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  • Chi esclude da sé

    Chi esclude da sé i principi del Principio rischia (a causa del dolore e dell’errore che deriva dall’esclusione) di patire (tanto quanto i principi del Principio sono assenti e/o comunque lontani)

    del male

    da errore          o           dolore

    che si origina quando la Forza di una Potenza (di uno spirito) entra in conflitto con la Forza e la Potenza della vita indicata dai principi del Principio.

    Forza

    Potenza                     Vita

     

    VISTO CHE NEL PIANO ALTO DELLA VITA

    non gira dinero, come lo pagheremo o al caso lo guadagneremo? Per come la vedo lo guadagneremo tanto quanto la Forza del nostro spirito assomiglierà a quella dello Spirito e lo pagheremo tanto quanto lo stato della Somiglianza risulterà non prossimo. Come la vita é stato di infiniti stati, così anche lo spirito che gli è stato Forza e Potenza. Ne conseguono di infinite misure e stati sia i guadagni che avvicinano che le perdite. che allontanano. Durante il suo giro tra gli spiriti distanti, Dante disse che c’era freddo e stridor di denti da quelle parti. Oltre che sommo poeta mi sa che Dante aveva pure delle possibilità medianiche. Lo penso perché ai comuni non capitano viaggi che é meglio raccontare magari dicendo di aver fantasticato. Con i savorarola in giro, poi, non era proprio il caso di parlarne diversamente.

     

  • Spirito saulino e Spirito vitaliano

    Tenuto conto delle differenze personali e di conoscenza, una parte dell’esperienza di vita dell’autore di quest’opera può dirsi parallela a quella di Saulo di Tarso, poi s. Paolo. Mi riferisco “all’incontro” con uno spirito.

    Quello che si rivelò a Saulo disse di essere quello di Cristo. Quello che si rivelò allo scrivente si manifestò per quello che era stato. Secondo Teresa d’Avila, “è maledetto chi crede nell’uomo”. Se ciò vale per la vita naturale, non di meno vale per la vita soprannaturale. Non solo perché è umanità che fu, ma anche perché il male può fingere il bene, molto bene tanto quanto è male. Sia che riguardi una affermazione di identità, sia che riguardi una qualsiasi altra affermazione, questa possibilità, pertanto, pone dubbio, non sulla rivelazione soprannaturale in sé, ma, oltreché sugli effettivi perché si è manifestata, anche sull’identità di qualsiasi spirito.

    La potenza dello spirito che si rivela nelle manifestazioni spiritiche (basse o elevate che sia, o che tali ci appaiano) non necessariamente prova che il suo stato spirituale corrisponde con il Bene. Ben vero che non prova neanche il contrario. L’impossibilità di ogni accertamento, allora, non può non essere ulteriore fonte di riserva verso ogni rivelazione e/o manifestazione di origine spiritica. Non solo Cristo, ma ognuno di noi, può dirsi Via, (Natura della vita), Verità, (Cultura della vita), e, per forza dello Spirito: Vita. La storia personale, pertanto, non può non essere che propria strada. Una strada di vita è propria, tanto quanto non è condizionata da altra vita: umana o spiritica che sia.

    In modo proporzionale alla rilevanza della rivelazione spiritica, ne consegue che ogni ingerenza soprannaturale nella vita naturale, non può non far deviare, o quanto meno scombussolare un soggettivo percorso. Vuoi in virtù dell’affermazione di Teresa D’Avila, vuoi per la conoscenza delle possibilità dell’Errore quando non del Male, lo scrivente crede solamente nel Principio della vita: la vita. Porre la sua fede nella sola vita del Principio, gli ha impedito:

    di essere culturalmente cieco nei confronti degli spiriti di restare suddito dalla vita spiritica che gli si è manifestata di originare e/o motivare qualsiasi forma di sudditanza nei confronti della vita spiritica.

    Altresì, gli ha concesso di mantenere in sella la mente che l’esperienza nello spiritismo aveva fatto vacillare; nel recuperato equilibrio di tornare alla sua realtà; di proseguire oltre quella conoscenza.

    Come attraverso una conseguenza si giunge alla causa, chi scrive, infatti, è passato dalla conoscenza del particolare (emozionale incontro con uno spirito) all’universale: emozionale incontro con lo Spirito. Lo stato emozionale dell’incontro con lo Spirito è proporzionale alla percezione dell’universalità della vita. Tanto più si è capaci di questo stato di percezione e, tanto più, nella nostra strada ”per Damasco“, il nostro spirito (la forza della nostra vita) incontra lo Spirito: la forza della Vita. Questo stato di conoscenza è Spiritualità. Della causa della vita sino dal principio (e, dello stesso Principio) lo scrivente certamente non sostiene di saperne la Persona e tanto meno, di averLa incontrata di persona, ma, in ragione del principio dell’uguaglianza che è fra una Somiglianza (uno spirito), e l’Immagine (lo Spirito) di averne solamente riconosciuto gli stati di principio: la Forza come sua Natura, la Conoscenza sulla propria forza come sua Cultura e, come Sua vita, la relazione di corrispondenza fra forza e conoscenza.

    Per quanto risulta allo scrivente questa conoscenza diverge da quella di Saulo e anche da quella di s. Paolo. Solo con difficoltà, lo scrivente sa cosa sia giusto o sbagliato della propria vita figuriamoci se può dire sulla vita altrui, però, sa che la pace è segno di verità in quanto indica la cessazione del dissidio. Nella via ”per Damasco” di Saulo e di s. Paolo, quindi, si può dire che sono stati nella Verità tanto quanto non hanno originato e/o mantenuto dissidi e, nell’Errore tanto quanto e dove li hanno originati e/o mantenuti. Questo vale anche per lo scrivente.

     
  • Lettera ad un io Confuso – Concetti per immagini a Paola R.

     

    Vita è stato di infiniti stati

    Si origina dalla corrispondenza di stato fra tutti ed in tutti i suoi stati. Al principio

    Natura

    Cultura                       Spirito

    In ragione dello stato del tuo stato, secondo la tua Natura tu sei ciò che sei. Secondo la tua Cultura tu sei ciò che sai. In quello che sei  e per quello che sai tu sei la vita che senti secondo la forza del tuo Spirito: vitalità nella tua Natura e vita nella tua Cultura in ragione della trinitario unitaria corrispondenza di stati in tutti e fra tutti i tuoi stati.

    Lo stato della corrispondenza fra stati di simile spirito attua la Simpatia fra stati.

    Lo stato della Simpatia fra simili stati attua il desiderio di Comunione fra stati.

    Vi è Simpatia verso la Natura, e/o una Natura

    Verso la Cultura               Verso lo Spirito

    e/o verso una cultura <>  e/o verso uno spirito

    La simpatia è moto della forza della vitalità naturale e della vita culturale. Il principio della vita del suo spirito è nello stato che l’ha originata. Nella Simpatia si desidera ciò che l’altro è; ciò che l’altro sa;  ciò che vivifica la forza della vita: lo Spirito.

    Indicati dalla simpatia, verifica della corrispondenza

    naturale

    culturale           e           spirituale

    della destinazione dei moti di un IO verso l’altro. Nella relazione di corrispondenza fra gli stati, reciproca accoglienza della vita corrispondente per Simpatia.

    La simpatia ha tre stati di percezione: nel primo stato, la si sa perché la si sente ma non si sa perché la si sente. Il primo stato di conoscenza da simpatia è proprio della Cultura della Natura: il soma.

    In quanto se ne conoscono i motivi culturali nei naturali, nel secondo stato di percezione si sa perché la si sente. Il secondo stato di conoscenza da simpatia è proprio della Natura della Cultura: la vita.

    Quando la Natura degli stati corrispondenti sentono ciò che sanno e la loro Cultura sa ciò che sentono, la simpatia è propria dello Spirito: forza della vita e terzo stato di conoscenza da simpatia.

    La simpatia è proprio ed altro desiderio di vita: essa, nella vitalità che motiva, è la via che sostiene la corrispondenza degli stati in moto di destinazione verso la meta naturale, culturale e spirituale propria ed altra.

    La simpatia veicola gli stati della personalità individuale, sociale e spirituale verso sentimenti affini.

    La meta di prevalenza della destinazione degli infiniti moti di vita cui si corrisponde per affinità da simpatia, segna di sé il

    personale

    sociale              e              spirituale

    destino

  • Ho trovato il mio principio

    Al principio ammessa un’identità cosciente di sé come si disse? Immagino così:

    IO SONO VITA

    Io sono come Primo Verbo dell’Essere e Vita come stato di chi si sente in essere.

  • Doverosa premessa

    Ho vissuto delle conoscenze che mi hanno  portato fuori dalla mia realtà, Può anche essere che abbia potuto viverle perché ero fuori dalla mia realtà prima di quelle conoscenze. Comunque sia stato il caso fui fuori al punto da chiedermi se con la testa c’ero ancora. Non la persi del tutto anche perché mi capitò di leggere:

    “…Non di men rimossa ogni menzogna tutta tua vision fa manifesta e lascia pur grattar dov’é la rogna …”

    Ciò mi permise di lasciar perdere non pochi dettagli e di trovar quiete in questo conclusivo pensiero: se sono un interesse della Vita, la vita curerà i suoi interessi. Se no, avrò comunque vissuto!.

  • Nota

    Ci sono collegamenti che portano ad una precedente versione della presente. Dove necessario non posso modificarle perché non posso più entrare nel sito da dopo aver chiuso l’abbonamento. Dall’Assistenza di WordPress ho ricevuto cortesia ma non soluzioni, pertanto, mi vedo costretto a lasciar tutto come sta.

  • Chi esclude da sé i principi del Principio

    rischia (a causa del dolore e dell’errore che deriva dall’esclusione) di patire (tanto quanto i principi del Principio sono assenti e/o comunque lontani)

    del male

    da errore o dolore

    che si origina quando la Forza di una Potenza (di uno spirito) entra in conflitto con la Forza e la Potenza della vita indicata dai principi del Principio. .

    Forza

    Potenza Vita

    In ragione del fatto che la nostra umanità ci esclude dalla Verità ne deriva che (ragionando per assoluti, direi necessariamente) non sappiamo quello che facciamo. Grazie a questo la Vita ci libera da ogni giudizio. Chiaro che quello che può fare la Vita non può la Magistratura ma questo è un altro discorso. La Vita ci libera dal Giudizio ma non per questo da multiformi pagamenti per il dolo recato sia alla nostra vita, sia a quella altra, sia verso i principi: intoccabili di per ma non quando umanamente vissuti.

    VISTO CHE NEL PIANO ALTO DELLA VITA

    non gira dinero, come lo pagheremo o al caso lo guadagneremo? Per come la vedo lo guadagneremo tanto quanto la Forza del nostro spirito assomiglierà a quella dello Spirito e lo pagheremo tanto quanto lo stato della Somiglianza risulterà non prossimo. Come la vita é stato di infiniti stati, così anche lo spirito che gli è stato Forza e Potenza. Ne conseguono di infinite misure e stati sia i guadagni che avvicinano che le perdite. che allontanano.

    >Durante il suo giro tra gli spiriti distanti, Dante disse che c’era freddo e stridor di denti da quelle parti. Oltre che sommo poeta mi sa che Dante aveva pure delle possibilità medianiche. Lo penso perché ai comuni non capitano viaggi che é meglio raccontare magari dicendo di aver fantasticato. Con i savorarola in giro, poi, non era proprio il caso di parlarne diversamente.    

  • Alleanza fra vita e Vita

    NATURA

    CULTURA            SPIRITO

    Senza la trinirario_unitaria alleanza tra i nostri principi e quelli del Principio la vita patisce delle scissioni nello stato del suo

    Bene

    nella sua verità nella sua giustizia

     

  • Il Principio dell’amore

    IL PRINCIPIO DELL’AMORE È LA VERITÀ

    Chi ama ciò che sente prima di ciò che sa è principiato dalla passione. La passione ascolta sé stessa. L’amore ascolta la vita.

    Senza la trinirario_unitaria alleanza tra questi principi

    NATURA

    CULTURA SPIRITO

    non vi sarebbe vita, quindi, nessun

    Bene

    nessuna Verità <> nessuna Giustizia

  • Prima morale della favola

    Coscienza è cucina; Cultura è dispensa; Mente è fornello; Intelletto è cuoco. Vita, è capacità di cottura.