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  • Ognuno è la vita che può

    Dove non può, vuol dire che ha DEPRESSO la Forza della sua Natura, oppure DIFFICOLTATO la Potenza della sua Cultura, oppure ESALTATO il suo Spirito. Chi opera oltre la forza e la potenza del proprio spirito (come anche con minor forza e minor potenza) origina dissidi sia in sé che oltre sé.

    Agisce nel Bene secondo Natura

    nel Vero secondo Cultura <> nel Giusto secondo Spirito

    chi, contenendo il dissidio, contiene l’errore che porta al dolore che porta al male naturale che se coscientemente perseguito porta al male nella forza della propria vita: lo spirito. Il male è dolore naturale e spirituale da errore culturale. L’Errore non è peccato per chi studia a Scuola. L’Errore é peccato per chi studia in Canonica: ad ognuno il suo spirito. L’annullamento del dissidio (come anche il rifiuto di perseguirlo) permette alla vita di procedere in pace. Oltre perché non ricchi di altra Forza e/o di altra Potenza i “poveri di spirito” sono beati proprio per questo. Ciò vale in Besso ma nondimeno in Alto.

  • Capire secondo Spirito

     

    Capire la nostra vita e la Vita è il viaggio di riconoscimento

    naturale

    culturalee spirituale

    di quello che la persona è per quello che nella persona c’è.

    Riconoscimento è verifica. La verifica implica l’uso del discernimento. Il discernimento cura chi lo cura. Il discernimento è il giudice che sentenzia su la parte agita secondo o non secondo quanto è

    Bene per la Natura

    Vero per la Cultura <> Giusto per lo Spirito

    Dove non sentiamo la Natura della vita (il Bene) e non capiamo la corrispondente Cultura (il Vero) lo Spirito comunica la sua sentenza per mezzo di tre voci:

    DEPRESSIONE

    ESALTAZIONE PACE

    In assenza di cause biologiche o psicologiche

    LA DEPRESSIONE

    è errore verso il piacere naturale, o culturale, o spirituale. Un errore non necessariamente esclude gli altri.

    L’ESALTAZIONE

    è errore verso il sapere culturale e spirituale. Può ripercuotersi come dolore sul bene naturale e sul vero culturale. Così succedendo altera la misura di verità dello Spirito.

    LA PACE

    stato di verità perché nella pace non alberga il dissidio che porta all’errore e al dolore. Nella pace la Vita persegue i suoi principi senza dolore naturale, senza lo spirituale e senza l’errore culturale.

    La vita non concepisce il peccato. Lo concepiscono quelli che studiano in Canonica. La vita, invece, concepisce l’errore. Lo concepiscono così quelli che studiano a Scuola.

     
  • I luoghi dei principi

    La Natura é il luogo del bene dato il Bene

    La Cultura è il luogo > < Lo Spirito è il luogo

    del vero dato il Vero >< del giusto dato il Giusto

    che corrisponde con il Bene tanto quanto é Vero in ragione della Verità indicata dallo stato della Pace.

    Vi è Pace tanto quanto il Dissidio cessa il suo male: dolore naturale e spirituale da errore culturale.

    Dove non regna il Dissidio (come dove non ha mai regnato) regna il Verbo (IO SONO) e l’emozione della Forza dello Spirito che dice la sua Parola: VITA.

    PAROLA

    E’ L’EMOZIONE DELLA VITA CHE DICE SE’ STESSA.

  • Il Principio é

    Il Principio della vita è indipendentemente dallo stato della Conoscenza di quanto è a Coscienza. Dove il Principio necessariamente è perché nulla è senza principio, necessariamente vi sono i principi del Principio:

    Il Bene per la Natura

    il Vero per la Cultura  <> il Giusto per lo Spirito

    Il Bene è il principio della vita della Natura che corrisponde con la sua Cultura.

    Il Vero é il principio della vita della Cultura che corrisponde con la sua Natura.

    Il Giusto é il principio che si origina dalla corrispondenza di Forza e di Potenza fra tutti ed in tutti gli stati trinitario_unitari della vita.

  • Dove l’amore per la vita

    Dove l’amore per la vita e la Vita diventa principio pensiamo secondo il Padre. Dove diventa Maestro pensiamo secondo l’evangelico Cristo;dove diventa abbandono nel Padre pensiamo secondo il Profeta;dove diventa percorso pensiamo secondo Budda;dove diventa vita pensiamo secondo la nostra;dove diventa Vita (il Tutto dal principio) pensiamo oltre noi, ma, vita,(stato di infiniti stati) si origina dalla corrispondenza di Forza e di Potenza fra tutti ed in tutti i suoi stati, quindi, (direttamente e/o indirettamente, per scelta o per influsso, o per altre innumerevoli ragioni) non possiamo non essere anche stato degli stati di quanti ci hanno indicato le loro verità

    secondo Natura

    secondo Cultura > <secondo Spirito.

  • Quando le sessualità é fuoristrada

    Diversamente dall’eterosessualità culturalmente e socialmente determinata nella mia emergono maggiormente le componenti maschili (le determinanti) e femminili: le accoglienti. Mi sono accorto che c’erano e che dovevo gestirle con un certo criterio se volevo non essere messo fra i rifiutati o vittima dei pericolosi. Questo è quanto posso provare dei discorsi che seguono sulla Determinazione e l’Accoglienza come anche sul femminismo e il machismo.

    Della Determinazione e dell’Accoglienza posso dire che sono i motori del carattere della sessualità: maschile la Determinante e femminile l’Accogliente. La vita è stato di infiniti stati di vita, così la determinante e così l’Accogliente. Ne consegue che la Determinante non può non avere stati accoglienti (i culturalmente femminili) e l’Accogliente non può non avere stati determinanti: i culturalmente maschili.

    Ancora ne consegue che la sessualità sia maschile che femminile non può essere ed avere un’identità ferma nello stato prefissato dal corpo. Prefissando quanto è del Corpo, infatti, si prefissa l’esistenziale corrispondenza emotiva che ogni Corpo deve tenere (secondo la seguente immagine)

    CORPO
    (Natura della vita)

    f

    MENTE SPIRITO
    (Cultura della vita) (Forza della vita)

    con la sua Mente ed il suo Spirito. Quando non sofferenza e/o malattia vi è possibile squilibrio fra gli stati dove una forzata normalizzazione sociale paralizza la vita emozionale della sessualità maschile nella femminile come della femminile nella maschile. Di prevalenza ciò non succede tanto quanto la Società si riserva il compito di normalizzare il Cittadino che per raggiungere la forma sessuale culturale e spirituale nella naturale non può non percorrere delle soggettive strade.

    Ci sono strade che portano ad altre strade e strade che portano a sé stesse ma se ci sono queste ed altre vie ciò significa che pur non sapendo a priori il definitivo perché, comunque devono esserci per essere pensate o conosciute anche quando non agite. Naturalmente, escludere ogni costrittiva normalizzazione non necessariamente significa escludere ogni normalizzazione.

    Per quella che riguarda il Cittadino già esistono quelle deputate alla difesa della Proprietà, della Persona, dello Stato. Da normalizzare, quindi, quelle che difendono l’umanità da ogni genere di estranea intrusione. Sono intrusioni estranee alla personale umanità quelle che recano il male dato dal dissidio e dal dolore. Normalizzare l’Umanità, quindi, è impedire che finisca vittima dei due principali boia. (Per male intendo il dolore naturale e spirituale da errore culturale. )

    Terminata la lunga premessa ed il finale pistolotto vengo a dire sul Femminismo, non come lo vedo nel suo culturale essere ma come lo vedo nel suo esistenziale agire; e qua non ci siamo. Non ci siamo non perché non dovrebbe esserci ma perché c’è come cronaca più che acquisita cultura. Ero in posta quando ancora una volta la giovane deputata allo sportello mi ha mostrato come viene agita la femminilità del femminismo.

    Naturalmente non tutte le donne sono come il modello che ho considerato, esattamente come non tutti gli uomini sono degli oranghi appesi ai rami dell’Albero del bene e del male. Ora, già a vista quella deputata era accogliente come una porta chiusa per chi si trova con una diarrea da risolvere ma va beh: nessuno è perfetto! Scostato dallo sportello per un’altra questione la deputata ha iniziato a servire una signora. Ora, mentre con me era fortemente escludente con la signora è stata tutto un sorriso. No, non penso a forme di emozionale lesbismo.

    Penso piuttosto alla condivisione emozionale che succede fra vittime. Per la cultura generalmente femminista invece, chi non condivide quel fato è visto (e così mi sono sentito) come l’orco al quale non si deve nulla se no lo si rende più orco ed in questo maggiore la sua orcaggine. Per quell’atteggiamento ostile a priori ho visto che quella deputata aveva collocato la parte maschile della sua mente prima del carattere femminile che dovrebbe esserle primo principio proprio per la sua Natura.

    Conseguenza fu che mi sono ritrovato a relazionarmi con una mente prevalentemente maschile in corpo femminile. La vedevo così non perché era cambiata la figura della deputata ma perché erano cambiate in maschile le emozioni in femminile che mi aspettavo dal suo essere di Donna per quanto immatura per età. Ben vero quanto ho sostenuto sulla vita (stato di infiniti stati di vita) e che pertanto avrei dovuto accoglierla oltre che determinare il mio maschile giudizio ma è anche vero che pur sapendomi capace di mobilità psicologica non per questo mi è di immediata azione.

    Così, per tutto il tempo necessario per le varie operazioni postali mi sono ritrovato con quella ragazza come si comportano i cavi che entrano in corto quando sono entrambi positivi o entrambi segativi: salta la linea: per altro dire la corrispondente comunicazione. A mente fredda, dal biemozionale che sono questi giochetti della psiche sono castelli di sabbia da far crollare. In genere ne rido ma la notte prima avevo dormito poco e quando mi succede mi alzo dal letto con la mente poco elastica.

    Tornando a casa ho pensato come può sentirsi un maschio etero che in casi del genere si ritrova ad aver a che fare con una figura culturalmente simile e cioè, determinante prima che accogliente quando (come uomo ed anche come sessualità) non viene accolto proprio per nulla. Sessualmente parlando, ammessa come etero anche la deputata è ancora un rapporto eterosessuale quello dei casi in esempio o è un rapporto fra simili ed in questo omoculturale?

    Non so rispondermi, ovviamente, ma tutte le volte che mi succede una cosa del genere penso al femminismo e alle donne non preparate ad agirlo senza patirlo quando lo applicano in misura rigida e/o prevaricante. Per gli stessi motivi penso così anche agli uomini preparati a viverlo come debolezza da rifiutare anche al maggior costo se capita; e fra Uomini e Donne in mezzo ci resto io: ad ogni psiche avverso quando quando si fa delitto.

  • Tesi

    Della vita a sua immagine il Principio ha generato nella vita a sua Somiglianza gli stati di principio:

    NATURA

    CULTURA SPIRITO

    NON

    gli stati del suo principio:

    NATURA

    CULTURA SPIRITO

    L’IO e DIO (del quale considero solamente la visione privata) hanno gli stessi principi. Non sono stessi nello stato del rispettivo stato. Se fossero di uguale stato  non vi sarebbe differenza fra ciò che é Principiante e ciò che é Principiato. Ammesso il caso perderemmo il luogo dove ora collochiamo ogni ultimo giudizio: quello della Verità.

    Comunque sia avvenuta, o dove o come (non mi curo di quanto è impossibile capire e secondo ragione dubitare) vi é stata Creazione quando il Principio della vita ha attuato il suo principio: la vita. Per quanto a seguire vi è stata Evoluzione. Non vi é stata continua Creazione perché il Principio della vita é di Assoluto stato. Uno stato assoluto non può ripetere il suo stato. Se lo potesse non ci sarebbe un solo Principio e (ammesso il caso) neanche un solo Dio.

    I principi dell’IO non possono essere diversi dal loro stato di origine. Possono, però, evolvere il loro stato di origine.  Certamente è possibile anche rovesciarlo. Ciò porta a rovesciare l’Identità. Vedo pochi a favore e non pochi i contro ma sino a che ognuno paga i propri conti non poche le scelte. Sono libere? Ad ognuno il giudizio sui propri conti. Dove coinvolgono altri giudizi sui conti la parola spetta a chi é titolato per darla.

    Se gli stati di principio della vita somigliante all’Immagine sono tre, tre non possono non essere gli stati dell’Immagine. Dove non vi può essere numerica differenza fra gli stati della vita comunque generata e la generante vi è la differenza di stato del rispettivo Essere: principiante il primo e principiato quanto il Primo ha originato.  Fa la vita generante e la vita generata non vi può essere numerica differenza di stati perché, vita, é corrispondenza di stati, non, la Matematica del Potere che ogni genere di sovranismo manifesta per somma, o divisione, o sottrazione, o moltiplicazione di stati.

    1) Al principio, della vita di certo c’é solo il momento nel quale tutto é iniziato. Ammessa la vita di un Principio iniziatore, é lo stato che avendo iniziato tutti gli stati é Primo e quindi Sovrano. Poiché nulla esisteva prima del principio, il Principio non può non essere che l’Assoluto Contenitore di ogni Contenuto a seguire. Il che é come dire che é l’Acqua di ogni acqua.

    2) La Somiglianza é eguale all’Immagine perché possiede gli stessi principi. Stessi principi, però, non fanno stessa l’identità. Non è possibile raggiungere lo stato sovrano dell’identità del Principio perché al principio ci può essere un solo Principio: quello dell’Immagine. L’Immagine del Principio non può essere superata da nessun’altra sovranità. Non per questo la sovranità del Principio impedisce di essere accostata ad altre sovranità. Impedisce, però, di essere sottomessa come, a sé stessa, impedisce l’imperio. Fragile l’Immagine se per essere sovrana dipende dalla conferma della vita che ha reso sovrana.

    3) Essendoci al principio un solo Principio perché una sola vita, ne consegue che il Principio ha generato una sola Somiglianza. Mi si dirà: ma il Mondo è pieno delle infinte forme della vita, quindi, quale la Somigliante più identica all’Immagine? Tutte, perché La vita che il Principio ha originato é dovuta ai suoi principi e i principi del Principio sono assoluti. Per questo, non differenzianti i principi e non differenziante il Principio.

    4) Data la trinitario_unitaria somiglianza fra l’Immagine del Principio e quella del nostro principio, quale la differenza? La differenza è nello stato del rispettivo stato: Assoluto quello del Principio. Relativo al proprio stato quello della Somiglianza.  Volando terra terra é un po’ come dire che la differenza fra due modelli della stessa casa non sta nella carrozzeria: sta nel motore.

    5) Il Principio è motore mobile perché permette il compimento della sua Natura ed è immobile  per non modificare il compimento della Cultura che la sua Natura ha originato.

    6) Al principio, il Principio è il primo stato della vita. Il primo stato della vita  (la Vita) è il nome che da nome a tutti i seguenti. Ammesso che al suo principio possa importare, il primo nome non può non essere il più grande sia secondo Fede che secondo Logica.

    7) La Forza del Principio (la Vita) genera  vivenza e materia già dal principio. Poiché nulla ferma la Forza di un Principio, ne consegue che il suo principio (la vita) si espande per ogni luogo e per ogni dove; mantenendo, così, sia quanto ha originato sia quanto si origina dalla Forza e dalla Potenza che ha originato.

    8) Nessuno può affermar di conoscere il Principio della vita. Dove non lo può riconoscere la Mente e solo confidar di conoscere la fede, lo si può vedere dove c’é il suo principio: la vita. Da questo, cominciar a conoscere il Principio cominciando a conoscere il nostro principio.

    9) In ragione di quanto conosco parlo di principi assoluti. Nessun assoluto è conoscibile. Non per questo non é immaginabile e non nominabile per quanto immaginato. Variegata vivenza l’ha fatto prima di me. Pressoché tutta si è detta portatrice di Verità: io porto lettere.

    10) Poiché non vi é nulla senza un principio, necessariamente vi deve essere il Principio che ha generato ogni principio. Non lo possono essere stati il Nulla ed il Niente, perché quegli stati generano solamente sé stessi.

    11) Poiché il Principio é all’inizio di ogni nome, necessariamente è Primo. Essendo Primo é Sovrano. Essendo primo sovrano é maggiore di ogni conseguita sovranità. Ben inteso: maggiore come potere della vita non come vita del potere come è generalmente praticato e usato il Principio,

    12) Poiché, vita, é il principio dell’opera del Principio ne  consegue che dove vi è il suo principio (la vita) vi è una sua Immagine. Vana ogni altra Immagine e vano ogni altro Nome.

    13) Ammesso che al principio  ci sia una possibilità a nostra figura  (molti lo credono) lo può essere solo nella forma data dai principi (nostra Cultura) del nostro principio: nostra Natura.  Ammessa l’ipotesi ciò confermerebbe che la fede sta confondendo le ragioni della Verità con quelle di una ben intenzionata Opinione.

    14) La Forza emessa dallo Spirito del Principio ha generato sé stessa sia dove ha generato vivenza sia dove ha generato materia. Poiché nulla ferma la Forza di un Principio ne consegue che si espande per in ogni dove. Per ogni dove, così, generando vivenza e generando materia.

    15) L’immagine della vita del Principio è assolutamente unitaria. L’immagine della vita a sua somiglianza è trinitario_unitaria. L’Immagine e la Somiglianza si distinguono per stato. Assoluto quello dell’Immagine e corrispondente al suo stato quanto gli somiglia.

    16) Per spiriti intendo le forze della vita che furono ed ora sono in un ulteriore stato dell’esistenza oppure in un ulteriore stato della mente. Nessuna ipotesi é da escludere e nessuna si può provare: solo vivere per capire o non vivere se fanno dipendere. In ragione di infiniti stati di vita questo vale anche per gli spiriti incarnati che siamo.

    17) Per dare la mia conoscenza ho dovuto preservare la mia ignoranza. Guaio é, che quello che ha permesso il pensiero originale non ha impedito l’usuale. Penso però, che sia giusto così. Neanche se pensiamo che la nostra acqua sia migliore possiamo impedire quella nativa.

    18) Il pensiero “per Damasco” non illumina misteriosi come e sfuggenti perché. Pur essendo una pedagogia che non ignora l’Oltre non per questo é una Teologia. Intende, invece, ausiliare la formazione dell’essere e la conferma dell’esistere secondo il personale spirito: Forza della vitalità e Potenza della vita.

    19) Su questo piano dell’esistenza la vita ha stato trinitario tendente all’unitario. Ammessa l’ipotesi tratta dallo stato di principio della Somiglianza, così sul piano ulteriore. In quanto Primo e Sovrano solo il principio ha stato assolutamente unitario.

    20) Essendoci al principio un solo Principio perché una sola vita, ne consegue che quella vita non può non aver generato che una sola Somiglianza: la vita a sua Immagine.

    21) Della vita a sua immagine il Principio ha generato gli stati di principio della vita a sua Somiglianza,

    NATURA

    CULTURA SPIRITO

    non, gli stati del suo principio:

    NATURA

    CULTURA SPIRITO

    Vita della sua assoluta Immagine.

    22) Il Principio é l’assoluta immagine della vita data dall’assoluta corrispondenza fra i suoi stati. Al principio non possono essere altri principi. Per questo non ci può essere nessun altro

    PRINCIPIO

    VITA DIO

    A seguire ogni altro nome.

    Essendo, Vita, primo nome già dal principio e dello stesso Principio ne deriva che é vano dirlo con altro nome. Essendo unico, infatti, non si vede con chi altro compararlo.

    La Forza emessa dallo Spirito del Principio (il Passato é anche nel Presente) ha generato sé stessa sia dove ha generato vivenza sia dove ha generato materia. Poiché nulla ferma la Forza di un Principio ne consegue che si espande per in ogni dove. Per ogni dove, così, generando vivenza e generando materia.

  • Le voci dello Spirito

    Lo spirito umano parla secondo lo stato della sua vitalità e della sua vita. Poiché la vita é stato di infiniti stati, così la parola.

    LA PAROLA E’ DATA DALL’EMOZIONE DELLA VITA CHE DICE SE’ STESSA

    Lo Spirito del Principio, invece, essendo un assoluto, può dire solamente la Parola che di sé dice tutto: vita!  Può dire sé stessa una identità sine corda? Secondo parola  no, Secondo emozioni si. Le emozioni (come la vita stato di infiniti stati di vita) sono come le note musicali. Come ascoltando le note riconosciamo una canzone, così ascoltando le emozioni riconosciamo le parole emesse dagli stati del nostro Spirito:

    DEPRESSIONE

    ESALTAZIONE                       PACE

    DEPRESSIONE:

    Errore verso ciò che siamo per difetto e/o eccesso delle informazioni che riguardano

    il Corpo:

    luogo del Bene della Natura

     del Vero della Cultura >< del Giusto dello Spirito.

    ESALTAZIONE:

    Errore verso ciò che sappiamo per eccesso e/o difetto delle informazioni che riguardano

    la Mente: luogo della coscienza

    attuata dalla conoscenza emersa >< e stagno della non emersa.

    PACE:

    stato della vita naturale

    culturale spirituale

    dell’identità che ha raggiunto la condizione trinitario_unitaria per aver messo

    ciò che sente il Corpo

    conosce la Mente >< e prova lo Spirito

    nello stato della maggior corrispondenza fra:

    il Bene per la Natura

    Il Vero per la Cultura >< Il Giusto per lo Spirito

    Vi è l’errore che porta al male che porta al dolore dove l’emozione detta dallo Spirito si fissa (o viene fissata) nella mente. Ciò che si fissa nella mente non può non fissare la vita in cieli emotivamente spenti come nel caso della Depressione, o fortemente luccicanti come nel caso dell’Esaltazione.

    La fissazione dello Spirito nella mente genera dipendenze senza arbitrio: le diciamo tossicodipendenze.

    Vi è vitalità in remissione, non in Pace, nel cielo che secondo infiniti stati di remissione subisce la nuvola, ol temporale, o la tempesta.

  • L’Amore

    Tanto quanto una vita é in Comunione con sé stessa come anche con altra vita da sé (naturalmente, in ragione della personale esistenza) e tanto quanto può dirsi parte sia con quanto gli è prossimo sia con quanto non lo è. Permessa dalla Comunione, l’unione fra le parti di quanto esiste permette l’amore.

    Il principio dell’Amore é la verità.

    Chi ama ciò che sente prima di ciò che sa é principiato dalla passione. La passione ascolta sé stessa. L’amore ascolta a vita.