riguarda l’Essere. Non vero per quando il suo Essere (quello personale) agisce l’Errore che porta al Dolore che dal male può giungere al Male.

    Per capire la vita e la Vita può rivelarsi necessario “bere il calice sino alla faccia” come anche agirsi (coscientemente o incoscientemente) come calici di feccia. Non per questo é lecita la condanna. Lecita invece, la separazione dallo stato che non reca errore e dolore dello stato che reca uno, o l’altro, o ambedue gli stati.

  • I magisteri dell’Oltre

    L’OLTRE. ALTRO STATO DELLA VITA

    O ALTRO STATO DELLA MENTE?

    Per spiriti intendo le forze della vita che furono ed ora sono in un ulteriore stato dell’esistenza oppure in un ulteriore stato della mente. Nessuna ipotesi é da escludere e nessuna si può provare: solo vivere per capire o non vivere se fanno dipendere. In ragione di infiniti stati di vita questo vale anche per gli spiriti incarnati che siamo.

    I DELITTI DEI MAESTRI ROLL IN MEDIUM ROLL: MEDIUM E VISIONI. IL CORPO DATO DAI PRINCIPI VISSUTI DELLA METEMPSICOSI SPIRITO, SPIRITUALITA’, SPIRITISMO. VI SARA’ FREDDO E STRIDOR DI DENT ESORCISTI E POSSEDUTI VITA E SPIRITI FRA ALTI E BASSI A PROPOSITO DI METEMPSICOSI LA RESURREZIONE? MEDIUM: CHI, PERCHE’, PER COSA? SPIRITO E SPIRITI: VOCE E VOCI. DELL’OLTRE a LUCIANO DE F.    
  • Scisso, schizofrenico, o Abacuc?

    Colgo la profezia di Abacuc (la nascita di Cristo scaldata da due animali) per porre della possibile conoscenza su quanto a mio parere vi é stato di retrostante: medianità, spiritismo, scissione della vivenza, schizofrenia.

    Per quella possibilità li si dice o si dicono medium appunto perché in mezzo. Lo sono stabilmente come uno é architetto anche quando non architetta. Di fatto, invece, quando la forza e la potenza che sentono nel proprio spirito è tale da agire (nel loro spirito) il ricevimento di una data forza e la corrispondente potenza.Il ricevimento di una data forza e la corrispondente potenza è possibile tanto quanto lo spirito di un medium vive l’Accoglienza come carattere del suo animo. Oltre che per propria volontà può anche essere che si viva Accogliente perché influito (quando non violato) da una maggior forza e potenza o perché scisso nella sua forza e potenza da stati di dolore (causa prevalente) o da incoscienti ricerche misticheggianti o altro che sia. Comunque siano i casi la violazione e/o l’intrusione di uno spirito su un altro è possibile sul più scisso da un altro meno scisso. Come non esiste vita senza stati di scissione così non esiste spirito senza stati di scissione. Essendo al principio, non possiede scissione solo lo Spirito al vertice dello stato Alto della vita.

    Comunque causata e motivata la medianità, chi raggiunge quello stato può sentire “le voci” (parola e verbi delle emozioni) degli spiriti particolari che furono esattamente come tutti sentiamo le “voci” proprie ed altre degli spiriti incarnati che siamo.

    Da incarnati come da disincarnati possiamo raggiungere la voce dello Spirito tanto quanto sentiamo le emozioni della vita: il Tutto dal Principio. E’ una voce assoluta, quindi, la si può sentire nella vita come maggiorata forza e potenza della propria. Faccia attenzione chi dice di sentire quel livello della conoscenza. I livelli alti della forza e della potenza li possiedono anche gli spiriti dello stato Basso.

    Dello stato degli spiriti non siamo in grado di verificare nulla a parte, ovviamente, il loro stato di spiriti. La relazione con quegli spiriti, quindi, é come quella del bambino che si fida dell’adulto che gli da le caramelle: i cosidetti “doni dello Spirito” che tali non sono. Lo Spirito é un assoluto, quindi, può donare solo il suo assoluto. Ne consegue che essendo vita assoluta può donare solamente la vita, non, della vivenza che non è.

    Dall’affermazione ne deriva che i doni dello Spirito sono doni degli spiriti. Siccome sono doni senza etichette possiamo pensarli (sia in buonafede che in malafede) come meglio crediamo. Sia in buonafede che in malafede anche gli spiriti possono dirli come meglio credono. Così in Basso così in Alto. Non è così? Allora fra Immagine e quando di Somiglianza non esiste alcuna relazione perché al principio non esiste l’Immagine. Non sono fra quelli che lo pensano.

    Sentire gli spiriti è una facoltà di tutti ma quando non è cosciente la si può dire in sonno. Non è in sonno nei mistici e nelle le personalità che diciamo e/o si dicono medium. Per essere medium è necessario aver scisso l’animo a causa di una impotenza della Forza causata dal dolore e/o dall’errore: nessuna causa esclude l’altra. (Vado a spanne, ovviamente perché ugnuno é un caso a sé)

    Indipendentemente dalle cause una scissione non necessariamente significa schizofrenia. Tale lo diventa, però, se la scissione permette la fissante costituzione di più identità mentali. Naturalmente io non so se Abacuc sia stato uno schizofrenico o uno scisso. La capacità di portare nuova parola, però, proverebbe che è stato almeno uno scisso.

    Indipendentemente dal piano di vita (se di questo o dell’altro) nessuna identità può dirsi assolutamente unitaria. Ne consegue che (secondo stati di infiniti stati di divisione) tutti siamo degli scissi e tutti, almeno in potenza, dei portatori di nuova parola. Almeno in potenza, anche dei portatori “sani” di schizofrenia.

    Citando il mio caso sono un scisso perché il mio reale é diviso dal mio ideale, ma non sono uno schizofrenico perché oltre allo mio stato di vita non ne vivo altri. I culturali e gli spirituali che pure sento (emozionalmente parlando) non sono sdoppiamenti di identità: sono e me ne rendo conto, dei pii desideri in attesa di una speranzosa nascita.

    Il nostro spirito sente lo spirito di un Oltre in ragione dell’affinità di Forza e Potenza fra il suo è l’ulteriore. Esemplificando: uno spirito 4 sentirà uno spirito 4. Non è escluso, però, che possa sentire anche uno spirito 3 o 5. Ciò comporterà dell’inevitabile dissidio da reciproco adattamento alla similitudine. Si, ciò che succede in Basso succede in Altro.

    Se lo spirito di un medium corrisponde con quello di altra vita sentirà lo spirito di quello stato della vita. Se, invece, il suo spirito corrisponde con un altro genere di vita (mi riferisco all’animale) sentirà lo spirito di quello stato della vita più di quello del suo genere di esistenza. Abacuc ha profetizzato la presenza di due animali in quella grotta anziché di due persone. Per quanto sostengo, quindi, si può pensare che abbia sentito due forze e potenze animali perché il suo spirito corrispondeva con quello di animali più che con quello di persone.

    Può essere perché profeta, o perché scisso, o perché schizofrenico? Può essere perché fortemente pessimista sulla capacità di amare della vita umana al punto che il suo spirito ha preferito “vedere” l’amore della vita animale in quella grotta e in quel caso? Non lo so. Non sono in grado di dare risposte: solo pensieri.