c) DOVE NON LO SA IL SAPERE, QUELLA ERRATA LA DICE IL DOLORE:
male naturale ed emozionale
che deforma
il mentale e lo spirituale
IL PRINCIPIO
é l’assoluta immagine della vita data dall’assoluta corrispondenza fra i suoi stati:
SECONDO VITA
possediamo gli stessi stati del Principio. Ovviamente, gli stessi stati non possiedono lo stesso stato così come una copia (per quanto somigliante) non é l’originale.
PUR ESSENDO ASSOLUTO PERCHE’ PRIMO E A NESSUNO EGUALE
anche il Principio é trinitario
ma la sua Trinità ha raggiunto l’Unità perché un principio non può non essere la suprema comunione dei suoi stati. Nello stato della massima Comunione fra i suoi stati il Principio é
UNO
Poiché non vi é nulla senza un principio
Poiché non vi é nulla senza un principio, necessariamente il Principio é. Poiché viene prima di ogni nome é il Nome che da origine ad ogni nome. Il Principio (c’é chi lo nomina invano) é conoscibile conoscendo il suo principio: la vita. Poiché é al principio di ogni principio ne consegue che ogni principio é immagine conforme a quella che sta al principio.
Dove c’é un assoluto non può esserci un altro assoluto. Per questo non ci può essere nessun altro
PRINCIPIO
DIO IO
Dove si può affermare solo secondo Fede o non credere secondo ragione (la ragione del pensiero “per Damasco” non é la Conoscenza: é la Logica) si può dir di conoscere il
PRINCIPIO
DIO l’IO
conoscendo i suoi principi
SECONDO
il Bene della Natura che porta
al Vero nella Cultura >< che >< porta al Giusto spirito.
Nel nostro stato della vita e secondo quello stato raggiungiamo lo stesso intendimento sui principi tanto quanto abbiamo raggiunto la massima comunione fra stati e pensieri. Dove parziali o settari gli intendimenti, parziali o settarie le verità, e quindi, parziale e/o settaria la conoscenza del Principio.
Tanto quanto al Bene della Natura corrisponde il Vero della Cultura e il Giusto dello Spirito
NATURA
CULTURA SPIRITO
e tanto quanto la vita di Davide segue il Verso.
Segue il Controverso
tanto quanto é influito da stati opposti al Verso.
Le azioni di Davide stanno dimostrando quello che già si sa, e cioè, che la Rosa é anche lo Scudo che lo sta difendendo dal Mondo. Sta anche dimostrando che é lo Scudo che lo sta difendendo da sé? Dove segue il Controverso, no. Quale Verità prova che Davide segue anche il Controverso? Direi questa: lo prova il Dolore dove la Vita non é Amata sia nel Particolare che nell’Universale e dove le parole valgono un tanto al sacco!
E’ NATO PRIMA L’UOVO O LA GALLINA E QUANDO IL GALLO?
Prima di ogni Contenuto é necessario il Contenitore. Così, prima di chi proviene dal contenitore Gallina (l’Uovo) non può non essere nata la vita contenitrice. La gallina può far le uova dopo che il gallo ha fatto la sua parte. Ora fra i tre chi é nato per prima? Non lo so, ovviamente, però penso che senza la Vita (principio di ogni possibile principio e del suo Spirito, della sua Forza, inscindibile natività) non ci sarebbe stato Gallo, Gallina, e neanche Uovo! Così per la Medianità! La facoltà medianica proviene da un altro stato della vita o da un altro stato della mente? Quello che so è che ogni azione e/o stato deve avere il principio che da principio ad ogni principio. Nel caso della Medianità c’é chi pensa di esserne il principio e c’ é chi pensa di essere un Medium grazie al superiore Spirito e/o grazie ad uno Spirito. Il Superiore é un Assoluto, quindi, può dare solo quello che é: vita! Pur non essendo superiore anche uno Spirto può dare quello che é stato: vissuti, non, vita: la vita é sempre e solo dello Spirito! Comunque la si pensi ci può essere un principio superiore a quello che (secondo fede e secondo ragione) sta al vertice di ogni principio? Direi proprio di no! Al vertice del Tutto non ci può essere “una poltrona per due”! Dove c’é un Principio Assoluto, infatti, non ci può essere e/o stare un altro Principio Assoluto! Da questo l’antico avviso: non avrai altro Dio… Quale nome del Principio è venuto prima? Saperlo é vano! Se al principio c’é la vita del Principio, Il Principio é il Nome che contiene ogni nome. Pur pensando al suo Romeo (l’Uovo del suo caso) c’era arrivata anche Giulietta: del caso, Gallina del suo Uovo.
Parola é l’emozione della vita che dice sé stessa.
secondo la sua Natura
secondo la sua Cultura >< secondo il suo Spirito.
SECONDO VITA
Tanto più ‘emozione eleva la parola e tanto più la parola eleva l’emozione..
Quando non è perimetrata dal Discernimento la parola si espande oltre la reale conoscenza di sé, della propria vita e del circondante mondo. In quell’ipotesi si origina quanto contrasta l’oggettività.
Quando ho scritto tutto questo navigavo emozioni che mi sbattevano da tutte le parti. Finite le Lettere perché finite le onde non ricordo più di quando e di come sono giunto alla riva del caso. Adesso dovrei mettere un po’ di ordine su quello sterminio di lettere. Ci provo da anni ma non ci riesco. La metterò così: in ogni lettera sono riscontrabili tante categorie. Le mie possono possono stare in tutte come in neanche una. Esasperato, lascio tutto come sta! Cosa fatta capo avrà mi dico!
Parola é l’emozione della vita che dice sé stessa.
secondo la sua Natura
secondo la sua Cultura >< secondo il suo Spirito.
TANTO PIU’
l’emozione eleva la parola e tanto più la parola eleva l’emozione.. Quando non è perimetrata dalla Ragione, la parola può essere difesa solamente dalla reale coscienza di sé, della propria vita e del circondante mondo. Così difeso e dichiarato posso cominciare questo ritorno agli iniziali principi dando alla Vita il suo.
chi intende capire cosa corrisponde al suo stato. Per lo scopo, chi sente il proprio Spirito (Forza naturale nella consapevole Potenza culturale) ascolta il proprio Maestro. Di nessun altro Maestro si può dire che è universale perché tutti sono la “voce” di qualcun altro. Lo Spirito proprio, invece, è parola propria. Per questo, ad ognuno la sua strada perché ognuno é la sua
VIA
la sua Verità >>> <<< la sua Vita
quindi nel
PENSARE
CONOSCERE >>>>><<<<< VIVERE,
il dovere del passo lieve che si deve quando si cammina su la neve.
trovano riconoscibile principio nel Bene. iIn altri stati non hanno corrispondente fine perché non corrispondono con il Vero. Perantoe sono esclusi dal Giusto.
COSCIENZA
La Coscienza si origina dallo stato della trinitario _ unitaria
Comunione
del sapere nel sentire.
IN RAGIONE DELLO STATO
della corrispondente Coscienza
i principi del Principio sono
VITA DEL CORPO
VITA DELLA VERITA’ >< VITA DELLO SPIRITO
LA “TERAPIA CAPIRE”
Capire la nostra vita e la Vita è il viaggio di riconoscimento
NATURALE
CULTURALE SPIRITUALE
di quello che la persona è per quel lo che nella persona c’è.
Riconoscimento è verifica. La verifica implica l’uso del discernimento. Il discernimento cura chi lo cura. Il discernimento è il giudice che sentenzia su la parte agita secondo o non secondo quanto è
Bene per la Natura
Vero per la Cultura >< Giusto per lo Spirito.
IL COMPITO DEI PRINCIPI
Tanto quanto non sono vissuti e tanto quanto lo stato di Somiglianza con l’Immagine assume stato culturale e spirituale altro
Tanto più è unitaria e tanto più é sé stessa. >< Tanto più é sé stessa e tanto più é sovrana.
AL PRINCIPIO
IL PRINCIPIO DELLA VITA ( LA VITA)
animò la Natura
che tramite la sua Forza >< originato da quella dello Spirito
formò la sua CULTURA.
DA ALLORA
vi fu Creato e Creatura
a Somiglianza della Vita creante
NATURA
CULTURA SPIRITO
LA VITA INIZIANTE E’ DIO?
Lo pensarono i Mistici che si posero la domanda. Poiché (sia per provarlo che per smentirlo) non sono in grado di verificare quello che credo sostengo ogni idea come ipotesi: la verità, come l’amore: può attendere.
VITA E’ STATO DI INFINITI STATI
Si origina dallo stato della corrispondenza fra tutti ed in tutti gli stati. Al principio e dello stesso Principio
NATURA
CULTURA SPIRITO
Per Natura intendo il Corpo della vita comunque effigiata; per Cultura il Corpo del Pensiero comunque concepito; per Spirito la Forza della vita comunque agita.
Se questo é lo stato della vita particolare, questo non può non essere lo stato della vita al principio e dello stesso Principio. Ovviamente, ben diversi i vissuti. Per dire il più logico: ciò che somiglia ad un principio non ha lo stato di Principio pur avendo gli stessi principi.
DELLA VITA PRINCIPIATA
La Natura é il luogo del Bene
la Cultura é il Luogo del Vero >< lo Spirito é il luogo del Giusto
che si origina dall’unitaria corrispondenza
fra gli stati del Bene e del Vero.
Il Bene é detto dallo stato del Piacere
il Vero è detto dallo stato del Sapere >< Il Giusto é detto dall’assenza del Dissidio fra Piacere e Sapere; nel Tutto secondo stati di infiniti stati.
Il Vero è tale quando non attua dissidi o quando li annulla secondo Discernimento. L’uso di artifici per annullare il Dissidio sono concreti ma non sono veri.
VITA: TRINITA’ NELL’UNITA’.
La Trinità della vita raggiunge la sua Unità tanto quanto non è scissa e/o non viene scissa e/o non si scinde dai suoi principi. Al principio e dello stesso Principio:
IL BENE
IL VERO IL GIUSTO
Stato
Corrispondenza fra stati
Unità dello stato.
VITA: Immagine e Somiglianza.
I principi sono gli stessi sia nell’Immagine della vita che nella somigliante immagine.
NON STESSI GLI STATI.
LA VITA E’ SOMMA MA NON E’ UNA SOMMA
Vi è vita tanto quanto il TRE si congiunge nel UNO
1
1 1
Lo stato trinitario della vita raggiunge la sua Unità tanto quanto (per causa propria o conseguente) non è scissa e/o non viene scissa e/o non si scinde dai principi della vita:
il Bene per la Natura
Il Vero per la Cultura >< Il Giusto per lo Spirito
IL VISSUTO DEI NOSTRI PRINCIPI
ci scinde dai principi del Principio per cause
naturali
culturali spirituali
Se naturali portano al Dolore.
Se Culturali portano all’Errore. >< Se spirituali portano alla
Depressione e/o all’Esaltazione.
LA CAUSA NATURALE
che corrispondente ai principi culturali e spirituali del Principio, invece, reca il Bene tanto quanto é corrispondente al Vero per quanto è Giusto alla Forza dello Spirito perché ha respinto il Dissidio .
Il Dissidio nella Forza della Vita (nello Spirito) si origina dallo stato della divisione
fra ciò che sappiamo
crediamo viviamo
anche senza sapere
I
credere vivere
IL BENE E’ DETTO
Il Bene é detto dallo stato del
Piacere
il Vero è detto dallo stato del Sapere >< Il Giusto é detto dall’assenza del Dissidio fra Piacere e Sapere.
LA PRESENZA DEL DISSIDIO FRA I PRINCIPI DELLA VITA
ed in quelli di una vita é dato dall’errore. In ragione del suo stato e del suo essere l’Errore é via del Dolore che porta al male naturale . Tanto quanto l’Errore è coscientemente perseguito e tanto quanto può portare al Maggior male: quello contro la Forza della Vita: lo Spirito.
Diventa maggior Male chi cela la Falsità dentro la Verità. In questo stato della vita nessuno sa di chi é la Verità e/o la stessa Verità. Ciò che non sa la Cultura, però, senza alcun dubbio lo sa la Natura. Dove sente il Dolore non può esserci Verità. Sostenere che ci sia anche nel Dolore é dimostrare che abbiamo oltrepassato tutti i confini. Oltre quelli, la Confusione quando non la Follia fra principi.
OGNI VITA
(indipendentemente dal suo stato e dalla sua forma)
non può non avere
CORPO
MENTE FORZA
Dall’affermazione ne consegue che non vi é vita che possa dire Aliena un’altra vita. Al più, si possono dire alieni altri vissuti. Ciò vale per la vita nota come anche per quella ignota.
ALLEANZA: COMUNIONE E AMORE.
La corrispondenza fra stati é via della Comunione fra stati. La Comunione fra stati é via dell’Amore tanto quanto confermata dal Bene. L’Amore é via della Comunione tanto quanto é confermata dal Vero. Nell’interdipendenza fra stati, così,
IL PRINCIPIO DELL’AMORE E’ LA VERITA’
Chi ama ciò che sente prima di ciò che sa é principiato dalla passione. La passione ascolta sé stessa. L’amore ascolta la vita.
Dell’immagine della vita lo Spirito é inscindibile parte del Principio
che nel nostro pensiero (come in altri) conosciamo come
UNO
Assoluta unità della Trinità dei suoi stati.
Al principio e dello stesso Principio:
NATURA
CULTURA SPIRITO
Se ciò é della Somiglianza ciò non può non essere dell’Immagine.
Per Natura intendo la forma della vita comunque effigiata; per Cultura la forma del pensiero comunque raggiunto; per Spirito la forma della Forza comunque agita.
L’incuriosit* immagini questo. E’ venuto a trovarmi. Entra in sala. Appesa al muro vede la Monna Lisa! Mi chiede se é originale e gli dico di si. Mi chiede quanto ho speso. Gli dico che non é mia. Mi domanda come sia finita in casa! Gli dico che non lo so perché in casa c’é l’ho trovata anch’io. Già che ci sono aggiungo che di mio c’è la cornice ed il chiodo che ho usato per esporla sul muro! Se ne va tacendo ma pensa che lo stia prendendo in giro o che sono un raccatta palle!
Morale della favola: anche quando non condivisa la vita altra é accettata come possibile solo da chi non vive libri già scritti.