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  • Quarto percorso

    Voluta o non voluta che sia ogni scelta da erroneo stato diventa la forma che forme altre forme. Ovviamente succede anche per le forme non erronee. Misericordiosa la Vita (nel caso delle erronee) che essendo stato di infiniti stati rende tali anche il Dolore, l’Errore, la Colpa ed il Male. Secondo ragione questo non ci prova oltre quanto possiamo provare. Può succedere, però, che menti travolte da aggiuntive immaginazioni possano confondere un meno con un più ma dobbiamo l’errore ad uno stato della nostra vita, non, allo stato della Vita (principio e principi) a cui dovremmo riferirci sempre; almeno secondo ideale. Altresì é vero che per capire in pieno questa faccenda ho dovuto ritrovarmi come si trovò l’Aretino Pietro (con una mano davanti ed una dietro) ma raggiunte “le placide acque” (non sempre ma va bè) capisco anche che tutto é stato necessario e che (lo si sappia o meno) la Vita macina la farina che trova: quasi mai per modo di dire.

  • Terzo percorso

    Secondo l’immagine in uso giusto per semplificare la relazione 

    fra errore

    dolore e male

    si attua come si attua la vita: stato trinitario _ unitario dove al vertice del casuale discorso pongo

    l”errore  culturale

    che da infinita forma  che da infinita forma

    al dolore naturale e spirituale e/o  al male di vivere se culturale e/o esistenziale e/o al vivere male se naturale e/o spirituale. 

  • Dal Principio

    IN OGNI STILLA DI UNIVERSO E’ CAPOVERSO

  • Gayenna: l’isola.

    (in preparazione)

    Gayenna è isola e isolamento, fortino e carcere dei confinati da giudizio, . In Gayenna vengono reclusi o si recludono. Da Gayenna evadono o si rifiutano. Qualche volta si raccontano: siamo diversi perché noi stessi

    o perché no.

    Gayenna: la vissuta    La circumnavigata     In rima

    Come un cieco t’ho percorso con le dita. Pensavo di capire l’amante: ho capito la vita.

    C’è penna e Penna     Penna e pena in Sandro

    Penna e pena in Sandro


    “La bellezza di quelli che non sanno, non è più bella di quelli che sanno?”


    Sandro Penna, qui declama la bellezza e la forza fisica dei suoi amori e/o amanti. L’amava, perché fonte della vitalità, a suo pensare (penso) da incontaminata naturalità. E’ la bellezza di chi ricorre alla forza muscolare come sostituto della debole quando non mancante forza culturale. Sia pure generalizzando, prova ad accostare il fisico di un muratore con il fisico di un impiegato e capirai meglio. Tanto più se non ti fai deviare l’occhio dall’opera di adulteranti palestre. Di naturale, gli adulterati da palestre non hanno più la psiche da origine, ammesso che l’abbiano avuta. Ripensandoci, anche gli adulterati da filosofie e/o religioni di vario genere hanno perso la psiche virile di prima: ammesso che l’abbiano avuta. L’ho constatato confrontando le immagini dei miei ragazzacci con quelle degli oranti visti a Telepace. Belle anche queste, per carità, ma comuni sans sel. Il dispiacere m’ha ricordato


    Beati i diversi essendo loro diversi. Guai ai diversi essendo loro comuni.


    Non penso si riferisse solamente al mondo gay. I poeti registrano anche altri universi.

     perdamasco Gayenna – Memorie di un tardo adolescente Modifica”Penna e pena in Sandro”

    Gayenna in rima – Spoglie

    ali

    L’occasionale incontro con il motociclista è un mito nel mondo gayoso. Qui interpreto speranze di “piazza” e forse anche quello che mi sarebbe piaciuto vivere almeno una volta.

    asepara

    Dopo un saluto te ne vai con la moto: e me?
    Fante, cavallo, re, o soltanto una sveltina per te?
    Tutto è in sospeso. Nulla è di peso.
    Anche la sera mi resta il caso,
    del povero coso che hai lasciato
    non più di tanto meravigliato,
    se ho già dimenticato il tuo viso.
    Tu sei stato il mio cavalletto,
    ed io ho sbagliato petto:
    questa è la verità!
    E va beh! Che sarà!
    Ma tutto vuoi sospeso.
    Che nulla ti sia di peso.
    Lasciare vuoi alla sera,
    giudizio e caso.

  • Il Ciclo della Conoscenza

    _vivere_guardar vivere_guardarsi vivere_sentire_sentirsi_discernere_essere_

    La vita parte dal principio con questo corpo

    NATURA

    CULTURA SPIRITO

    A fine Forza naturale e Potenza culturale e spirituale si torna al principio (lo Spirito) prossimi o non prossimi in ragione dello stato dell’affinità fra la Forza del Principio e quella raggiunta dal compimento dei nostri principi.

    L’affinità di stato fra Spirito e Spirito é Tribunale con un solo Giudice: il nostro Spirito. Qualsiasi visione altra è dovuta a mentalità religiose variamente feudali e impositive. Secondo lo stato della corrispondenza fra i suoi stati (al principio e dello stesso Principio assolutamente unitari) la Vita del Principio (la vita)informa in ragione di quanto e di come pone forma

    secondo Natura

    secondo Cultura Secondo Spirito

    Ho cambiato la precedente versione. Sia pure alterna dalla conosciuta era ancora cattolicamente in linea. Per questo serviva ancora idee asserventi.

  • Il Ciclo della Vita

    La vita parte dal principio con questo corpo

    A fine Forza naturale e Potenza culturale e spirituale si torna al principio (lo Spirito) prossimi o non prossimi in ragione dello stato dell’affinità fra la Forza del Principio e quella raggiunta da quella del nostro.

    L’affinità di stato fra Spirito e Spirito é Tribunale con un solo Giudice: il nostro Spirito. Qualsiasi visione altra è dovuta a mentalità religiose variamente feudali e impositive. Secondo lo stato della corrispondenza fra i suoi stati (al principio e dello stesso Principio assolutamente unitari) la Vita del Principio (la vita) informa in ragione di quanto e di come pone forma

    secondo Natura

    secondo Cultura Secondo Spirito

    Ho cambiato la precedente versione. Sia pure alterna dalla conosciuta era ancora cattolicamente in linea. Per questo serviva ancora idee asserventi.

  • Caduta massi!

    Fra i maggiori la Paranoia. Paranoia é lo stato mentale e spirituale (meglio sarebbe dirlo spiritico) che si origina dalle sconfitte che patiamo quando la fiducia nella Vita e/o nella nostra é vinta dalla sfiducia. Vivenza vuole, però, che anche la paranoia, come la vita, sia stato di infiniti stati. Ciò significa che dove la vita pesa non per questo aggrava. L’aggravamento é evitato tanto quanto sappiamo porre corrispondente comunione di stati fra

    VITA

    CASI  PESI

    L’aggravamento succede, invece, quando i casi della vita sono prevalentemente gestiti dalla paranoia. Ovviamente non sto pensando alla paranoia come malattia. Sto pensando al grigio che striscia sul bianco.

  • Quando scrivo

    Quando scrivo ho la mente vuota, così, non so proprio da dove salta fuori quello che sostengo come se avessi già saputo quanto non ho mai saputo fare: un riassuntino almeno poco sconclusionato! Mi dicevo che stavo facendo pena anche hai cani quando ci provavo! Adesso un po’ meno ma succede ancora. Ho iniziato ad aver paura di una pena da incapacità di ricordo quando ho dovuto affrontare “il mare agli irti scogli…” Era una poesia facile da sentire ma non mi entrava nella testa neanche ripetendola sino ad un esaurimento mentale che già non era poco: c’era fame a quei tempi! Di quel mare sento i marosi anche quando non sono miei. Ho scritto tanto e di tutto anche a causa di questo.

    Pare facile questa lettera ma l’ho rivista, corretta e prevalentemente rifatta per più volte e più giorni. Mi succede quando scrivo secondo ragione. Non mi succede quando scrivo secondo emozione.

  • Vedetela così

    Non conosco la Cultura della mia Assistente Domiciliare. Si è rivelata, però, non poco pronta, così, quando dubito di esser stato sufficientemente chiaro la uso come cartina di tornasole. Letto il pensiero su la trinitario _ unitaria immagine che forma l’Identità mi dice: si ma é un po’ complessa. Sento che non ha detto confusa giusto per non alterare il nostro amicale rapporto. Certo, potrebbe non essere vero ma il dubbio mi rimane. L’allontanerò dalla mia mente e da quella di chi mi legge, allora, ricorrendo ad un esempio molto semplice: quello della ruota della bici. Prima di essere soffiata nella gomma l’aria é una delle infinite forme della vita. Della vita assume quella di ruota (della bici) quando (indipendentemente dal come) é soffiata nella camera d’aria che sta all’interno del copertone. Così lo Spirito: ha la forma della vita a cui (indipendentemente dal come) ha dato il suo Fiato, cioè, la sua Forza. Poiché lo Spirito è stato da immisurabile Forza ne deriva che può dare vita a incontabili Forme; aliene o no che si possano dire, credendoci noi (sbagliando) non alieni ad altri alieni. Non sbagliamo, invece, quando pensiamo che secondo i principi della vita, di nessuno dovremmo dire Alieno. Al più, possiamo dire che, in una data vita (nota o non nota che sia secondo il caso) ci sono alieni i vissuti.